Sarà l'inizio dell'estate , sarà un principio di rincoglionimento dato dall'età ma ultimamente quando faccio la spesa dimentico sempre qualcosa e mi porto dietro la lista, quando non la scordo sul tavolo di casa...vabbeh ormai me ne devo fare una ragione.
Per cui l'altra sera avevo due fantastici porri, grandi e carnosi, praticamente potevo farci due frittate con quei due porri ma ...son rincoglionita lo so, li avevo messi troppo vicino al fondo e la parte verde si era congelata, e va così in sto periodo sono un po' esaurita. Comunque ho pensato bene di metterli a stufare, quando erano a metà prendo il cartoccio delle uova e qui cade l'asina, cartoccio da 10, un uovo...ahhhhhhhhhhhhhhh panico, mi sarebbero servite almeno 4 uova per poter fare una mega frittatona, già ma non ho ancora il potere di moltiplicare le uova.
Normalmente trovo sempre il modo di venirne a capo, anche questa volta e non ho usato nemmeno chissà che barbatrucco ma solo della banalissima farina di ceci. Meno male che me ne era caduto un pacchetto durante l'ultima spesa nel carrello.
Così ho scoperto che le frittate senza uova mi piacciono un sacco di più e piacciono di più anche a Nico per cui ora è diventata un'abitudine far frittate con la farina di ceci.
La ricetta in questo caso è moooolto ad occhio.
Ingredienti:
2 porri grandi, io uso anche parte del fusto verde;
3 cucchiai d'olio;
sale, pepe;
300 g di farina di ceci;
acqua.
Far stufare i porri con due cucchiai d'olio e un pochino di acqua, lasciar raffreddare.
Nel mentre preparare la pastella , questa ricetta prevede tanta farina perchè i porri erano tanti, in ogni caso, mettere due bicchieri d'acqua in una terrina e aggiungere la farina fino a raggiungere la consistenza dello yogurt, salare, pepare e aggiungere l'olio dopodichè lasciar riposare, usate la frusta per amalgamare il composto.
Una volta raffreddati unite i porri alla farina, scaldare una padella con dell'olio, versare come di consueto la frittata, lasciate il fuoco vivace per un minuto coprendo col coperchio la padella, poi diminuite l'intensità ed aspettate che la frittata sia un po' più soda sopra per cercare di staccarla (ruotando la padella) . Ve lo dico con certezza, la frittata di ceci è più lunga da cuocere, per cui pazientate. Girate la frittata e lasciatela cuocere ancora.
Calda o fredda non importa, come tutte le frittate son buone sempre!!!
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lunedì 20 giugno 2016
martedì 7 ottobre 2014
Zenzero marinato.
Eccomi, alle prese col blog, un po' impacciata a dir la verità, dopo così tanti mesi di assenza. Non mi sono ancora ripresa dalla non voglia di cucinare anche se , finalmente avendo più tempo, quasi mi diverto ai fornelli, ma non diciamolo troppo forte va, che non vorrei spaventarla nuovamente questa voglia di cucinare.
Così qualche tempo fa ho preparato questo zenzero marinato, perchè nonostante sia finita in un paesino trovo regolarmente daikon, zenzero, papaya e mango...il daikon a Torino è pressochè sconosciuto, davvero a volte non mi capacito di alcuni articoli che trovo qui.
Una ricettina semplice semplice che , a mio gusto, trova applicazione in tante ricette, ricordandoci solo che lo zenzero è un elemento riscaldante nel nostro corpo ed è quindi meglio non abusarne.
Ingredienti:
250 g di zenzero fresco;
2,5 dl di aceto di riso;
1 dl di acqua;
4 cucchiai di zucchero di canna;
2 cucchiaini di sale integrale.
Ho cominciato lavando lo zenzero, sbucciandolo e tagliandolo finemente, un buono zenzero, fresco, dovrebbe non essere filamentoso, ovviamente il mio non era freschissimo, me lo devo coltivare o non lo troverò mai abbastanza fresco.
Bisogna sforzarsi di tagliarlo molto finemente, cospargerlo di sale e lasciarlo riposare per tre ore in una terrina.
Una volta passate le tre ore asciugare le fettine di zenzero e metterle in un barattolo precedentemente sterilizzato.
In un pentolino versate lo zucchero, l'acqua e l'aceto di riso e mescolate a fuoco lento finchè lo zucchero non si scioglie e il composto non comincia a bollire, a quel punto versate nel barattolo dello zenzero e chiudete, sarà pronto dopo una settimana, una volta aperto ovviamente bisogna conservarlo in frigo ma bisognerebbe finirlo quanto prima (un mesetto).
Così qualche tempo fa ho preparato questo zenzero marinato, perchè nonostante sia finita in un paesino trovo regolarmente daikon, zenzero, papaya e mango...il daikon a Torino è pressochè sconosciuto, davvero a volte non mi capacito di alcuni articoli che trovo qui.
Una ricettina semplice semplice che , a mio gusto, trova applicazione in tante ricette, ricordandoci solo che lo zenzero è un elemento riscaldante nel nostro corpo ed è quindi meglio non abusarne.
Ingredienti:
250 g di zenzero fresco;
2,5 dl di aceto di riso;
1 dl di acqua;
4 cucchiai di zucchero di canna;
2 cucchiaini di sale integrale.
Ho cominciato lavando lo zenzero, sbucciandolo e tagliandolo finemente, un buono zenzero, fresco, dovrebbe non essere filamentoso, ovviamente il mio non era freschissimo, me lo devo coltivare o non lo troverò mai abbastanza fresco.
Bisogna sforzarsi di tagliarlo molto finemente, cospargerlo di sale e lasciarlo riposare per tre ore in una terrina.
Una volta passate le tre ore asciugare le fettine di zenzero e metterle in un barattolo precedentemente sterilizzato.
In un pentolino versate lo zucchero, l'acqua e l'aceto di riso e mescolate a fuoco lento finchè lo zucchero non si scioglie e il composto non comincia a bollire, a quel punto versate nel barattolo dello zenzero e chiudete, sarà pronto dopo una settimana, una volta aperto ovviamente bisogna conservarlo in frigo ma bisognerebbe finirlo quanto prima (un mesetto).
sabato 14 settembre 2013
Pomodorini al forno.
Quest'anno ho finalmente deciso di comprarmi il robot multifunzione, alleluia alleluia, abemus aiutus in cucinam (il mio latino è una delizia vero?), era da novembre che ci pensavo, è stato un parto distocico, il più del problema è sempre stato "dove metto tutti gli attrezzi?" ecco ora il problema si è presentato e devo dire che ha tutto una sua collocazione.
Dicevo, l'ho ordinato su internet, ormai compro anche le matite su internet. L'ho ordinato ed ero ancora in vacanza, per cui ero forte del fatto che mi sarebbe stato consegnato entro la fine della vacanze, diretto diretto a casa. Seeeeeeee, credici!
Ho martellato Nico con sta cosa per tre giorni (il tempo del rientro), alla fine pensavo volesse strangolarmi, magari nel sonno.
In ogni caso mi armo di pc e procedo con l'ordine, pagamento con bonifico. Perfetto quale problema c'è? Il problema è che il sito della mia banca non funziona, no vabbeh ma ho saturno contro? Ci ho messo 1o mesi a convincermi e ora non riesco a pagare il mio regalo di compleanno??? Stavo cominciando a perdere schiuma dalla bocca gli occhi si sono arrossati, mentre la vena sul collo, vabbeh quella non vi dico com'era.
Nico, vedendomi in 'sto stato, mi fa: "ti faccio io il bonifico" ...ok, ho ripreso a ventilare in modo normale, quindi ordine fatto, il robot è mio, è il mio tesssoro!
Consegna prevista 3-5 giorni lavorativi dall'accettazione del bonifico.
Tolto che avevo scelto il fermo deposito dal corriere non avevo capito che ci avrebbero messo davvero 5 giorni lavorativi, abituata con e-bay, amazon e altri siti. Quindi ho ordinato il 28 agosto, arriva la conferma che il mio robot, George per gli amici , è in consegna per il giorno 3 settembre, il giorno dopo il mio compleanno, ahhhhhhhh porca perazza non riuscivo ad andare a prenderlo perchè gli orari di apertura del corriere coincidevano pari pari ai miei.
Rabbia.
Tolto questo si evidenzia un particolare inquietante, George pesa 19,9kg.
Ho cominciato ad avere dubbi sul reale contenuto del pacco, 20kg di robot, va bene l'imballaggio ma accidenti ci hanno messo lastre di piombo?
Come spesso accade, ho un colpo di fortuna, posso uscire un'ora e mezza prima, per cui con calma decido di andare a ritirare il pacco, saranno in tutto 10 km, che vuoi che sia?!
Ok, l'apocallise ecco cos'è!
Parto e imposto il navigatore, mi fa attraversare la tangenziale, io sapevo di doverla attraversare avevo visto sulla mappa, poi mi fa andare sempre più in là, rotonda su rotonda e io che pensavo " ma cavoli qui sto facendo il doppio dei km" ma, ad un certo punto con la vocina simpatica come un lama che ti sputa in un occhio, il navigatore (con voce di donna eh) mi fa: " alla rotonda prendi la seconda a uscita" (la a non è aggiunta lei parla così come una straniera che non capisce come si legge 2°) prendo la seconda uscita , ancora lei " fra 50 metri svolta a destra" e io diligente e ubbidiente lo faccio e poi, "gira a destra, fra duecento metri raggiungerai la tua destinazione" , io giro, metto la freccia per girarmi con quello strano senso di fastidio e sempre lei dice " hai raggiunto la destinazione scelta" ...allora, io e la tecnologia non andiamo così d'accordo ma se ti dico che voglio andare dal corriere pinco pallo tu non mi devi portare da pinco pallo che fa serramenti!Giramento di cocombres, riprendo il navigatore e insultandolo pesantemente, le dico che non sono arrivata dove volevo . Reimposto tutto, lei diligentemente ricalcola il percorso e mi indica la strada, la stessa che ho percorso per andare dal serramentista tra l'altro, mi fa attraversare nuovamente la tangenziale e poi, su una rotonda decide che io non devo andare aldilà della tangenziale ma aldiqua, vabbeh il navigatore sei tu, io guido, voglio darti credito, ma solo perchè vedo le insegne del corriere. Strano ma vero mi porta a una sede enorme del corriere, mi sento persino un po' in colpa per averla insultata prima.
Entro,oddio che roba spaziale, nastri trasportatori che portano pacchi, bilici che vengono caricati con muletti, uomini che si muovono coi muletti come se il muletto avesse una vita propria, per cui vedi che parte prima il muletto e poi loro con un secondo di ritardo, con un leggero dondolio (fossi io alla prima accellerata finisco lunga e tirata!) un caos infinito, un rumore assordante. Comunque ben felice, presento il mio foglio con il numero di collo, la ragazza lo cerca un momento poi mi guarda e mi fa "guarda che il pacco è nell'altra sede" . #@@@#####@@@@@@ capito no? io con faccino ingenuo e per nulla adirato le chiedo "quale altra sede? ma sopratutto dov'è?" e lei " sempre dritto, alla prima rotonda vai dritto, superi la tangenziale , bla bla bla bla bla" il bla bla bla sta indicare che io ho spento il cervello per capire dov'era in favore alle parolacce/benedizioni che stavo mandando al navigatore, ma possibile che ti chiedo una cosa, una, e mi porti prima da un serramentista e poi nella sede sbagliata? Al diavolo, vado a naso, che nel mio caso è sotto la schiena.
17.50 la sede in cui devo andare chiude alle 18, dieci minuti per fare si o no 5 km non sapendo assolutamente dove sia il posto, si va di nulla!
Santa cartellonistica, prendo la via giusta, il portone giusto e mi aggiudico la bolla di ritiro, vado nel magazzino e suono (così era scritto) il ragazzo arriva scattante sul suo muletto , io comunque gli metterei la cintura di sicurezza a 'ste persone, danno la stessa idea di stabilità della moto d'acqua quando decide che ne ha a sufficienza di te (vi evito i particolari della mia esperienza che è rimasta unica). In ogni caso mi guarda e fa " un bel pacco pesa 20 kg" ...alloraaaaa smettetela son già abbastanza spaventata! Comunque sorrido e lui parte, sta via 1 barra 2 minuti e se ne torna con una scatola nemmeno tanto grande diciamo un 50x70x40, poi mi guarda e mi fa " entra pure con la macchina all'imbocco dei tir, te la lascio lì, se vedi che non riesci a sollevarla chiamami e ti do una mano ". Galanteria pura. Io lo guardo, gli sorrido e penso " ma vedi che a esser donna ci si guadagna sempre un po' di aiuto? Ma poi ti pare che non sollevo 20 kg? Orgoglio!!!"Comunque prendo la macchina e faccio manovra nel posto del tir , con moto di vanto da parte della mia mini macchina, prendo il pacco e...ma cavolo pesa poco, pesa 13,3kg!Comunque stanno chiudendo, saluto il ragazzo di prima e schizzo via!
La saga di George non è finita ma ci vuole un po' di suspance!
Nonostante George abbia tutto per fare qualsiasi cosa in cucina io continuo a tritare a coltello, nemmeno a mezzaluna (non la so usare), mi abituerò alle comodità prima o dopo.
Ingredienti:
pomodorini camone,
un mazzetto di erbe aromatiche, io ho messo salvia, timo, erba cipollina, maggiorana e santoreggia,
2 cucchiai di pangrattato,
sale e olio evo.
Tagliare in due i pomodorini e togliere la polpa, mettendola in una ciotola.
Capovolgere i pomodorini precedentemente salati (un pizzico) e lasciarli riposare per 10 minuti, nel mentre prendere le erbe, lavarle e sminuzzarle (io a coltello) con un buon mixer ci mettete un momento.
Riprendete la ciotola e versateci dentro un po' di sale, un giro d'olio e due cucchiai di pangrattato o fino a che la consistenza non vi consente di prendere il composto con un cucchiaino senza che vi coli ovunque.
Riempire le calotte dei pomodorini una ad una.
Scaldare il forno a 180°C e infornare per 30 minuti.
La consistenza è morbida e caldi sono davvero buonissimi.
Dicevo, l'ho ordinato su internet, ormai compro anche le matite su internet. L'ho ordinato ed ero ancora in vacanza, per cui ero forte del fatto che mi sarebbe stato consegnato entro la fine della vacanze, diretto diretto a casa. Seeeeeeee, credici!
Ho martellato Nico con sta cosa per tre giorni (il tempo del rientro), alla fine pensavo volesse strangolarmi, magari nel sonno.
In ogni caso mi armo di pc e procedo con l'ordine, pagamento con bonifico. Perfetto quale problema c'è? Il problema è che il sito della mia banca non funziona, no vabbeh ma ho saturno contro? Ci ho messo 1o mesi a convincermi e ora non riesco a pagare il mio regalo di compleanno??? Stavo cominciando a perdere schiuma dalla bocca gli occhi si sono arrossati, mentre la vena sul collo, vabbeh quella non vi dico com'era.
Nico, vedendomi in 'sto stato, mi fa: "ti faccio io il bonifico" ...ok, ho ripreso a ventilare in modo normale, quindi ordine fatto, il robot è mio, è il mio tesssoro!
Consegna prevista 3-5 giorni lavorativi dall'accettazione del bonifico.
Tolto che avevo scelto il fermo deposito dal corriere non avevo capito che ci avrebbero messo davvero 5 giorni lavorativi, abituata con e-bay, amazon e altri siti. Quindi ho ordinato il 28 agosto, arriva la conferma che il mio robot, George per gli amici , è in consegna per il giorno 3 settembre, il giorno dopo il mio compleanno, ahhhhhhhh porca perazza non riuscivo ad andare a prenderlo perchè gli orari di apertura del corriere coincidevano pari pari ai miei.
Rabbia.
Tolto questo si evidenzia un particolare inquietante, George pesa 19,9kg.
Ho cominciato ad avere dubbi sul reale contenuto del pacco, 20kg di robot, va bene l'imballaggio ma accidenti ci hanno messo lastre di piombo?
Come spesso accade, ho un colpo di fortuna, posso uscire un'ora e mezza prima, per cui con calma decido di andare a ritirare il pacco, saranno in tutto 10 km, che vuoi che sia?!
Ok, l'apocallise ecco cos'è!
Parto e imposto il navigatore, mi fa attraversare la tangenziale, io sapevo di doverla attraversare avevo visto sulla mappa, poi mi fa andare sempre più in là, rotonda su rotonda e io che pensavo " ma cavoli qui sto facendo il doppio dei km" ma, ad un certo punto con la vocina simpatica come un lama che ti sputa in un occhio, il navigatore (con voce di donna eh) mi fa: " alla rotonda prendi la seconda a uscita" (la a non è aggiunta lei parla così come una straniera che non capisce come si legge 2°) prendo la seconda uscita , ancora lei " fra 50 metri svolta a destra" e io diligente e ubbidiente lo faccio e poi, "gira a destra, fra duecento metri raggiungerai la tua destinazione" , io giro, metto la freccia per girarmi con quello strano senso di fastidio e sempre lei dice " hai raggiunto la destinazione scelta" ...allora, io e la tecnologia non andiamo così d'accordo ma se ti dico che voglio andare dal corriere pinco pallo tu non mi devi portare da pinco pallo che fa serramenti!Giramento di cocombres, riprendo il navigatore e insultandolo pesantemente, le dico che non sono arrivata dove volevo . Reimposto tutto, lei diligentemente ricalcola il percorso e mi indica la strada, la stessa che ho percorso per andare dal serramentista tra l'altro, mi fa attraversare nuovamente la tangenziale e poi, su una rotonda decide che io non devo andare aldilà della tangenziale ma aldiqua, vabbeh il navigatore sei tu, io guido, voglio darti credito, ma solo perchè vedo le insegne del corriere. Strano ma vero mi porta a una sede enorme del corriere, mi sento persino un po' in colpa per averla insultata prima.
Entro,oddio che roba spaziale, nastri trasportatori che portano pacchi, bilici che vengono caricati con muletti, uomini che si muovono coi muletti come se il muletto avesse una vita propria, per cui vedi che parte prima il muletto e poi loro con un secondo di ritardo, con un leggero dondolio (fossi io alla prima accellerata finisco lunga e tirata!) un caos infinito, un rumore assordante. Comunque ben felice, presento il mio foglio con il numero di collo, la ragazza lo cerca un momento poi mi guarda e mi fa "guarda che il pacco è nell'altra sede" . #@@@#####@@@@@@ capito no? io con faccino ingenuo e per nulla adirato le chiedo "quale altra sede? ma sopratutto dov'è?" e lei " sempre dritto, alla prima rotonda vai dritto, superi la tangenziale , bla bla bla bla bla" il bla bla bla sta indicare che io ho spento il cervello per capire dov'era in favore alle parolacce/benedizioni che stavo mandando al navigatore, ma possibile che ti chiedo una cosa, una, e mi porti prima da un serramentista e poi nella sede sbagliata? Al diavolo, vado a naso, che nel mio caso è sotto la schiena.
17.50 la sede in cui devo andare chiude alle 18, dieci minuti per fare si o no 5 km non sapendo assolutamente dove sia il posto, si va di nulla!
Santa cartellonistica, prendo la via giusta, il portone giusto e mi aggiudico la bolla di ritiro, vado nel magazzino e suono (così era scritto) il ragazzo arriva scattante sul suo muletto , io comunque gli metterei la cintura di sicurezza a 'ste persone, danno la stessa idea di stabilità della moto d'acqua quando decide che ne ha a sufficienza di te (vi evito i particolari della mia esperienza che è rimasta unica). In ogni caso mi guarda e fa " un bel pacco pesa 20 kg" ...alloraaaaa smettetela son già abbastanza spaventata! Comunque sorrido e lui parte, sta via 1 barra 2 minuti e se ne torna con una scatola nemmeno tanto grande diciamo un 50x70x40, poi mi guarda e mi fa " entra pure con la macchina all'imbocco dei tir, te la lascio lì, se vedi che non riesci a sollevarla chiamami e ti do una mano ". Galanteria pura. Io lo guardo, gli sorrido e penso " ma vedi che a esser donna ci si guadagna sempre un po' di aiuto? Ma poi ti pare che non sollevo 20 kg? Orgoglio!!!"Comunque prendo la macchina e faccio manovra nel posto del tir , con moto di vanto da parte della mia mini macchina, prendo il pacco e...ma cavolo pesa poco, pesa 13,3kg!Comunque stanno chiudendo, saluto il ragazzo di prima e schizzo via!
La saga di George non è finita ma ci vuole un po' di suspance!
Nonostante George abbia tutto per fare qualsiasi cosa in cucina io continuo a tritare a coltello, nemmeno a mezzaluna (non la so usare), mi abituerò alle comodità prima o dopo.
Ingredienti:
pomodorini camone,
un mazzetto di erbe aromatiche, io ho messo salvia, timo, erba cipollina, maggiorana e santoreggia,
2 cucchiai di pangrattato,
sale e olio evo.
Tagliare in due i pomodorini e togliere la polpa, mettendola in una ciotola.
Capovolgere i pomodorini precedentemente salati (un pizzico) e lasciarli riposare per 10 minuti, nel mentre prendere le erbe, lavarle e sminuzzarle (io a coltello) con un buon mixer ci mettete un momento.
Riprendete la ciotola e versateci dentro un po' di sale, un giro d'olio e due cucchiai di pangrattato o fino a che la consistenza non vi consente di prendere il composto con un cucchiaino senza che vi coli ovunque.
Riempire le calotte dei pomodorini una ad una.
Scaldare il forno a 180°C e infornare per 30 minuti.
La consistenza è morbida e caldi sono davvero buonissimi.
lunedì 20 maggio 2013
Patè di olive e tonno.
Ci sono delle cose talmente facili e veloci che non dovrei nemmeno scriverle ma visto che ogni volta mi vengono fatte le solite domande perchè non farlo?
Questa è una ricetta non ricetta, nel senso che sporcherete un barattolo del mixer, il mixer e una sola forchetta, praticamente una cuccagna...beh comunque l'ultima volta aprendo il barattolo è uscito l'olio e mi sono impiastrata le mani e il barattolo, che sgusciandomi via pensavo andasse diretto a casa dei vicini, non paga, non essendoci proprio delle dosi precise mentre aggiungevo il tonno al patè continuavo a impiastrarmi le mani e alla fine non riuscivo più a tenere il barattolo fermo perchè mi sgusciava un po' di qua e un po' di là...cose che voi umani non potete capire!
Ingredienti, approssimativi;
300g di olive verdi denocciolate;
200 g di tonno in scatola ;
olio.
Una volta sgocciolate le olive metterle nel mixer un po' alla volta e triturarle bene fino a farle diventare una crema, aggiungere a poco a poco il tonno, mixando, assaggiare e aggiungere quello che il gusto vi dice, più tonno o più olive.
Versare nei barattoli e coprire d'olio.
Note:
Questa è una ricetta non ricetta, nel senso che sporcherete un barattolo del mixer, il mixer e una sola forchetta, praticamente una cuccagna...beh comunque l'ultima volta aprendo il barattolo è uscito l'olio e mi sono impiastrata le mani e il barattolo, che sgusciandomi via pensavo andasse diretto a casa dei vicini, non paga, non essendoci proprio delle dosi precise mentre aggiungevo il tonno al patè continuavo a impiastrarmi le mani e alla fine non riuscivo più a tenere il barattolo fermo perchè mi sgusciava un po' di qua e un po' di là...cose che voi umani non potete capire!
Ingredienti, approssimativi;
300g di olive verdi denocciolate;
200 g di tonno in scatola ;
olio.
Una volta sgocciolate le olive metterle nel mixer un po' alla volta e triturarle bene fino a farle diventare una crema, aggiungere a poco a poco il tonno, mixando, assaggiare e aggiungere quello che il gusto vi dice, più tonno o più olive.
Versare nei barattoli e coprire d'olio.
Note:
- con le olive taggiasche è ancora più buono.
venerdì 30 novembre 2012
Robiola di Roccaverano con lo zahtar.
Sono a dieta, ebbene sì sono a dieta, non di quelle che mangi 20 g di pane 10 di olio, hai i crampi allo stomaco e non ti è concesso nemmeno un kiwi, no no, la mia dieta è fattibile, certo non posso mangiare i derivati di latte vaccino, nemmeno la carne rossa, tanto meno le patate, per non parlare dello zucchero, bandito!
Ok, devo dire che a volte fatico, vai a ristorante e devi scartare tutti gli alimenti che non dovresti mangiare e avanza poco normalmente, a casa è più facile ed è anche più creativo.
Ok, devo dire che a volte fatico, vai a ristorante e devi scartare tutti gli alimenti che non dovresti mangiare e avanza poco normalmente, a casa è più facile ed è anche più creativo.
Questo tipo di preparazione l'ho sempre adottato perchè semplice, abbastanza veloce e mi consente di fare altro. Piace sempre a tutti, normalmente uso spezie differenti, come origano, pepe, peperoncino e cardamomo o menta, questa volta ho voluto provare con questa spezia.
Ho scelto la Robiola di Roccaverano perchè è di latte caprino, normalmente uso la Robiola d'Alba (latte vaccino), devo dire che non è male ma sarebbe stata più buona con la robiola d'alba perchè ha un gusto più delicato e le spezie si sarebbero sentite di più.
La preparazione è semplicissima, io per l'occasione mi sono comprata due cocottine, normalmente uso la carta forno, prendo la robiola adagiandola nel centro aggiungendo poi le spezie sopra, dopodichè la chiudo prendendo i lembi e rigirandoli insieme a formare come un nodo sopra, inforno a 200°C per una decina di minuti e servo. Non ho messo la foto della robiola cotta...non volevo disgustarvi, si sa il formaggio cotto non è fotogenico! Con la cocotte si evita la carta forno (rifiuto indifferenziato) e si ha lo stesso risultato. (Per caso vi è sembrata una scusa labile? Volevo le cocotte da tempo, ma dovevo trovare la scusa giusta!).
Direi che con una forma di Roccaverano o di Robiola d'Alba si fa un antipasto per due persone.
Con questa semplicissima ricetta partecipo al contest di Orodorienthe, se non siete mai andati sul loro sito ve lo consiglio, troverete tea e spezie in quantità.
martedì 16 ottobre 2012
Saccottini toma e radicchio al sesamo, la mia ricetta per la Fieradella Toma.
Eccomi con un giorno di ritardo a raccontare della Fiera della Toma, intanto ringrazio gli organizzatori e le altre partecipanti, ci siamo davvero divertite un sacco, Lidia la nostra speaker, ci ha fatto ridere tutto il giorno con una battuta dietro l'altra, ho condiviso con gioa e divertimento l'esecuzione della mia ricetta con Ale, e poi la sua e anche quella di Alessandra, è stata una bella esperienza, sicuramente ancora migliorabile per rendere più facile il lavoro a noi e più facile la distribuzione dei prodotti alle persone, ma è stata assolutamente una giornata piena di sorrisi.
Porzione per 7/8 saccottini, tempo per la preparazione 30 minuti.
1 rotolo di pasta sfoglia fresca;
½ radicchio rosso o 1 se piccolo;
1 uovo;
50 gdi toma;
olio extra vergine d’oliva q.b;
semi di sesamo a piacere;
pepe verde.
Affettare finemente il radicchio rosso, nel mentre scaldare in un pentola un filo d’olio e lasciare appassire per una decina di minuti, passarlo poi al mixer per ridurlo un po’.
Tagliare a piccoli tocchetti la toma.
Accendere il forno con la funzione ventilato a 200 °c.
Con una forma da biscotto, tagliare due cerchi per saccottino, mettere mezzo cucchiaino di radicchio, una spolverata di semi di sesamo e un tocchetto di formaggio, richiudere il saccottino con il secondo disco, spennellarlo con l’uovo e aggiungere i semi di sesamo sopra.
Per agevolare l'incollaggio dei due dischi insieme spennellarne uno con l'uovo sbattuto.
Preparare tutti gli altri saccottini e infornare per 10-15 minuti o fino a che non vi sembreranno cotti.
Servire caldi.
Giusto perchè gli sprechi non mi piacciono molto, per non buttare la pasta sfoglia avanzata,spennellatela con l'uovo e aggiungete del sesamo, infornate insieme ai saccottini e serviteli con loro.
Ancora una cosa, giusto per essere sempre logorroica, da questo post in avanti il mio blog diventa sito e il nuovo indirizzo è www.montagnedibiscotti.altervista.org a breve inserirò anche la possibilità di ricevere i miei post completi via e-mail (il tempo di capire come farlo per intenderci, quindi il breve è del tutto relativo) e tutto quello che manca del vecchio.
Spero mi seguiate anche in questa nuovissima avventura.
sabato 2 giugno 2012
Crema di pomodori secchi.
Vogliamo chiamarla ricetta? Mah, io la scrivo solo perchè quasi tutti i miei commensali ci vanno letteralmente matti e mi chiedono sempre come si ottiene questa crema, da quando ho fuso il vecchio minipimer e ho quello nuovo, la consistenza è veramente una favola, è proprio una crema.
Uso questo patè per fare dei crostini o semplicemente per mischiarlo a qualche pietanza, c’è chi lo mette nell’insalata ad esempio.
Gli ingredienti sono tutti a occhio…
200 g di pomodori secchi (sottosale);
1 cucchiaio di capperi sottosale;
4/5 filetti d’alici sott’olio;
olio e.v.o. .
Sbollentare per qualche minuto i pomodorini in acqua, lasciarli riposare per qualche istante su un canovaccio pulito e asciugarli grossolanamente.
Passare i capperi sotto l’acqua per togliergli il sale e metterli nel boccaccio del mixer insieme alle alici, aggiungere i pomodorini e mixare fino a creare una crema, aggiungere solo a questo punto un filo d’olio, dare un’ultima mixata e mettere in un contenitore di vetro che potrete chiudere, aggiungere l’olio sopra.
Note:
Uso questo patè per fare dei crostini o semplicemente per mischiarlo a qualche pietanza, c’è chi lo mette nell’insalata ad esempio.
Gli ingredienti sono tutti a occhio…
200 g di pomodori secchi (sottosale);
1 cucchiaio di capperi sottosale;
4/5 filetti d’alici sott’olio;
olio e.v.o. .
Sbollentare per qualche minuto i pomodorini in acqua, lasciarli riposare per qualche istante su un canovaccio pulito e asciugarli grossolanamente.
Passare i capperi sotto l’acqua per togliergli il sale e metterli nel boccaccio del mixer insieme alle alici, aggiungere i pomodorini e mixare fino a creare una crema, aggiungere solo a questo punto un filo d’olio, dare un’ultima mixata e mettere in un contenitore di vetro che potrete chiudere, aggiungere l’olio sopra.
Note:
- si conserva per lungo tempo in frigo, l’importante è che stia chiuso;
- sappiate che è salato.
giovedì 29 dicembre 2011
Muffins mortadella ed emmenthal.
Con gran piacere aggiorno il blog con la ricetta di Gisella ammettendo quindi la sua partecipazione al mio contest!
Eccomi con una ricetta salata,i muffins mortadella e emmenthal:
MUFFINS MORTADELLA E EMMENTHAL
Ingredienti:
250 gr farina 00
250 gr farina di farro bianca
8 gr cremore tartaro
4 gr bicarbonato
50 gr burro fuso
4 cucchiai olio evo
1 cucchiaino di sale fino
1/2 " zucchero
1 uovo
2 bicchieri di latte
150 gr mortadella
100 gr di emmenthal
50 gr parmigiano grattugiato
Unire tutti gli ingredienti secchi e mescolare bene tra loro,cominciare ad unire i liquidi amalgamando bene il tutto si formera' una pastella un po' appiccicosa.Unire il parmigiano grattugiato e mescolare bene,infine aggiungere la mortadella e l'emmenthal tagliati a cubettini picccoli.accendete il forno e mettetelo a 180°.
preparate nel testo da forno gli stampini di carta per muffins,mettete al loro interno un cucchiaio di pastella,aiutandovi con un cucchiaino formate una pallina.Cuocete in forno per 25 minuti.
venerdì 14 ottobre 2011
Pomodorini verdi sott'aceto.
Ossia storia di un'igienizzazione atmosferica...
Già, perchè ormai vi è ben nota la mia allergia la nikel ,esso è contenuto in grandi quantità nei pomodori maturi e crudi, ma in quelli verdi???Beh a quanto pare non mi danno noia, banalmente perchè li cuocio???
Quest'anno mia madre ha piantato dei fantastici pomodorini Camone ho creato non poca curiosità nel vicinato (ho dovuto regalarne un po' perchè non riuscivo a mangiare tutta la produzione) erano croccanti e succosi nonostante fossero pressochè verdi all'esterno, insomma nessuno dava due lire a questi pomodorini ma una volta assaggiati non potevi che innamorartene!
Una sola pianta ha prodotto tantissimo, tanto che a un certo punto ho pensato bene di metterli sott'aceto, dopo un'ora da questo pensiero la casa sapeva di vino bianco e aceto cotto, ho sterilizzato la casa, l'odore si sentiva sin da fuori, ormai i vicini sono abituati anche se credo preferiscano l'odore del cioccolato...
Ovviamente questo è il mio primo esperimento di questo genere, posso dirvi però che, dopo tutto ha lo stesso odore, in modo molto automatico ho alzato il coperchio dove bollivano i pomodori, con vino e l'aceto...ecco per cinque minuti sono rimasta sballata, quasi da lacrime agli occhi...che rimba!!!
Quindi il mio consiglio è : non sniffate!!ehehehe
Detto questo la ricetta:
1 kg di pomodorini verdi;
500 ml di aceto;
200ml divino bianco;
basilico fresco (lo so che comincia a essere un po' tardi);
cipolla bianca o rossa;
4-5 barattoli sterilizzati da 200ml;
aceto per riempire i barattoli.
Si comincia col lavare i pomodorini e tagliarli a pezzi, i miei sono piccoli e li ho tagliati in 4, quindi, indicativamente,1 cm di lato, tagliateli tutti con tanta pazienza e poi strizzateli leggermente per togliere l'acqua di vegetazione.
Tagliare anche la cipolla a spicchi più o meno piccoli, come si vede dalla foto io ho usato la cipolla rossa perchè era dell'orto di casa dei miei, ad oggi, dopo il mese di riposo posso dirvi che se la mettevo bianca era uguale, l'aceto l'ha sbiancata completamente, ottima cosa saperlo prima!
In una pentola dai bordi alti mettere l'aceto e il vino, portarli ad ebollizione e poi tuffarci cipolle e pomodorini, lasciar bollire 5 minuti,a me mancava un po' di liquido per coprire la verdura, ho aggiunto vino bollente,scolare e disporre su un piano ad asciugare coprendoli con carta assorbente
Devono riposare almeno un pomeriggio.
Quando sarà passato il pomeriggio, riempire i barattoli facendo degli strati con i pomodorini, il basilico e la cipolla (finirete per sfogliarla se no non basterà), premere un po' in modo da far uscire l'aria e poi riempire bene i barattoli di aceto, chiuderli , dopo un mese saranno sottovuoto, che meraviglia la chimica!
Si possono mangiare anche così, ma la loro morte è nelle insalate o nel riso freddo, il prossimo anno prevedo tanto odore di aceto in casa!
Note:
Già, perchè ormai vi è ben nota la mia allergia la nikel ,esso è contenuto in grandi quantità nei pomodori maturi e crudi, ma in quelli verdi???Beh a quanto pare non mi danno noia, banalmente perchè li cuocio???
Quest'anno mia madre ha piantato dei fantastici pomodorini Camone ho creato non poca curiosità nel vicinato (ho dovuto regalarne un po' perchè non riuscivo a mangiare tutta la produzione) erano croccanti e succosi nonostante fossero pressochè verdi all'esterno, insomma nessuno dava due lire a questi pomodorini ma una volta assaggiati non potevi che innamorartene!
Una sola pianta ha prodotto tantissimo, tanto che a un certo punto ho pensato bene di metterli sott'aceto, dopo un'ora da questo pensiero la casa sapeva di vino bianco e aceto cotto, ho sterilizzato la casa, l'odore si sentiva sin da fuori, ormai i vicini sono abituati anche se credo preferiscano l'odore del cioccolato...
Ovviamente questo è il mio primo esperimento di questo genere, posso dirvi però che, dopo tutto ha lo stesso odore, in modo molto automatico ho alzato il coperchio dove bollivano i pomodori, con vino e l'aceto...ecco per cinque minuti sono rimasta sballata, quasi da lacrime agli occhi...che rimba!!!
Quindi il mio consiglio è : non sniffate!!ehehehe
Detto questo la ricetta:
1 kg di pomodorini verdi;
500 ml di aceto;
200ml divino bianco;
basilico fresco (lo so che comincia a essere un po' tardi);
cipolla bianca o rossa;
4-5 barattoli sterilizzati da 200ml;
aceto per riempire i barattoli.
Si comincia col lavare i pomodorini e tagliarli a pezzi, i miei sono piccoli e li ho tagliati in 4, quindi, indicativamente,1 cm di lato, tagliateli tutti con tanta pazienza e poi strizzateli leggermente per togliere l'acqua di vegetazione.
Tagliare anche la cipolla a spicchi più o meno piccoli, come si vede dalla foto io ho usato la cipolla rossa perchè era dell'orto di casa dei miei, ad oggi, dopo il mese di riposo posso dirvi che se la mettevo bianca era uguale, l'aceto l'ha sbiancata completamente, ottima cosa saperlo prima!
In una pentola dai bordi alti mettere l'aceto e il vino, portarli ad ebollizione e poi tuffarci cipolle e pomodorini, lasciar bollire 5 minuti,a me mancava un po' di liquido per coprire la verdura, ho aggiunto vino bollente,scolare e disporre su un piano ad asciugare coprendoli con carta assorbente
Devono riposare almeno un pomeriggio.
Quando sarà passato il pomeriggio, riempire i barattoli facendo degli strati con i pomodorini, il basilico e la cipolla (finirete per sfogliarla se no non basterà), premere un po' in modo da far uscire l'aria e poi riempire bene i barattoli di aceto, chiuderli , dopo un mese saranno sottovuoto, che meraviglia la chimica!
Si possono mangiare anche così, ma la loro morte è nelle insalate o nel riso freddo, il prossimo anno prevedo tanto odore di aceto in casa!
Note:
- giusto per dirvelo, sappiate che sott'aceto sono forti ma se invece di riempire il vasetto di aceto lo riempirete con olio saranno più buoni.
sabato 11 giugno 2011
Panna cotta al formaggio e peperone rosso.
Ecco la ricetta per la terza sfida del gioco Naso da tartufo, il cavallo di battaglia che ho scelto è stata Panna cotta, dando per scontato che chiunque lo leggesse l’intendesse dolce, visto la mia nota golosità.
In realtà io non ho un cavallo di battaglia, non mi sento ancora specializzata in nulla, tutto quello che cucino lo faccio sull’onda della curiosità, certo è che se vengo invitata da amici a cena a casa porto il dolce, l’ultima volta il tiramisù; sarà che qui in Piemonte lo fanno tutti per cui nasce in modo istantaneo la sfida a chi lo fa meglio, io non amo proporlo, l’ultima volta avevo poco tempo per cui l’ho fatto…che ansia, in pratica a quella cena c’erano due “chef” del tiramisù, alla fine zitta zitta il mio era buonissimo e mi è stato chiesto il segreto…segreto???Perchè esiste? Usiamo tutti gli stessi ingredienti!
Detto questo per questa sfida dovevamo rivelare il nostro cavallo di battaglia e ricrearlo allo specchio, ossia se era dolce salato e se era salato dolce…devo dire che io me la son cavata bene, quantomeno quello che ho cucinato è mangiabile, certo non si può dire di altri piatti preparati per l’occasione.
Io ho creato un solo bicchiere perchè non avevo molto in casa e perchè banalmente non avevo idea di come sarebbe venuto…
Così mi son serviti:
80 g di panna da cucina;
200 g di robiola fresca;
una punta di un cucchiaino di agar agar;
pepe e sale;
1/4 di peperone rosso;
1 scalogno;
olio e.vo.
In una pentolina ho fatto scaldare la panna con una macinata ti pepe e di sale, quando ha cominciato ad esser calda ho aggiunto la robiola e l’agar agar, ho spento il fornello e ho cominciato a miscelare bene.
Ho riempito il bicchiere e l’ho lasciato riposare in frigo.
Per creare lo strato sopra colorato ho pulito 1/4 di peperone rosso l’ho tagliato a tocchetti piccoli piccoli e l’ho messo a rosolare con uno scalogno e dell’olio fino a che non si è creata una sorta di pappetta, non felice gli ho dato anche una passata di minipimer…l’ho versata nel bicchiere e livellata.
In realtà io non ho un cavallo di battaglia, non mi sento ancora specializzata in nulla, tutto quello che cucino lo faccio sull’onda della curiosità, certo è che se vengo invitata da amici a cena a casa porto il dolce, l’ultima volta il tiramisù; sarà che qui in Piemonte lo fanno tutti per cui nasce in modo istantaneo la sfida a chi lo fa meglio, io non amo proporlo, l’ultima volta avevo poco tempo per cui l’ho fatto…che ansia, in pratica a quella cena c’erano due “chef” del tiramisù, alla fine zitta zitta il mio era buonissimo e mi è stato chiesto il segreto…segreto???Perchè esiste? Usiamo tutti gli stessi ingredienti!
Detto questo per questa sfida dovevamo rivelare il nostro cavallo di battaglia e ricrearlo allo specchio, ossia se era dolce salato e se era salato dolce…devo dire che io me la son cavata bene, quantomeno quello che ho cucinato è mangiabile, certo non si può dire di altri piatti preparati per l’occasione.
Io ho creato un solo bicchiere perchè non avevo molto in casa e perchè banalmente non avevo idea di come sarebbe venuto…
Così mi son serviti:
80 g di panna da cucina;
200 g di robiola fresca;
una punta di un cucchiaino di agar agar;
pepe e sale;
1/4 di peperone rosso;
1 scalogno;
olio e.vo.
In una pentolina ho fatto scaldare la panna con una macinata ti pepe e di sale, quando ha cominciato ad esser calda ho aggiunto la robiola e l’agar agar, ho spento il fornello e ho cominciato a miscelare bene.
Ho riempito il bicchiere e l’ho lasciato riposare in frigo.
Per creare lo strato sopra colorato ho pulito 1/4 di peperone rosso l’ho tagliato a tocchetti piccoli piccoli e l’ho messo a rosolare con uno scalogno e dell’olio fino a che non si è creata una sorta di pappetta, non felice gli ho dato anche una passata di minipimer…l’ho versata nel bicchiere e livellata.
mercoledì 25 maggio 2011
Toast al brontosauro.
Eccomi qui a scrivere il post sulla seconda sfida di Nasi da Tartufo, premetto che la bimba per il quale ho cucinato sono io!
Da piccola non mangiavo granchè mia madre non si è mai impegnata con la fantasia per farmi mangiare, semplicemente pensava che per sfinimento prima o poi avrei mangiato...non è stata una bella tecnica, ma sicuramente migliore di quella dell'olio di fegato di merluzzo, una cosa indigeribile e totalmente inutile. L'unica cosa per il quale impazzivo erano le polpette e i toast, le prime le faceva più spesso, i toast solo quando dava il bianco in casa, per me il toast ha il colore e il sapore del bianco, del pulito, lei lasciava fuori solo il tostapane e quando tornavo a casa e lo vedevo ero felicissima, ancora ora è una cosa per il quale vado matta, se devo mangiare da sola è un pasto che consumo felice.
Ho quindi pensato a un bel toast per questa sfida, quando ne ho parlato con le mie compagne mi è sembrata una buona idea, sopratutto perchè avevo in serbo una formina comprata in Inghilterra, mai usata, il mio brontosauro!!!!
Per questa sfida dovevamo creare un piatto appetibile ai bimbi con carne, verdure o pesce, il mio toast non ha dentro quello che si aspetta però...
Farcitura toast: peperoni e pomodoro...sembra una cavolata eh?
Per l'occasione ho rifatto l'intruglio di Mimma, scrivo una volta per tutte la ricetta:
200 g di pomodori secchi;
una decina di acciughe;
mezzo cucchiaio di capperi;
olio e.v.o. quanto basta (odio anch'io questa indicazione ma ora spiego come fare per ottenere il qb).
Far bollire i pomodori qualche minuto, 2 o 3, lasciarli raffreddare su un canovaccio pulito e dargli un'asciugata sommaria, questo serve per togliere il sale che è stato usato per seccarli.
Unire nel bicchiere del mixer tutti gli ingredienti citati, a secondo dello sforzo del mixer nel girare le pale aggiungere olio, se potete è meglio metterne poco, così da non scaldarlo. In ogni caso continuare a mixare fino a che non avete ottenuto una crema solida, con questa quantità ne otterrete un bel vasetto, con la mia golosità dura poco!
Poi ho preparato una peperonata di peperoni gialli serve:
1 peperone, tagliato a tocchetti di un cm più o meno;
1 scalogno;
olio e.vo.
In una padella far scaldare l'olio e lo scalogno tagliato a rondelle (fuoco basso se no si brucia), unire i peperoni, lasciar cuocere senza coperchio a fuoco lentissimo, io me li sono dimenticati sul fuoco per un'ora...stavo guardando un film...come dire erano cotti!!!
Non ho aggiunto sale di proposito, i pomodori secchi hanno un gusto deciso e salino, per cui il peperone dolce lievemente caramellato dallo scalogno era ottimo.
Per il prato, ho scongelato 200g di spianaci, li ho frullati e poi li ho fatti saltare con un po' di olio e dello scalogno ho aggiunto qualche chicco di kamut.
Sulle stelline c'è dello stracchino e poi rondelle di carotine!
Sull'abete ci sono dei cubetti di prosciutto.
Io avevo chiesto a Nico di reggere il piatto...notate qualche mancanza???
Da piccola non mangiavo granchè mia madre non si è mai impegnata con la fantasia per farmi mangiare, semplicemente pensava che per sfinimento prima o poi avrei mangiato...non è stata una bella tecnica, ma sicuramente migliore di quella dell'olio di fegato di merluzzo, una cosa indigeribile e totalmente inutile. L'unica cosa per il quale impazzivo erano le polpette e i toast, le prime le faceva più spesso, i toast solo quando dava il bianco in casa, per me il toast ha il colore e il sapore del bianco, del pulito, lei lasciava fuori solo il tostapane e quando tornavo a casa e lo vedevo ero felicissima, ancora ora è una cosa per il quale vado matta, se devo mangiare da sola è un pasto che consumo felice.
Ho quindi pensato a un bel toast per questa sfida, quando ne ho parlato con le mie compagne mi è sembrata una buona idea, sopratutto perchè avevo in serbo una formina comprata in Inghilterra, mai usata, il mio brontosauro!!!!
Per questa sfida dovevamo creare un piatto appetibile ai bimbi con carne, verdure o pesce, il mio toast non ha dentro quello che si aspetta però...
Farcitura toast: peperoni e pomodoro...sembra una cavolata eh?
Per l'occasione ho rifatto l'intruglio di Mimma, scrivo una volta per tutte la ricetta:
200 g di pomodori secchi;
una decina di acciughe;
mezzo cucchiaio di capperi;
olio e.v.o. quanto basta (odio anch'io questa indicazione ma ora spiego come fare per ottenere il qb).
Far bollire i pomodori qualche minuto, 2 o 3, lasciarli raffreddare su un canovaccio pulito e dargli un'asciugata sommaria, questo serve per togliere il sale che è stato usato per seccarli.
Unire nel bicchiere del mixer tutti gli ingredienti citati, a secondo dello sforzo del mixer nel girare le pale aggiungere olio, se potete è meglio metterne poco, così da non scaldarlo. In ogni caso continuare a mixare fino a che non avete ottenuto una crema solida, con questa quantità ne otterrete un bel vasetto, con la mia golosità dura poco!
Poi ho preparato una peperonata di peperoni gialli serve:
1 peperone, tagliato a tocchetti di un cm più o meno;
1 scalogno;
olio e.vo.
In una padella far scaldare l'olio e lo scalogno tagliato a rondelle (fuoco basso se no si brucia), unire i peperoni, lasciar cuocere senza coperchio a fuoco lentissimo, io me li sono dimenticati sul fuoco per un'ora...stavo guardando un film...come dire erano cotti!!!
Non ho aggiunto sale di proposito, i pomodori secchi hanno un gusto deciso e salino, per cui il peperone dolce lievemente caramellato dallo scalogno era ottimo.
Per il prato, ho scongelato 200g di spianaci, li ho frullati e poi li ho fatti saltare con un po' di olio e dello scalogno ho aggiunto qualche chicco di kamut.
Sulle stelline c'è dello stracchino e poi rondelle di carotine!
Sull'abete ci sono dei cubetti di prosciutto.
Io avevo chiesto a Nico di reggere il piatto...notate qualche mancanza???
giovedì 17 marzo 2011
Muffin fagioli e mozzarella.
Storia di una latta di fagioli impertinente!
Ora vi racconto: qualche mese fa, quando ancora eravamo in vacanza in campeggio con la ns casina cencio (la tenda) io e Nico compravamo frutta e verdura in latta, era l'unico modo per conservarla e poterla consumare senza impazzire (chi fa campeggio spicciolo sa cosa intendo) così ho riscoperto la frutta sciroppata, riminiscenze di bimba, e sono entrata nel mondo della verdura in latta, ok, il mais lo compriamo tutti, ma i fagioli verdi? Le carote? I fagiolini? Scusatemi ma io sono abituata a prendere la verdura fresca e massimo congelare non mi sognerei mai di mangiare i fagiolini in latta quando posso averli freschi...in Corsica consumano lattine di verdura come aria e c'è veramente di tutto.
Così un giorno mentre facevamo la spesa, mi capitano in mano queste mega scatolette di fagioli verdi, non capisco cosa sono ma, facendo un freddo pitone dentro al supermercato, prendo le latte e via verso la cassa, quando poi arriviamo a riporle e a mangiarle...che risate!Sta di fatto che di tre latte ne abbiamo portate a casa due, per forza erano da mezzo kg l'una!
Così l'altro giorno mentre spostavo nella dispensa tea e cous cous non mi trovo questa enorme latta???Mi guardava come per dire "Mi hai nascosta per non vedermi, tanto io sono qui e prima o poi ti cado anche in testa!" ecco per evitare un trauma cranico da fagiolo in latta, ho deciso di inventarmi qualcosa per togliermeli di torno, avevo creato anche un rotolo di patate ma...era impresentabile!Accontentatevi dei muffins.
Ingredienti per 10 muffins:
150 g di fagioli;
1/2 cipolla;
150 g di farina;
1 uovo ;
20 cl di latte;
40 g di mozzarella;
1/2 panetto di lievito di birra;
sale, pepe, olio , semi di papavero.
In una padella antiaderente ho scaldato un po' di olio con la cipolla tagliata a listarelle, e ho fatto insaporire i fagioli, dopodichè li ho frullati insieme all'uovo e al latte.
Ho stemperato il lievito con un po' di zucchero e con dell'acqua.
Tagliare la mozzarella a blocchetti e metterla insieme ai fagioli frullati.
Ho aggiunto al composto di fagioli la farina, il sale e un po' di pepe, in ultimo il lievito.
Ho imparato per esperienza che è meglio usare il lievito istantaneo per i muffins, ma visto che preparavo una marea di cose insieme non me lo sono ricordato e ho usato il lievito di birra normale, quindi ho messo il composto a riposare per una mezz'oretta sul termosifone, coperto da un canovaccio.
Poi essendomi accorta di non aver messo nè burro nè olio l'ho aggiunto all'ultimo, un pochino.
Il risultato è stato un impasto lievitato morbido e per niente grasso.
Al momento di impirottinare i futuri muffins li ho cosparsi di semi di papavero.
Infornare a 200 °c per 5 minuti e poi abbassare a 180° per 20/25 minuti.
Insomma da un gran pastroccio è uscita una cosa mangiabile...miracolo!!!
Ora vi racconto: qualche mese fa, quando ancora eravamo in vacanza in campeggio con la ns casina cencio (la tenda) io e Nico compravamo frutta e verdura in latta, era l'unico modo per conservarla e poterla consumare senza impazzire (chi fa campeggio spicciolo sa cosa intendo) così ho riscoperto la frutta sciroppata, riminiscenze di bimba, e sono entrata nel mondo della verdura in latta, ok, il mais lo compriamo tutti, ma i fagioli verdi? Le carote? I fagiolini? Scusatemi ma io sono abituata a prendere la verdura fresca e massimo congelare non mi sognerei mai di mangiare i fagiolini in latta quando posso averli freschi...in Corsica consumano lattine di verdura come aria e c'è veramente di tutto.
Così un giorno mentre facevamo la spesa, mi capitano in mano queste mega scatolette di fagioli verdi, non capisco cosa sono ma, facendo un freddo pitone dentro al supermercato, prendo le latte e via verso la cassa, quando poi arriviamo a riporle e a mangiarle...che risate!Sta di fatto che di tre latte ne abbiamo portate a casa due, per forza erano da mezzo kg l'una!
Così l'altro giorno mentre spostavo nella dispensa tea e cous cous non mi trovo questa enorme latta???Mi guardava come per dire "Mi hai nascosta per non vedermi, tanto io sono qui e prima o poi ti cado anche in testa!" ecco per evitare un trauma cranico da fagiolo in latta, ho deciso di inventarmi qualcosa per togliermeli di torno, avevo creato anche un rotolo di patate ma...era impresentabile!Accontentatevi dei muffins.
Ingredienti per 10 muffins:
150 g di fagioli;
1/2 cipolla;
150 g di farina;
1 uovo ;
20 cl di latte;
40 g di mozzarella;
1/2 panetto di lievito di birra;
sale, pepe, olio , semi di papavero.
In una padella antiaderente ho scaldato un po' di olio con la cipolla tagliata a listarelle, e ho fatto insaporire i fagioli, dopodichè li ho frullati insieme all'uovo e al latte.
Ho stemperato il lievito con un po' di zucchero e con dell'acqua.
Tagliare la mozzarella a blocchetti e metterla insieme ai fagioli frullati.
Ho aggiunto al composto di fagioli la farina, il sale e un po' di pepe, in ultimo il lievito.
Ho imparato per esperienza che è meglio usare il lievito istantaneo per i muffins, ma visto che preparavo una marea di cose insieme non me lo sono ricordato e ho usato il lievito di birra normale, quindi ho messo il composto a riposare per una mezz'oretta sul termosifone, coperto da un canovaccio.
Poi essendomi accorta di non aver messo nè burro nè olio l'ho aggiunto all'ultimo, un pochino.
Il risultato è stato un impasto lievitato morbido e per niente grasso.
Al momento di impirottinare i futuri muffins li ho cosparsi di semi di papavero.
Infornare a 200 °c per 5 minuti e poi abbassare a 180° per 20/25 minuti.
Insomma da un gran pastroccio è uscita una cosa mangiabile...miracolo!!!
venerdì 11 marzo 2011
Quiche Lorainne.
Buongiorno Banalità vero? Ohh già, devo dire che questa settimana mi sento un po' trottola, esco alle sette e mezza di casa e mediamente ci rientro per le 22- 22,30 è già manna che mangi per cui largo alla banalità!
In realtà, il mio stare fuori di casa mi aiuta a ricaricare la batterie, infatti potrei prendere la residenza nella shala (nel posto in cui si pratica yoga) insieme al gruppetto con cui pratico, penso che a breve ci lasceranno le chiavi, fra un po' ci sposteremo in un posto più grande...non hanno capito che così non ce ne andiamo più???
E' davvero molto bello trovarsi con persone nuove, con vite diverse dalle tue e condividere un sentiero insieme, ogni volta escon fuori discorsi diversi e mi sto rendendo conto di quante cose devo ancora leggere, di quanta fortuna ho nella vita,di quanto mi sono arenata solo su alcuni argomenti, insomma mi sento stimolata a crescere. Una bella sensazione. Oltre a questo sono nate simpatie, ho ritrovato al mia vena casinista (sepolta sotto il lavoro) e intraprendente.
Martedì dopo la pratica ci siamo accordati per una cenetta di venerdì sera (ossia sta sera), ovviamente dopo yoga,per cui ieri sera dopo esser tornata alle 22 a casa mi son messa a spadellare e infornare,stranamente non ero stanca e non mi ha pesato, santa quiche che deve fare l'ultima cottura per 1/4 d'ora, almeno ho fatto la doccia nel mentre!
La preparazione è banale e servono:
pasta brisè, confezionata o home made;
3 tuorli;
1 uovo intero;
150 g di formaggio grattugiato;
200 g di pancetta dolce;
300 ml di panna;
pepe, sale.
Devo ringraziare la Cuoca Suprema, mia madre, che mi ha preparato la brisè, ultimamente sbaglio a comprare le paste pronte, per cui compro la frolla al posto della sfoglia...non volendo fare figurette e non avendo il tempo di farmela ho chiesto aiuto.
Per cui nel mio caso ho steso un foglio di carta forno sul marmo, la pasta sopra e giù col mattarello a creare un disco tale da ricoprire il fondo e i bordi della tortiera.
Accendere il forno a 190°C.
Punzecchiare con i rebbi della forchetta il fondo e poi adagiarci sopra un altro foglio di carta forno che colmerete di lenticchie, fagioli, ceci, qualsiasi cosa ci sia in casa di secco, cuocere per 15 minuti a 190°C e sfornare.
In una casseruola fate cuocere la pancetta per qualche minuto con dell'acqua e scolate.
A questo punto il forno si sarà un po' raffreddato, quindi prendere la quiche e spennellare il fondo con dell'albume, infornare nuovamente per 5-10 minuti a 170°C, in modo che la pasta si colori e si cuocia un po'.
Nel mentre preparare con le uova e la panna (sale e pepe) il composto che andrà a colmare la quiche.
Per cui una volta uscita dal forno cospargere il fondo con il formaggio, la pancetta e in ultimo il composto liquido.
Infornare per 15-20 minuti a 170°C, fino a che la superficie non è dorata.
Servire tiepida...nel mio caso qualcuno la scalderà!!!
Ps:nonostante la foto l'abbia inserita tardi non è che si adelle migliori...ho fatto il possibile alle sette del mattino...in ogni caso il venerdì sera mi son divertita come una matta e sono ritornata a casa all'1.45 am!
In realtà, il mio stare fuori di casa mi aiuta a ricaricare la batterie, infatti potrei prendere la residenza nella shala (nel posto in cui si pratica yoga) insieme al gruppetto con cui pratico, penso che a breve ci lasceranno le chiavi, fra un po' ci sposteremo in un posto più grande...non hanno capito che così non ce ne andiamo più???
E' davvero molto bello trovarsi con persone nuove, con vite diverse dalle tue e condividere un sentiero insieme, ogni volta escon fuori discorsi diversi e mi sto rendendo conto di quante cose devo ancora leggere, di quanta fortuna ho nella vita,di quanto mi sono arenata solo su alcuni argomenti, insomma mi sento stimolata a crescere. Una bella sensazione. Oltre a questo sono nate simpatie, ho ritrovato al mia vena casinista (sepolta sotto il lavoro) e intraprendente.
Martedì dopo la pratica ci siamo accordati per una cenetta di venerdì sera (ossia sta sera), ovviamente dopo yoga,per cui ieri sera dopo esser tornata alle 22 a casa mi son messa a spadellare e infornare,stranamente non ero stanca e non mi ha pesato, santa quiche che deve fare l'ultima cottura per 1/4 d'ora, almeno ho fatto la doccia nel mentre!
La preparazione è banale e servono:
pasta brisè, confezionata o home made;
3 tuorli;
1 uovo intero;
150 g di formaggio grattugiato;
200 g di pancetta dolce;
300 ml di panna;
pepe, sale.
Devo ringraziare la Cuoca Suprema, mia madre, che mi ha preparato la brisè, ultimamente sbaglio a comprare le paste pronte, per cui compro la frolla al posto della sfoglia...non volendo fare figurette e non avendo il tempo di farmela ho chiesto aiuto.
Per cui nel mio caso ho steso un foglio di carta forno sul marmo, la pasta sopra e giù col mattarello a creare un disco tale da ricoprire il fondo e i bordi della tortiera.
Accendere il forno a 190°C.
Punzecchiare con i rebbi della forchetta il fondo e poi adagiarci sopra un altro foglio di carta forno che colmerete di lenticchie, fagioli, ceci, qualsiasi cosa ci sia in casa di secco, cuocere per 15 minuti a 190°C e sfornare.
In una casseruola fate cuocere la pancetta per qualche minuto con dell'acqua e scolate.
A questo punto il forno si sarà un po' raffreddato, quindi prendere la quiche e spennellare il fondo con dell'albume, infornare nuovamente per 5-10 minuti a 170°C, in modo che la pasta si colori e si cuocia un po'.
Nel mentre preparare con le uova e la panna (sale e pepe) il composto che andrà a colmare la quiche.
Per cui una volta uscita dal forno cospargere il fondo con il formaggio, la pancetta e in ultimo il composto liquido.
Infornare per 15-20 minuti a 170°C, fino a che la superficie non è dorata.
Servire tiepida...nel mio caso qualcuno la scalderà!!!
Ps:nonostante la foto l'abbia inserita tardi non è che si adelle migliori...ho fatto il possibile alle sette del mattino...in ogni caso il venerdì sera mi son divertita come una matta e sono ritornata a casa all'1.45 am!
martedì 16 novembre 2010
Muffins feta e spinaci.
E di nuovo muffins?Si di nuovo muffins, cosa c’è di meglio di un antipasto che si prepara in mezz’ora? Per me è una manna dal cielo!
Devo dire che alla fine li ha mangiati tutti il mio compagno per la pausa pranzo al lavoro, lui è il tritura muffins professionista, la fortuna è che adora quelli salati e non quelli dolci, così io posso ingozzarmi con i secondi…sono golosa, molto golosa, anzi presto ricomincerò a farli, ho un paio di ricettine interessanti da provare, casomai se non ce la faccio più a mangiarli li metto in freezer.
E’ già paio di volte in cui resisto alla tentazione di comprarmi il libro sui cupcakes, credo che qualcuno in casa mi ammazzerebbe…comincio ad avere l’esclusiva della libreria…ma ora che ho anche la scusa del contest...
Va beh va, procediamo con gli ingredienti per 12 muffins:
250g di spinaci congelati;
350 g di farina ;
3 cucchiaini di lievito in polvere;
2 uova;
olio q.b.;
2 cucchiai di yogurt;
200 g di feta;
1/2 cucchiaino di sale.
Non so se è stato un errore o meno, ma io la feta non l’ho tagliata a cubetti, l’ho sbriciolata con i rebbi della forchetta, per cui nell’impasto non si vedeva il formaggio ma se ne sentiva il gusto.
Come al solito bisogna mescolare gli ingredienti secchi in una terrina e quelli solidi dall’altra. unirli mescolando il meno possibile e infornare a forno già caldo a 200°C per 15 minuti, dopodiché abbassare a 170°C e proseguire per altri 15 minuti.
Far raffreddare sulla gratella e servire.
mercoledì 27 ottobre 2010
Muffins olive e rosmarino.
Miracolo, i muffins salati perfetti son venuti anche a me, oddio non voglio vantarmi ma rispetto a quelli dell'anno scorso questi sono meravigliosi.
Ok, comincio dall'inizio, un anno e mezzo fa non sapevo neppure cos'erano i muffins, ma al supermercato vidi uno stampo in silicone troppo carino, costava poco e ho pensato, ma si lo compro, al massimo li faccio due o tre volte...una o due volte??? In pratica ogni settimana sperimentavo una ricetta diversa, sono diventata un'habituè, ormai il mio compagno non li poteva più vedere e io li distruibuivo un po' di qua e un po' di là, poi dopo "minacce" poco velate, ho cominciato a farli anche salati, ma i risultati sono stati assai più sconfortanti, venivano mollicci e poco cotti, eppure io seguivo alla lettera il mio super sistema per farli venire bellissimi.
Ecco con questa ricetta ho scoperto il barbatrucco, pare incredibile ma c'è sempre il barbatrucco, la cottura, finalmente mi sono venuti cotti e belli lievitati.
Per questi 12 muffins mi son serviti:
260 g di farina;
150 g di olive denocciolate;
10 g di lievito;
1 cucchiaino di sale;
15 g di zucchero;
1 uovo;
230 g di latte;
1 cucchiaino di rosmarino;
50 g di parmigiano,
olio, due o tre cucchiai.
La regola è sempre la stessa, unire gli ingredienti secchi in una terrina e quelli umidi in un'altra, amalgamarli bene e poi unirli, mescolando il meno possibile, per evitare che diventino spugnosi.
A forno caldo, 200°C infornare e lasciarli cuocere per 15 minuti almeno, poi abbassare a 180°C e continuare la cottura per altri 15 minuti, sfornare e...buona pappa!
Per questi 12 muffins mi son serviti:
260 g di farina;
150 g di olive denocciolate;
10 g di lievito;
1 cucchiaino di sale;
15 g di zucchero;
1 uovo;
230 g di latte;
1 cucchiaino di rosmarino;
50 g di parmigiano,
olio, due o tre cucchiai.
La regola è sempre la stessa, unire gli ingredienti secchi in una terrina e quelli umidi in un'altra, amalgamarli bene e poi unirli, mescolando il meno possibile, per evitare che diventino spugnosi.
A forno caldo, 200°C infornare e lasciarli cuocere per 15 minuti almeno, poi abbassare a 180°C e continuare la cottura per altri 15 minuti, sfornare e...buona pappa!
domenica 24 ottobre 2010
Vol -au- vent o zuppa di pollo al curry?
Comincio col dire che in principio era una zuppa, poi una vellutata e infine è diventata vol –au- vent…
So solo io come sia stata possibile una simile trasformazione, è che stavo preparando una marea di cose tutte insieme e questa zuppa l’ho dimenticata sul fuoco e, invece di aggiungere brodo ho pensato bene di far fuori quel pacco di vol-au vent in dispensa, erano mesi che mi guardavano e chiedevano quando li avrei destinati al forno, questa mi è sembrata l’occasione propizia. Tenendo conto che ho sempre adorato i vol –au- vent…questi sono buoni e insoliti.
Ingredienti per 2 persone…per la zuppa, per i vol –au- vent siamo più o meno 36!
400 g di petto di pollo;
1 cucchiaio di farina bianca;
2 cucchiaini di curry;
30 g di burro;
1.5 l di brodo vegetale;
4/5 chiodi di garofano;
il succo di 1/2 limone;
1 dl di panna da cucina;
1 cucchiaino raso di cannella;
sale e pepe.
Tagliare a cubetti il pollo.
Mescolare la farina con il curry il sale e il pepe, prendere una bustina di plastica, come quelle che si usano per congelare e aggiungere il composto di farina e un po’ di cubetti di pollo, smuovere et voilà il pollo è infarinato senza sporcarsi.
In una casseruola sciogliere il burro e rosolare il pollo, versare il brodo e aggiungere i chiodi di garofano, lasciare sobbollire per 30 minuti coperto, mescolando di tanto in tanto.
Unire la panna e il succo di limone, cuocere per altri 15 minuti.
Se me ne fossi ricordata avrei tolto i chiodi di garofano, ma non l’ho fatto…in ogni caso sarebbe meglio farlo.
A questo punto si dovrebbe dare una spolverata di cannella e servire calda, volendo si può fare una bella vellutata oppure…pensare ai vol –au- vent, scaldarli nel forno ben caldo, sfornarli, aggiungere il composto precedentemente frullato et voilà!
Noi li abbiamo mangiati di gusto, belli caldi e invitanti.
martedì 7 settembre 2010
Focaccia con erbette provenzali.
Buongiornooooooooooooo!
Eccola qui la mia prima creazione da rientro, quest'anno in vacanza ho fatto scorta di :
Il rientro dalle vacanze per me è sempre molto gioioso, si affollano nel mese di agosto e di settembre parecchi compleanni di persone a me care, tra cui me stessa!! Vabbeh, presto mi farò una bella tortina per festeggiare, anche se il mio mega bignè con mousse al cioccolato mangiata in campeggio con il mio compagno era veramente ottima...maaaaaaaa non mi basta mica per festeggiarmi, voglio qualcosa di meravigliosamente abbondante e dolce, ovviamente fatto da me.
Beh questa focaccia è un rimaneggiamento di una ricetta ormai collaudata, so che piace ed è abbastanza facile, ho cambiato solo un po' gli ingredienti, usando le erbette provenzali per profumare in modo alternativo, ottimo, davvero.
Gli ingredienti sono:
2 patate medie a pasta gialla,
300 g di farina "00",
1/2 panetto di lievito di birra,
4 g di erbette provenzali,
sale e olio evo q.b.
Si fanno cuocere le patate e mentre si aspetta che raffreddino (evitate di ustionarvi le mani come ogni sacra volta faccio io) incominciare a impastare la farina con le erbette e il sale.
Pelare e schiacciare le patate, aggiungerle alla farina, il quantitativo d'acqua è molto variabile io ne ho messa pochissima, aggiungere il panetto di lievito, impastando per una decina di minuti, sinchè il composto non è bello omogeneo.
Mettere a riposare un 'oretta il composto in un luogo tiepido.
Riprendere la pasta lavorandola pochissimo solo per adagiarla nella tortiera in cui la farete cuocere (io amo il silicone, così non creo rifiuto con la carta da forno), aggiungere sopra un po' di sale grosso e una spruzzata di erbettte provenzali, giusto come guarnizione.Lasciar riposare due orette.
Infornare, a forno già caldo, a 200°C per 25-30 min con forno ventilato e una decina di minuti in più con quello statico.
Questa focaccia accompagna bene i salumi, ma se non ci sono basta da sola ;o).
- sole, infatti incredibilmente son tornata abbronzata a casa;
- tea...direi che per i miei standard è abbastanza normale;
- ricette e spezie a me sconosciute o quantomeno mai utilizzate in cucina...quindi qualcosa di nuovo quest'anno!!
Il rientro dalle vacanze per me è sempre molto gioioso, si affollano nel mese di agosto e di settembre parecchi compleanni di persone a me care, tra cui me stessa!! Vabbeh, presto mi farò una bella tortina per festeggiare, anche se il mio mega bignè con mousse al cioccolato mangiata in campeggio con il mio compagno era veramente ottima...maaaaaaaa non mi basta mica per festeggiarmi, voglio qualcosa di meravigliosamente abbondante e dolce, ovviamente fatto da me.
Beh questa focaccia è un rimaneggiamento di una ricetta ormai collaudata, so che piace ed è abbastanza facile, ho cambiato solo un po' gli ingredienti, usando le erbette provenzali per profumare in modo alternativo, ottimo, davvero.
Gli ingredienti sono:
2 patate medie a pasta gialla,
300 g di farina "00",
1/2 panetto di lievito di birra,
4 g di erbette provenzali,
sale e olio evo q.b.
Si fanno cuocere le patate e mentre si aspetta che raffreddino (evitate di ustionarvi le mani come ogni sacra volta faccio io) incominciare a impastare la farina con le erbette e il sale.
Pelare e schiacciare le patate, aggiungerle alla farina, il quantitativo d'acqua è molto variabile io ne ho messa pochissima, aggiungere il panetto di lievito, impastando per una decina di minuti, sinchè il composto non è bello omogeneo.
Mettere a riposare un 'oretta il composto in un luogo tiepido.
Riprendere la pasta lavorandola pochissimo solo per adagiarla nella tortiera in cui la farete cuocere (io amo il silicone, così non creo rifiuto con la carta da forno), aggiungere sopra un po' di sale grosso e una spruzzata di erbettte provenzali, giusto come guarnizione.Lasciar riposare due orette.
Infornare, a forno già caldo, a 200°C per 25-30 min con forno ventilato e una decina di minuti in più con quello statico.
Questa focaccia accompagna bene i salumi, ma se non ci sono basta da sola ;o).
lunedì 19 luglio 2010
Polpo per neofiti.
Si, sono una neofita e lo so che per altri fare il polpo è semplice, ho letto non so quanti blog, sulla mia bibbia culinaria come cucinarlo, chi dice di mettere questo o quello nell'acqua,chi per farlo rimanere morbido lo ammazza di botte, chi lo fa in pentola a pressione,insomma a quanto pare ognuno ha il suo modo, io ovviamente volevo sperimentare su amici questa cosa,il rischio è il mio mestiere, maaaaa ho avuto la malaugurata idea di dirlo alla Cuoca, così quando sono passata da lei a casa me l’ha dato già cotto, dentro un tupperware…è stato molto triste, quando ho obiettato dicendole che mi sarebbe piaciuto farlo da sola per sapere se ne ero capace, lei mi ha detto candidamente che avrei potuto provare la prossima volta. Direi che il discorso non fa una grinza no?
In effetti il lavoro grosso è stato tagliarlo, mia nonna mi diserederebbe se sapesse (e non lo saprà) come lo taglio, lei che cucina le anguille, ammazza galline,prepara da sempre salsicce di maiale…ok non ho preso da lei l’arte della macellazione.
Comunque io il polpo lo taglio con coltello e…guanti da cucina, se no non riesco a farlo stare fermo, ma che caspita è morto, cotto e si muove, redivivo????Magari a forza di cucinarlo riuscirò a capire come farlo star fermo.
Ecco adesso posso passare alla ricetta per neofiti, per la cottura ci serve:
500g di polpo,
1 costa di sedano,
1 carota,
1 foglia di alloro,
(ps avevo finito le cipolle, se no la mettevo).
Portare a ebollizione l’acqua, immergere la bestia :o) nell’acqua e lasciar bollire per 20 minuti, con la prova forchetta sapremo se è cotto.
Lasciar raffreddare e mettere in frigo, la Cuoca lo avvolge nella pellicola ben stretto, così prende la forma ed è più facile tagliarlo, io sembro alle prese con una piovra di 16 kg e non ci riesco, per cui lo lascio raffreddare nel piatto così com’è.
Un polpo da 1/2 kg va bene per 2 persone, noi non ne abbiamo avanzato un granché.
Per la guarnizione ho usato:
una ventina di olive nere,
3 coste di sedano,
prezzemolo,
olio e.v.o.
Procedere col taglio delle verdure e formare un'insalata da far riposare in frigo qualche ora prima di servire, ed il polpo da neofiti è servito!
mercoledì 14 luglio 2010
Cheesecake...il primo!
Oh già lontana dal blog per mille ragioni, alcune belle altre un po' meno, in ogni caso la cucina non si è mai fermata ha sempre sfornato qualcosa, anche con questo caldo...già, che ci posso fare se il forno è il mio migliore alleato?
Nonostante il caldo l'ho acceso lo stesso per sfornare un cheesecake...il mio primo per la cronaca e devo dire che diventerà il mio cavallo di battaglia, sperimentato con amici e assaggiato dalla Cuoca di casa è stato super apprezzato, un po' perchè è buono(diamo a Cesare quel che è di Cesare) e un po' perchè si gusta freddo, di 'sti tempi è una manna del cielo mangiare qualcosa di fresco, ahhh giusto per puntualizzare, il cheesecake è salato...
Serve una tortiera da 26 cm di diametro e le porzioni saranno sei.
Gli ingredienti sono:
200 g di pane integrale in cassetta,
100 g di burro,
100 g di parmigiano grattugiato,
3 uova,
500 g di ricota,
200 g di feta,
un mazzetto di basilico,
170 g di speck,
1/2 cipolla
Sale qb.
Se belli bisogna apparire e buoni da gustare un po' bisogna soffrire, quindi vi toccherà tostare il pane in cassetta, vi consiglio il tostapane, alla fine ci mette meno del forno e il pane viene bello tostato.
Dopodichè azionare il mixer e triturare i pane in cassetta in pezzetti piccoli (non farina!!), aggiungere al pane 50g di burro morbido o sciolto e 50 g di formaggio grattugiato, mescolare.
Rivestire la tortiera con la carta forno e appiattire con l'aiuto di un cucchiaio il composto nel modo più uniforme possibile, in una tortiera da 26 l'altrezza sarà più o meno di 1,5 cm.
Preparate il tagliere, sia la cipolla sia lo speck andrà tagliato a listarelle, fare imbiondire la cipolla e aggiungere lo speck, lasciare insaporire a fuoco basso per qualche minuto.
Accendere il forno statico a 160°C per un'ora.
A questo punto unire i formaggi (ricotta, feta, formaggio grattugiato e burro), la feta io la schiaccio con la forchetta di modo che si amalgami meglio e spezzare con le mani il basilico, aggiungendolo al composto. Aspettare che le cipolle e lo speck raffreddino e aggiungere anche loro. Alla fine unire le uova, con il sale, sbattendole poco.
Versare tutto il composto sul letto di pane e infornare per un'ora.
Il profumo da caldo è una meraviglia, ma freddo...vi consiglio di metterlo in frigo e mangiarlo il giorno dopo...è una golosità.
mercoledì 30 giugno 2010
Pizza di patate.
Io adoro le patate, sono uno di quegli ingredienti così versatili che li si può aggiungere ovunque, quindi quando ho visto una ricettina con la pizza ho pensato fosse quella buona, così ho sperimentato ed l’ho fatto sui miei genitori, se mia madre l’ha mangiata di gusto facendomi i complimenti sappiate che è indice di bontà…davvero lei che fa i complimenti è praticamente un miracolo!
Per la pizza occorre una tortiera da 26, per quanto riguarda gli ingredienti abbiamo bisogno di:
350 g di farina,
½ panetto di lievito,
1 patata, la mia pesava 400g ad occhio,
½ cucchiaino di zucchero,
olio qb,
aromi, io avevo solo più il timo,
sale qb.
Per accorciare i tempi ho sbucciato la patata, l’ho tagliata a dadini e l’ho cotta a vapore, sei minuti ed era cotta,l’ho schiacciata con la forchetta e l’ho lasciata fumante nel piatto.
Nel mentre ho preparato lo lievito con un po’ di acqua e zucchero e ho pesato al farina.
Ho unito la patata alla farina e al lievito, la patata era abbastanza umida per cui non ho aggiunto tanta acqua ma qualche cucchiaio di olio, l’impasto è venuto subito bello morbido ed omogeneo, sembrava molto di più l’impasto per gli gnocchi che una pizza, in ogni caso era un esperimento e ho lasciato tutto com’era.
L’ho messo a lievitare in una casseruola per un’oretta e mezza, coperto da un canovaccio umido, al mio ritorno era una meraviglia, lievitato perfettamente, quindi rinfrancata, ho preso la tortiera l’ho foderata con la carta forno e ho steso al suo interno il composto, lavorandolo poco, l’ho solo livellata, ho aggiunto il timo e un po’ di olio, poi ho aggiunto il sale grosso. Ha lievitato un altro paio d’ore, con il solito canovaccio, in realtà credo sarebbe bastata un’ora al massimo ma io ho cominciato tutto alle 15…visto che era un esperimento volevo vedere se era una cosa mangiabile o no.
Ho infornato a 200°C per 35 minuti e il risultato è stata una focaccia morbida e amabile, sicuramente da riproporre.
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