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martedì 6 ottobre 2015

Cous cous di verdure in tajine.

La settimana scorsa son stata poco bene, ho cominciato col mal di denti qualche settimana fa, poi son passata al mal d'orecchio, mal di gola, raffreddore colossale e credo due linee di febbre...quello che mi ha steso. Proprio nella settimana in cui Nico era in trasferta, il tempismo. 
Comunque i miei super germi non si sono smentiti, appena è arrivato gli ho attaccato subito il raffreddore e in un amen è arrivata la febbre, d'altronde nell'articolo 143 comma 16 della costituzione c'è scritto :
in caso di malattia è doveroso da parte del partner condividere il termometro, ma è assolutamente vietato l'uso del proprio pacco di fazzoletti. Vi viene letta durante il matrimonio, giuro, tra l'altro ricordo sempre a Nico che nell'articolo 143 comma 54 c'è scritto che in autunno inverno e primavera, il marito è responsabile del riscaldamento delle estremità della propria consorte.

Tutto questo per dire che sì ,sto cucinando quanto un'ossessa in cucina ,ma tra uno sternuto e l'altro non mi metto a far foto , poi è iniziata formalmente la stagione delle zuppe e della zucca, bon ciao, in casa nostra fra un mese ne avremo fin sopra le orecchie con preparazioni sia dolci sia salate.
Questo cous cous è nato da un'idea che non ho avuto io, una sera ero a cena con la mia amica Alessandra, che, notoriamente non ama cucinare ma, fortuna vuole che le riescano sempre dei piatti che hanno un gusto e una consistenza pazzeschi, tra l'altro usando pochissimi ingredienti, vabbhe, divagavo. In ogni caso quella sera mi presentò una dadolata di verdura come questa senza cous cous, forse con del riso integrale saltato, non ricordo. Non nego di esser rimasta basita dalla sua destrezza di coltello e la sua pazienza , cosa peraltro in disaccordo con la sua ritrosia a cucinare, ma tant'è, così le dissi "ma buone 'ste verdurine, ma vedi che cucini bene?" lei mi guarda, io la guardo, poi sbotta e mi fa "volevo solo dirti che è un minestrone in busta del supermercato" . Beh poi lei ci ha aggiunto spezie e credo anche del miso ma questo è il punto : la semplicità è impagabile.
Così questo piatto è nato allo stesso modo, prendendo degli ingredienti semplici, lavorandoli il meno possibile lasciandoli cuocere . Semplice no? 
Chi mi ha vista cucinare sa che adoro tagliare la verdura per cui io mi son messa lì con santa pazienza e ho tagliato tutto a mano, tranne i fagiolini, quelli sono un residuato trovato nel freezer (la seconda porta intergalattica di casa, la prima è la lavatrice) che ho messo a cuocere ancora congelati interi e ho tagliato successivamente. Quindi questo è ufficialmente un minestrone travestito da cous cous. Un modo diverso di presentare un piatto povero ma gustoso.


                                       





Preparazione per almeno 4-5 porzioni:
1 cipolla;
1 patata;
3 carote;
un grosso spicchio di zucca;
un mazzo di fagiolini;
1 cucchiaino colmo di dado Home made;
acqua qb;
noce moscata a piacere;
200 -250g di cous cous di farro.

Come per un comunissimo minestrone tagliare a dadini tutte le verdure, nel mentre far rosolare un pochino nella tajine (o nella pentola) l'olio con la cipolla in modo che si ammorbidisca. Aggiungere tutte le verdure , prima le patate, poi la zucca, le carote e per ultimi i fagiolini (ho scoperto di avere un mega sacchetto pieno, che avevo preparato quest'estate), coprire d'acqua e aggiungere un cucchiaino colmo di dado, chiudere la tajine (o la pentola) e lasciar cuocere, con la tajine ci è voluta un'ora abbondante con il fuoco al minimo, con la pentola a pressione, dovrebbero bastare 20 minuti. Aggiungere una generosa grattugiata di noce moscata.


A questo punto ci sono due alternative, usare dei piatti per ognuno dei commensali oppure usare direttamente il piatto della tajine, vi consiglio di farlo direttamente nella tajine da portare poi in tavola e poi sporzionare in tavola. Aggiungere quindi il cous cous direttamente nell'acqua di cottura del "minestrone"e lasciar riposare per 5 minuti buoni , chiudendo la tajine, al termine del quale, potete servire ben caldo.

martedì 15 settembre 2015

Vellutata ceci e porri.


Ohhh ceci, quindi posso parlare di una mi recente scoperta, già perchè sapete che son pigra, ma pigra pigra, quando abitavo quasi sola (con Nico solo nel we) mi facevo spesso i legumi, primo perchè mi piacciono e secondo perchè la sera appena si scende sotto i 20°C io richiedo di mangiar roba calda, o di bere caldo, ognuno ha le sue abitudini no?
Tolto questo avevo preso l'abitudine a cuocere ogni tipo di legume senza far l'ammollo e anche ogni tipo di cereale integrale senza farlo, ho scoperto però che questo, soprattutto per me che sono soggetta a psoriasi, è sbagliato. Io pensavo, beh con o senza ammollo cuociono allo stesso tempo. Già ma il punto non è questo, il punto è che tutti i cereali integrali e tutti i legumi hanno bisogno di almeno 12 h di ammollo per rilasciare i fitati. I fitati??? 
Fitati o acido fitico. E come dire già dal nome non mi stanno granchè simpatici.
In brevi parole, i fitati sono composti insolubili dei cereali integrali che non permettono l'assorbimento di calcio, ferro , zinco e magnesio facendoli passare direttamente nell'ntestino per l'espulsione. Praticamente tu pensi di mangiare tutto quello che ti fa bene, sopratutto il magnesio che ci serve per mantenere anche il corretto ritmo sonno veglia e ci permette di svegliarci riposati, e invece.
Ricordiamoci che il magnesio è il primo elemento minerale che esplelliamo se siamo stressati, con conseguenti crampi e stanchezza generale del corpo.
Quindi è fondamentale fare l'ammollo, senza aggiunta di sale (riduce il chicco) o bicarbonato (diminuisce la vitamina B che è quella più rognosa da integrare per i vegetariani).
Ci sono due tipi di ammollo, quello veloce o quello normale.
Per l'ammollo veloce : lavare i legumi cereali, portare ad ebollizione l'acqua e far bolllire il tutto per 2/3 minuti, toglierli dal fuoco e lasciar riposare da un'ora a quattro, infine gettare l'acqua e iniziare con la preparazione.
Per l'ammollo normale:chiamiamolo lento va (12h per alcuni legumi anche 24), usare acqua calda, lavare i legumi, togliere quelli che vengono a galla (sono privi di validità nutrizionale) lasciare in ammollo, al mattino gettare l'acqua e cominciare la preparazione. Per i fagioli di soia vi consiglio l'ammollo in frigo perchè tendono a germogliare, poi ovviamente gettare l'acqua di ammollo piena di purine.
E comunque, detto fra noi, così il legume o il cereale integrale cuoce prima! 






Ingredienti per due persone:
200 g di ceci secchi,
1 porro,
2 cucchiaini di dado home made,
olio evo.

Dopo l'ammollo,cuocere in abbondante acqua i ceci, per due ore o almeno mezz'ora in pentola a pressione.
In una padella rosolare con un filo d'olio il porro tagliato a rondelline, cuocerlo fino a che non sarà molto tenero.
Scolare i ceci e lasciarne una o due cucchiaiate da parte.
Aggiungere i ceci e il porro e almeno un litro e mezzo di brodo fatto col dado, lasciar cuocere a fuoco lento per 20 minuti, al termine dei quali frullare il composto senza che sia troppo omogeneo, al momento di impiattare aggiungere i ceci interi e servire.

lunedì 27 ottobre 2014

Vellutata di zucca e zenzero.

Non so se anche a voi succede ma io in questo periodo vivrei di zucche e cavoli, mi piacciono mi piacciono e mi piacciono.
Qualche tempo fa ho comprato una zucca mantovana, scoprendo solo ora che in realtà è praticamente tutta commestibile, buccia, polpa, semi e foglie, io purtroppo l'ho pulita per 3/4 buttando via la buccia, per l'ultimo quarto vedrò di creare qualcosa.
I confort food per eccellenza, a mio avviso, son le vellutate, calde e saporite mi fanno sentire proprio coccolata.



Chiamiamola non ricetta, si perchè è veramente banalissima come preparazione ma son dell'idea che non deve essere sempre tutto complicato per esser buono.
Ingredienti:
zucca mantovana scubettata;
dado , il mio era home made;
acqua,
zenzero fresco.

Toh non ho messo le quantità, già perchè ormai la faccio ad occhio, ossia taglio la zucca, la metto in un tegame e al raggiungimento della quantità che ne voglio preparare, aggiungo acqua poco sotto il livello della zucca, aggiungo un cucchiaino di dado per ogni litro d'acqua e chiudo la pentola, ultimamente lo faccio con la pentola a pressione e dopo 20 minuti apro e frullo il tutto. Prima di servire aggiungo un filo d'olio a crudo e una grattata di zenzero senza esagerare.
Di una facilità disarmante no? Spesso ne faccio il doppio per poterla congelare, mi ha salvato tante cene!

sabato 14 giugno 2014

Friselle integrali con semi di lino.

Caldo, veramente caldo, e quando fa veramente caldo cosa si fa? Si accende il forno e si stira mi sembra ovvio! E così non ho potuto far altro che accendere il forno per sfornare le friselle, sì vi ricordate bene le avevo già fatte ma ai tempi avevo usato farina manitoba e lievito madre, Fosca.
Alla luce di oggi ho smesso di usare la farina manitoba e "00" in effetti ho smesso anche di usare la "0" e uso solamente la farina integrale e, avendo usato il lievito di birra ho dovuto modificare i pesi della farina, per cui non è proprio una ricetta vecchia, ma come dire, un rimaneggiamento.
Come ormai è chiaro , ho il forno anarchico, il che vuol dire che o è spento o va al massimo, si lo so devo chiamare il tecnico per farmi cambiare il termostato…voglia? Vabbeh andiamo verso l’estate e sfornerò anche meno pizza e se non faccio torte è meglio. Guardiamo il lato positivo : ogni ricetta che prevede il forno è una sfida e un’incognita.



Torniamo alle friselle , con questa ricetta si ottengono circa 12-13 pezzi quindi 24-26 friselle:
500 g di farina integrale;
10 gr di lievito di birra;
40 g di semola;
25 g di semi di lino;
50 g d’olio e.v.o. ;
1 cucchiaino di sale;
1 cucchiaino di malto d’orzo;
100 g d’acqua (indicativa dipende dall’umidità) .
Mettere nella planetaria tutti gli ingredienti secchi e mescolarli, aggiungere olio, il malto e l’olio e azionare il gancio, aggiungere lentamente l’acqua tiepida fino a che tutta la farina non sarà staccata dalle pareti, lasciar lavorare l’impastatrice il tempo necessario a far incordare il composto.
Perché sono pigra e anche un po’ gnorri, ho deciso di non far lievitare il composto (come da ricetta) ma ho subito diviso in palle l’impasto di circa 60-70 g e ho formato i grissini lunghi 15-20 cm, li ho richiusi su se stessi e li ho passati nella semola, fino a finire il composto, ho messo poi le due leccarde del forno dentro il forno e ho lasciato lievitare 4 ore fino al raddoppio della dimensione.
Ho acceso il forno, in teoria al massimo e poi bisognerebbe abbassare a 180°c, ma visto che io ho il forno anarchico ho fatto come voleva lui, certo è che dopo 10 minuti le ho tolte dal forno (la cottura giusta sarebbe forno al max e poi una volta infornato scendere a 180°c per 20 minuti) ho aspettato un attimo e le ho tagliate in modo da formare le friselle, le ho nuovamente infornate per 5-6 minuti (la cottura normale direbbe di cuocerle per 15 minuti a 180°C) .
Sono solo da inumidire con acqua fredda e condire a piacere, si conservano in tupperware chiusi anche per un anno, sostanzialmente è pane secco.

martedì 27 agosto 2013

Quinoa rossa con verdure.

Lo so, proprio non ve lo aspettavate che scrivessi ancora, invece proprio per destabilizzare un po' le vostre certezze riprendo ad aggiornare il blog, reduce da una meravigliosa vacanza in giro per l'Europa mi è tornata la voglia di condividere un po' di me attraverso il mio blog. Un po' vi sono mancata? eh eh??? su dai coccolatemi un po'...sono una ruffiana peggio di un gatto lo so me lo dico spesso.

Quelli di voi che mi seguono da un po' sanno che sto seguendo un regime alimentare ridotto e "strano"fatto di alghe, cereali alternativi e poco poco zucchero...diciamo l'ho escluso, ma , in vacanza, tutto questo è andato a farsi benedire, come dire di no a birra, patatine e al mattino alla marmellata?

Motivo per il quale ho scelto la quinoa e le alghe, le alghe hanno la peculiarità, tra le altre cose, di eliminare gli elementi tossici dal nostro organismo, di riequilibrare le funzioni della tiroide e di apportare molti microelementi (d’altronde questo tipo di alga è marina quindi è ricca di iodio).Quello che impensierisce un po’ è sempre il gusto, ma credetemi, non hanno un gusto forte per cui direi che sono più gli aspetti positivi di quelli negativi.



Ingredienti per due persone:

1 bicchiere di quinoa;

1 zucchina;

1 carota;

1 scalogno;

1 presa di alghe arame;

1 filo d’olio;

1 presa di sale integrale.

Come sempre bisogna lavare via dalla quinoa la saponina, quindi bisogna passarla sotto l’acqua fredda e poi farla bollire per venti minuti. In questo lasso di tempo possiamo preparare tutto il resto, in un piatto fondo facciamo ammollare  le alghe per 10 minuti, acqua fredda naturalmente.

Poi tagliamo lo scalogno finemente e lo facciamo rosolare con un filo d’olio, aggiungiamo la carota tagliata fine e per ultimo le zucchine, resterà tutto croccante a questo punto se volete potete salare a vostro piacimento.

Finiti i dieci minuti di ammollo delle alghe le scoliamo e le mettiamo in un pentolino in acqua fredda portandole a bollore per 10 minuti (sentirete il profumo del mare!).

Una volta cotta la quinoa possiamo aggiungere tutto e impiattare, volendo potete aggiungere del prezzemolo (il mio ha deciso di non nascere) o della rucola (da noi non cresce, ossia cresce ma io la taglio in continuazione).

Alla prossima.

venerdì 17 maggio 2013

Spaghetti con radicchio e arame al timo.

Ok, facce perplesse? Cos'è l'arame?

Ormai ve la sto menando da mesi riguardo alla mia dieta e visto che son stufa di prendere integratori ho pensato bene di rivolgere lo sguardo alle alghe, si si le Arame non sono altro che alghe, Giapponesi per di più, tze.

Perchè le alghe vi chiederete?

Le alghe sono ricche di calcio, potassio e iodio , vanno consumate in modo modesto, nell'ordine di 3/4 grammi a settimana perchè stimolano il metabolismo, sopratutto nelle persone ipotiroidee e contribuiscono all'abbassamento della pressione sanguigna.

Essendo nuova di questo "mondo macrobiotico" non sapevo bene come usarle e nemmeno che sapore avessero , avendole mangiate tre volte in tutto, due volte da secche (sbagliato) e una a ristorante cinese (e mi erano piaciute un sacco).

Le alghe si tengono in ammollo in acqua fredda 10 minuti e poi si sbollentano altri 10 minuti dopo averle sciacquate, l'odore che si sprigiona durante la cottura è meraviglioso, sembra di stare in riva al mare.



Questa pasta è stato il nostro primo piatto cucinato a casa con le alghe e se devo essere sincera è davvero notevole, facile e gustoso.

Ingredienti per due persone :

200 g di spaghetti o linguine ;

1/2 cespo piccolo di radicchio ;

1 scalogno ;

10 g di arame secche ;

1 cucchiaio di sciroppo di riso (va benissimo anche il malto) ;

qualche cucchiaio d'olio e.v.o. ;

qualche rametto di timo fresco .

Mettere a bollire l'acqua per la pasta e a bollore immergere la pasta scelta ( non usate troppo sale).

Immergere le alghe in acqua fredda e lasciarle in ammollo per 10/15 minuti.

Nel mentre affettare lo scalogno che rosolerete con l'olio in padella, aggiungere il radicchio tagliato molto fine, cuocere per qualche minuto, infine aggiungere il cucchiaio di sciroppo di riso.

Scolare le alghe e sciacquarle bene, immergerle in acqua bollente e lasciarle cuocere per 10 minuti, al termine del quale vanno scolate e aggiunte al composto di radicchio e scalogno.

Far saltare qualche minuto il condimento e aggiungere per ultimo il timo, poi la pasta, lasciandola insaporire qualche minuto nel sugo (saltandola in padella) . Aggiungere un filo d'olio crudo sulla pasta a fine cottura.



sabato 4 maggio 2013

Zuppa al luppolo e ortiche.

Qualche settimana fa sono stata a un corso di cucina naturale, ero curiosa, mi sto avvicinando a una cucina diversa dalla tradizionale e avevo, anzi ho, proprio bisogno di una guida, nonostante tutti i miei libri e delle ricette sul web.

Così mi sono presentata a questo corso tenuto da una maestra di Shatzu che ha deciso di prestarsi a questa serata con annessa cena perchè tutti glielo chiedevano.

Il corso si è basato sulla cucina macrobiotica con erbe primaverili.

Entro pago e , come sempre accade in questi posti, tolgo le scarpe, faccio un breve escursus : dovete sapere che io ho bandito dal mio cassetto della biancheria i calzini bianchi e neri, per me i calzini devono essere colorati e possibilmente a righe (ognuno ha le sue abitudini no?) così quella sera avevo i calzini viola a pois grigi, il ragazzo di fianco a me, a righe blu e celesti...gli unici due su 11 con dei calzini simpatici...che brutta cosa la mancanza di colore! La cosa bella di questi posti è il modo in cui si affronta il corso, prima ci si presenta e così si capisce cosa e chi ha spinto gli altri a venire, è sempre divertente, tipo: io sono venuta perchè lui (il ragazzo coi calzini a righe) mi ha convinta, ma tanto cucina lui, io son venuta qui solo per mangiare ...direi lecito no?

Tornando a noi una delle ricette di quella sera è stata la zuppa ortiche e luppolo, ossia più ortiche e meno luppolo in proporzione, noi siamo andati a raccogliere erbette dietro casa e abbiamo trovato più luppolo rispetto ad ortiche quindi non abbiamo mantenuto le proporzioni ma il risultato è buono ugualmente.





Ingredienti:

200 g di ortiche pulite ;

300 g di luppolo (luertin) pulito ;

2 litri d'acqua ;

1 cucchiaino di dado vegetale home made;

3/4 scalogni ;

olio e.v.o. .

Pulire e affettare finemente lo scalogno e farlo appassire in una pentola, aggiungere l'acqua e il dato e in ultimo le erbe, chiudere la pentola e lasciar cuocere per 40 minuti a fuoco medio basso, frullare quando è ancora caldo e servire con riso o avena come ho fatto io.

Il procedimento è di una banalità assurda ma questo ci serve per mantenere il più possibile i sapori e sopratutto le qualità delle piante, il luppolo è un calmante naturale, allevia lo stress, mentre l'ortica è un'energizzante/tonico, un mix per ottenere il meglio dai nostri prati.

Aggiungo questa ricetta alla mia raccolta, voi cosa fareste con ortica e luppolo? Scrivete!


martedì 30 aprile 2013

Risotto integrale agli asparagi.

Sottotitolo :

ode al cuoco provetto.

E non sono io...su su due più due, se non sono io sarà Nico no? Eccolo lì, titubante e preoccupato per il suo piatto perfetto. Quando dico perfetto non scherzo, non amplifico il suo lavoro perchè sono innamorata del cuoco, apprezzo il buon cibo e basta.

La storia comincia qualche anno fa quando trovai al ritorno da lavoro un risotto perfetto, cotto al punto giusto, salato perfettamente e gustoso, Il Signor Risotto agli Asparagi. Identico a quello che fa mia mamma, solo senza burro, perchè si sa, in Toscana il burro è malvisto.

Il cuoco provetto però non ama cucinare, o meglio non osa cucinare, lo vedi concentrato che gira il risotto, probabilmente dicendogli paroline dolci nella sua mente per farlo venire buono, da qualche settimana me lo ritrovo gomito a gomito in cucina, per me è un modo di godermi la sua presenza e anche per passargli un po' della mia voglia di cucinare.

Questo risotto l'ha fatto lui, interamente, ho visto della disperazione verso il cinquantesimo minuti di rimestamento del riso, ma si sa l'integrale è veramente barboso e lungo da cucinare, ma anche questa volta il riso era stupendo.

Vi lascio la sua ricetta.







Ingredienti:

5 pugni di riso integrale;

250 g di asparagi;

1 o 2 scalogni a seconda delle dimensioni;

1/2 bicchiere di vino bianco secco;

olio e.v.o. .

Lavare e mondare gli asparagi, tagliare le parti dure e le punte che verranno scottate subito e messe da parte, il resto lo lascerete bollire, in acqua salata, fino a quando gli asparagi non saranno morbidi.

Lavare e sciacquare il riso integrale.

Tagliare finemente lo scalogno e farlo rosolare (rossolare secondo Nico ) con un paio di cucchiai d'olio, aggiungere il riso e tostarlo per un paio di minuti, al termine del quale versare il vino bianco continuando a tostare il riso.

A questo punto aggiungere l'acqua di cottura degli asparagi (se non basta aggiungete acqua calda al brodo, che cmq dovrete lasciare sul fornello in modo che mantenga il calore) lentamente al riso, un mestolo per volta per far assorbire bene l'acqua, mescolare con un cucchiaio di legno, continuate così fino a cottura del riso, aggiungendo mano a mano il brodo, aggiungete anche gli asparagi cotti tagliati a tocchetti, così da insaporire ulteriormente il riso.

Lasciar riposare in pentola qualche istante e impiattare aggiungendo le punte degli asparagi per decorare.

Più o meno ci vorranno 45/55 minuti a secondo della qualità del riso integrale, con un riso carnaroli basteranno 20/25 minuti.

lunedì 25 marzo 2013

Riso thai con verdure e curry

L'anno scorso in questo periodo siamo stati in due aziende risicole, nonostante io sia piemontese di nascita e viva da 31 anni qui non conosco per niente il riso, alle superiori ho studiato molte colture ma quella del riso è passata inosservata, forse perché la mia zona è più da mais e grano.

Così son venuta su con una discreta ignoranza, ma se sul riso carnaroli un po' ho capito come cucinarlo, sul thai brancolavo nella più completa ignoranza.

Così vi propongo due modi i fare la stessa pietanza, uno con un risultato discutibile e l'altro con un ottimo risultato.


Ingredienti per 2 persone :

140 g di riso ;

1 scalogno;

2 carote;

100 ml di yogurt ;

1/2 cucchiaino di curry;

1 manciata di mandorle;

sale e olio.

Gli ingredienti sono uguali per le due preparazioni , affrontiamo il primo modo di cucinare il riso thai, quello scritto sopra la confezione di riso per intendersi:

  1. mettere nell'acqua fredda il riso a pioggia  e lasciarlo bollire fino a  cottura , risultato un pappone informe;

  2. mettere nell'acqua fredda il riso e lasciarlo lì per una ventina di minuti (si può andare fino a quaranta), scolarlo e sciacquarlo, poi prendere una pentola non troppo grande e mettere un bicchiere e mezzo di acqua per bicchiere di riso (ok io non l'ho fatto ho messo 2 litri d'acqua e l'ho poi scolato) quando l'acqua bolle mettere il riso a pioggia nella pentola e non toccarlo più fino a che non sarà cotto. Risultato? Chicchi sgranati.

Ovviamente la prima volta ho seguito in modo caparbio le istruzioni sulla confezione e ho ottenuto la pappa informe, al secondo giro mi sono informata e ho trovato diverse notizie,  alcune contrastanti e ho deciso di provare il secondo metodo, e se devo dare un giudizio il secondo è senz'altro migliore, consiglio di perdere 20 minuti di ammollo ma mangiare un buon riso.

Sì non ho messo il sale, non me ne sono dimenticata non l'ho proprio messo e devo dire che va bene così, è vero io non mangio salato ma il curry da quella sapidità per cui il sale non serve (a mio gusto).

Procediamo con la preparazione del condimento:

tagliare lo scalogno finemente e le carote a listarelle non troppo piccole (rimarrano un po' crude dando croccantezza) tagliare anche le mandorle nel senso della lunghezza almeno a metà.

In una padella aggiungere un filo d'olio e le verdure, lasciandole appassire e cuocere con il coperchio sopra e finendo la cottura togliendo il coperchio, aggiungere poi le mandorle tostandole un po', lasciate riposare a fuoco spento.

In una piccola terrina versare mezzo cucchiaino di curry e lo yogurt (intero, bianco senza aromi) mescolare bene per amalgamare la salsa.

Scolare il riso (se come me non avete dimestichezza con la quantità d'acqua che assorbe) e versare nella padella del condimento e con un colpo mischiare il contenuto.

Impiattate e aggiungete a vostro gusto la salsa di yogurt, mischiare ed assaggiare. Io non posso fare a meno di rifarlo perchè mi piace tantissimo, semplice e facile da fare.
riso thai con verdure e mandorle


Note:



  • le mandorle non le ho sbucciate volutamente, le ho preferite con al buccia così da avere un contrasto quasi amarognolo;

  • la salsa di yogurt è curry è poca, ma farla è un attimo, se invece non vi piace è meglio diluirla nel riso, ho provato la prima volta a salare il riso ma non è la stessa cosa, fidatevi e provate solo col curry , vi piacerà.

martedì 15 gennaio 2013

Risotto radicchio e trota affumicata.

 E' un classico per me, arrivo a casa ho una fame cieca e aprendo il frigo mangio quello che capita, l'altra sera ero intenzionata a cuocere quel pezzo di trota affumicata che avevo in frigo, sopratutto ora che fa freddo preferisco mangiare piatti caldi.

Avevo voglia di risotto ma lo stesso condimento si potrebbe usare per la pasta corta, certo si potrebbe anche aggiungere un po' di ricotta o di panna ma io devo rimaner leggera tant'è che questa dose me la sono mangiata da sola...si mai successo in vita mia mi son mangiata tutto quel riso da sola, avevo proprio fame!

Dopo venti minuti sono collassata sul letto, fase rem per me, praticamente ho fatto come il mio gatto che mangia tutto e poi con il panzone pieno va a dormire in un letto e fino al giorno dopo non apre gli occhi. Che vita ragazzi!


125 g di riso carnaroli;

1 scalogno;

90 g di trota salmonata affumicata;

60 g di radicchio rosso;

1 l di brodo vegetale, io con dado home made;

1 bicchiere di vino (cabernet rosato nel mio caso)

olio e.v.o. un cucchiaio;

timo.



In una pentola, io uso il wok, scaldare un po' di olio e far rosolare lo scalogno, aggiungere il riso e farlo tostare, aggiungere il vino e lasciar sfumare, a quel punto a poco a poco aggiungere il brodo caldo e cuocere il riso.

Tagliare a listarelle il radicchio e sfilettare la trota, io li ho aggiunti entrambi 5 minuti prima della fine della cottura del riso, ho aggiunto anche il timo fresco.

Lasciar riposare prima di servire qualche istante.

Note:

  • il riso risulta rosato un po' è la colorazione del radicchio e un po' quello del vino che ho usato.

  • la quantità di brodo è indicativa, nessuno può prevedere quanta acqua servirà al nostro riso per cuocere va aggiunto a poco a poco e che sia sempre bollente.



martedì 6 novembre 2012

Zuppa di ceci di ciceriale.

Adoro i ceci. Mia mamma a casa me li faceva spesso, io a casa ns non li avevo mai fatti, il perchè è presto detto, ci vuole troppo tempo, l'ammollo, la cottura, tutto per dieci minuti di gloria mi viene da dire.

Responsabile un regalo mi trovo un barattoli di ceci, piccoli piccoli, ho sfogliato un po' di giornali e ho trovato una ricetta interessante che ho come al solito un po' rimaneggiato.



Ingredienti per 2 persone:

100 g di ceci secchi;

100 g di passata di pomodoro;

1 cubetto di spinaci congelato o in alternativa 100 g di spinaci freschi;

1 scalogno;

1 cucchiaio di olio e.v.o.  ;

1/2 cucchiaino di dado home made (potrebbe equivalere a 1/4 di cucchiaino di quello industriale) sciolto in poco meno di 1l d'acqua.

Per i ceci metterli in ammollo in acqua tiepida con mezzo cucchiaino di bicarbonato, lasciarli tranquilli per due ore.

Se mi seguite sapete che ho fatto pace con il secuquick e ora andiamo d'amore e d'accordo, quindi io ho cotto i ceci in abbondante acqua (non salata) per mezz'ora con la funzione turbo (il tempo normale sarebbe 2 h), li ho scolati e li ho lasciati da parte.

Scongelare gli spinaci in un tegame.

In un altro aggiungere l'olio e lo scalogno affettato finemente, lasciar soffriggere (volendo si può aggiungere l'aglio) e aggiungere gli spinaci e i ceci, lasciar insaporire, versare la passata e poi il brodo, lasciar cuocere per 20 minuti in pentola normale.



Note:

  • come avrete notato io mangio poco salato per cui nelle mie ricette il sale non è quasi mai menzionato, qui è il dado a rilasciare il sale e questo per me basta;

  • i ceci io li ho messi tutti interi, ma solo per una questione estetica, mi piace vederli , in pratica se ne possono frullare un po' per rendere più cremosa questa zuppa;

  • come al solito le zuppe son sempre più buone il giorno dopo, questa è stata fatta la sera per il giorno dopo, se arrivasse a sera sarebbe decisamente più buona ma dubito che ci arrivi.

martedì 24 luglio 2012

Riso venere con zucchine e platessa.

Per una serie di motivi, tra cui spicca la paura, ho sempre evitato di fare gli esami del sangue, l'idea non mi piaceva e una delle ultime volte mi hanno lasciato un cratere al posto del foro nel braccio, in più sono molto sensibile alla vista del sangue, è imbarazzante il mio modo di curarmi quando mi taglio.

In ogni caso dopo svariati anni e non dirò nemmeno sotto tortura quanti, mi sono decisa. Dopo 20 g di training autogeno venerdì ero pronta, prontissima,mi alzo, bevo solo un po' d'acqua,  mi vesto e prima di uscire di casa tolgo il mio libro dalla borsa /valigia ed esco, mentre chiudo mi ricordo che potrei svenire dopo il prelievo, quindi prendo un contenitore con 5 biscotti dentro. Dovendo poi andare a lavorare decido di prendere il treno prima, un quarto d'ora prima. Arrivo a metà strada dalla stazione e ... "ma porca pupazza le ricette per le analisi sono dentro il libro!!!" , ho un momento di nervoso folle/sollievo, tra l'altro se tornassi indietro perderei anche il solito treno. Quindi con la carogna decido di mangiarmi tutti i biscotti dicendomi che lunedì sarei andata.

W-e a stecchetto, vuoi mica che mi trovino il colesterolo alto o la glicemia alle stelle?

Quindi lunedì? Lunedì alle 4 mi sveglio con lo stomaco contratto dalla fame...si comincia bene accidenti, mi chiedo come  farò fino almeno le 8, mi alzo con una fame da lupi ed esco di corsa per non addentarmi il vaso di fiori, vado a prendere il treno prima e...prendo due treni prima perchè quello che in teoria avrei voluto prendere passa dopo di quello in ritardo di 20 minuti, quindi nello stesso orario dovrebbero passarne due ma la legge del pendolare dice:  "prendi il primo treno che passa, seppur in ritardo perchè non sai se quello dopo passerà" quindi assiepati come sardine siamo saliti tutti e, naturalmente, sono riuscita a sedermi.

Arriviamo in stazione e mentre scendiamo annunciano l'arrivo del treno dopo...legge di Murpy??

Arrivo nel laboratorio già lievemente incavolata, le motivazioni sono due, una è che vado "spontaneamente " a farmi fare un prelievo e in secondo luogo so già che troverò assiepati dall'alba una marea di pensionati che non hanno sonno e si alzano prestissimo (io avevo sonno e avrei preferito dormire), invece? Invece no, c'è una ragazza che mi chiede cosa devo fare e mi da le indicazioni, aspetto il mio turno in saletta e quando mi chiamano vado a pagare, tra l'altro la ragazza al di là dello sportello è anche simpatica, mi fa pagare e mi dice dove devo andare, 1 piano. Ok, roger vado. Arrivo su con un po' di ansia e mi aspetta l'infermiera che mi porta in sala prelievi, oddio non ero preparata per farlo subito!

Mi fa sedere e mi dice anche che ho un po' di provette da riempire...bon ero quasi tranquilla prima...quasi, comunque lei è graziosa e sorride ne nasce una chiacchiera di 2 minuti del tipo:

io: lei è buona oggi vero? (tipica domanda da stress nervoso/paura)

lei: io sono sempre buona e sfoggia un sorriso raggiante (e io penso, certo tanto a me lo infili l'ago!!!)

io : sappia che ho una paura folle.

lei : ma no stia tranquilla,  però che ha un sacco di esami quindi durerà un po'. (ok pressione a mille, l'avrà fatto apposta?)

Intanto mi gira il braccio e mi mette il laccio emostatico.

io : ok, mi prosciuga 6 l di sangue anche se in corpo ne ho solo 5?

lei : ma no, cmq si giri dall'altra parte se le da noia.

io: ok

lei: sentirà la puntura ora.

Punge, facciamo due chiacchiere ma dico due di numero e :

lei: ho finito, metta il dito qui sul cotone.

Io con aria imbecille/incredula metto il dito dove mi dice, lei si gira un attimo a guardare la collega e mi scoccia il dito della mano sinistra sul braccio destro.

La guardo e scoppio a ridere, "Scusi non è che mi fa togliere il dito, la vedo dura andare a lavorare così" ok, pensate tre imbecilli che ridono in una sala prelievi...eccoci!

Comunque in meno di due minuti sono entrata e uscita dalla saletta, mi sono seduta e mi son mangiata uno zenzero candito, cominciavo a vedere i puffi saltare le pecore lilla, nella sala da sola perchè la gente arrivava, prelievo e andava via, io son stata l'unica a fermarmi un po' perchè mi tremavano le gambe...si lo so sono vergognosa!Però ce l'ho fatta e poi che figo mi arriveranno le analisi direttamente nella casella di posta, evoluti!!!!

E ora la ricetta, l'ho pensata mentre facevamo il sentiero dopo aver arrampicato, lo dico sempre che il moto fa bene!




Ingredienti per 3 persone:

280 g di riso venere;

2 filetti di platessa o di merluzzo;

qualche cucchiaio di passata di pomodoro;

due o tre capperi;

1 acciuga;

2 o 3 zucchine a seconda delle dimensioni.

Lavare e mondare le zucchine tagliandole a cubetti non troppo piccoli, cuocerli semplicemente in una padella antiaderente in cui avete scaldato un filo d'olio, coprire per una decina di minuti lasciando un fuoco medio sotto, rigirare spesso, io le faccio saltare per non rompere le zucchine, farle dorare a piacere a fuoco vivo e a pentola scoperta per gli ultimi minuti.

Intanto lessare il riso in abbondante acqua salata.



In un altra pentola scaldare un filo d'olio e della passata di pomodoro in cui aggiungerete l'acciuga e i capperi, per ultima la platessa  (la mia era congelata) cuocere bene e alla fine rompere i filetti, sminuzzandoli.

Aggiungere al riso sia la platessa sia le zucchine, aggiungendo un filo d'olio, tiepido da il meglio di sè.

Note:

  • se avessi usato il merluzzo sarebbe sicuramente stato più saporito, probabilmente ci sarebbero state benissimo anche le vongole ma stranamente nel freezer non le ho viste.

giovedì 24 maggio 2012

Spaghetti alle mazzancolle e rosmarino.

Si dice che tagliarsi faccia male, ma dai? Uff mai provato… tranne quando mi sono affettata un dito col coltello delle verdure, oppure quando due settimane fa mi sono tagliata col coltello del pane e parliamo del mignolo,oppure quando, puntualmente, mi taglio con i fogli, oppure quando in montagna mi appoggio su una pietra appuntita, mi sa che potrei continuare per un buon quarto d'ora.

Ecco inondo qualsiasi cosa di sangue ed io sono sensibile al sangue, anche se è mio a malapena riesco a mettermi un cerotto da sola, metto avanti la mano sanguinolenta e poi cerco di appiccicare il cerotto senza guardare, una scena tra il comico e l’orrendo. Dovrei andare a fare anche gli esami del sangue ma sto pensando seriamente di arrivarci svenuta (non so ancora bene come) oppure più facile, ubriaca (ma forse verrebbero sfalsate le analisi e mi metterebbero dentro per guida in stato di ebbrezza), chissà poi perché mi spaventa così tanto , ma sono dell’idea che se è stato creato per stare all’interno del corpo lì deve stare, un’unghia spezzata, seppur malamente, non mi da noia quanto un dito tagliato. Quando Nico doveva farsi le punture era tutto felice nel pensare che potessi fargliele io…sarebbe stato complicato fargliele guardando altrove, la scena anche qui era tutta da ridere, io che tengo il cotone con il disinfettante, con la faccia che guardava dalla parte opposta e lui che si faceva la puntura da solo. Tze non aveva ancora capito quanto senso/ schifo mi può fare sangue, aghi e buchi nella pelle.

Fino a poco tempo fa, diciamo 6 mesi un anno al max, l’idea di comprare carne rossa e cucinarla mi faceva venire il voltastomaco, tanto che Nico era l’addetto alla cottura della carne, carne ai ferri e patate fritte, una cosa che insieme al risotto agli asparagi gli viene benissimo. Comunque anche ora se passo vicino al reparto macelleria sento l’odore di sangue e mi da noia, nonostante questo ora la cucino un po’ di più.

Uhh vi chiedete il nesso con un primo ai crostacei? Beh mi faceva senso toccare pure il pesce e i crostacei…insomma praticamente vegetariana!

Invece col blog ho imparato anche a apprezzare pesce e carne, l’ultima volta ho avuto a che fare con un branzino (ma posso dirlo che  è brutto?), l’ho sfilettato senza tirarmi via nemmeno un polpastrello, praticamente una chef, beh dopo la scena del sandwich d’orata

Come al solito io e Nico quando facciamo la spesa abbondiamo in tutto, vede le mazzancolle mi guarda e fa: “vuoi mica comprarne solo una confezione, facciamo due a te piacciono tanto” uhhh  si mi piacciono tanto ma non posso mangiarne per una settimana a colazione, pranzo e cena!

Dopo aver pensato un po' ho avuto l'illuminazione: un bel primo. Se non ricordo male questo è il secondo post di pasta in questi due anni di blog, leggevo recentemente che in Italia il consumo procapite di pasta è di 26 kg a cranio, io credo di riuscire ad arrivare al massimo a due in un anno.

Questa pasta è però degna di nota, l'odore e il  sapore sono davvero meravigliosi.

Dotatevi di pazienza, servirà avere il fumetto, io l'ho preparato per la prima volta in questa occasione.



Ingredienti per il fumetto:

una costa di sedano;

teste di mazzancolle, quante ve ne pare;

uno scalogno;

una carota;

sale, pepe, olio.

In una casseruola unire tutti gli ingredienti, coprirli d'acqua e farli bollire per 30 minuti, al termine filtrate il fumetto in un altra casseruola e lasciate riposare con il coperchio chiuso.

Ingredienti per la pasta:

180-200 g di spaghetti o linguine;

una ventina di manzancolle sgusciate;

1 scalogno;

1 cucchiaio di rosmarino;

1/2 bicchiere di vino bianco;

fumetto q.b.;

2 cucchiai di olio.

Metter su l'acqua per la pasta e cuocere gli spaghetti, i ns erano belli grossi trafilati al bronzo, tempo di cottura 16 minuti (ben spesi).

Affettare lo scalogno finemente e farlo imbiondire insieme all'olio, aggiungere poi il rosmarino e il mezzo bicchiere di vino, lasciar cuocere a fuoco medio per 4/5 minuti, chiudere la padella e lasciar riposare.

Quando la pasta arriva a 1 o due minuti dalla fine della cottura, aggiungere alla padella dove è stato cotto lo scalogno e il rosmarino le mazzancolle, aggiungere poi qualche cucchiaio di fumetto, infine saltare la pasta nel condimento e lasciarla a coperchio chiuso un istante.

Note:

  • il gusto del rosmarino, che nel mio caso era secco è fenomenale, aggiungerci dei pomodorini non lo farebbe risaltare, provatela così e poi modificatela dopo, ci sarebbero stati bene dei gamberoni, ma quelli non li abbiamo visti e non li abbiamo comprati;

  • scegliete una buona pasta rugosa, assorbirà il fumetto, lo so che dalla foto sembra scondita ma credetemi, non lo era;

  • il fumetto, non l'ho usato tutto, l'eccedenza l'ho messa in due contenitori e l'ho congelata...mi chiedo perchè io non l'abbia fatto prima, l'odore e il sapore sono splendidi.

mercoledì 25 gennaio 2012

Zuppa di lenticchie ed avena.

Posso dirlo???Babba bia che raffreddore, oggi è una splendida giornata fuori ma c’è quell’aria frizzante che ti ricorda che non sei mai vestito abbastanza, per cui sto davanti al pc e aggiorno il blog.

Questa è la mia prima ricetta con l’avena,  ve ne siete accorti? Non sapevo nemmeno come fosse fatto il chicco e, ovviamente, per l’occasione l’ho fotografato, chissà mai che possa tornare utile in seguito. Devo dire che mi ha stupito, l’avena mi piace, ormai mangio solo più cereali “vecchi” meno trattati chimicamente e geneticamente, una piccola lotta contro una civiltà che non ritengo tale.



Mi sono stupita nel non trovare ricette con l’avena, o meglio con la farina ce ne sono tante ma col prodotto tal quale ne ho trovata solo una che ho usato come spunto per questa zuppa.




Come per il farro e per il miglio (presto metterò una ricetta anche con lui) l’avena richiede tantissima acqua, pari al doppio del suo volume in più non essendo trattata (almeno quella che ho preso io) deve essere messa in ammollo con acqua fresca (senza bicarbonato) per almeno 4 ore, io la lascio una notte intera e anche così ci mette 40-45 min a cuocere.

E’ un’ottima alleata per la dieta, ha un indice di sazietà alto….

Ingredienti per 2 persone:

70 g di avena;

70 g di lenticchie mignon;

1 cipolla rossa;

100 g di spinaci congelati;

olio e.v.o.;

brodo q.b.;

spezie a piacere.

Lavare l’avena sotto l’acqua corrente.

In una pentola rosolare la cipolla tritata finemente e l’olio, aggiungere sia l’avena sia le lenticchie, tostandole un po’, aggiungere il brodo facendo attenzione a coprire completamente l’avena e le lenticchie di almeno due dita, in ogni caso nei prossimi 40 minuti controllare che ci sia ancora liquido di cottura, come ho detto prima l’avena richiede una gran quantità d’acqua.



Lasciar cuocere a fuoco medio, aggiungere negli ultimi dieci minuti di cottura gli spinaci, lasciar riposare qualche momento prima di servire.

mercoledì 19 ottobre 2011

Orzotto ricco, mi ci ficco!

Tze oggi ho proprio energie che mi sprizzano da tutti i pori della pelle, sarà che ieri l'osteopata mi ha detto che posso riprendere "con cautela" l'attività fisica, sono ferma dal 7 di agosto e qualcuna mi ha definita "capretta in gabbia" .Ieri ho ripreso a fatica yoga ma mica ce l'ho fatta a far più di 15 minuti, ero esausta, oggi sono un rottame, gambe e braccia a pezzi ma umore ed energie a 1000, quel che ci vuole in questa giornata decisamente fredda. Comincio seriamente a chiedermi se quelle estremità, chiamate piedi, dentro le scarpe verdi sono mie, sono decisamente gelide!
Tolto questo breve inizio, volevo mettere questa ricettina per partecipare al contest di Imma, è incredibile ma tutte le volte non riesco a partecipare...e sta volta ci entro per il rotto della cuffia.
Non so voi, ma io posso mangiare pochissima pasta, l'effetto soporifero che mi fa è talmente evidente che posso  farmela solo alla sera a patto di pulire la cucina e avere già il pigiama addosso, quindi difficilmente sul blog troverete ricette di pasta ma molti primi con cereali, come questa:



Orzotto per due persone:
140 g di orzo;
30 g di feta;
2 cucchiai di cipolline;
10 pomodorini camone;
1/2 mela;

Devo davvero spiegare come si fa?
Lessare l'orzo e aggiungere tutti gli ingredienti, guarnire con scorza si limone e basilico.Veloce veloce e non narcolettico!


venerdì 29 luglio 2011

Farro al tonno, carote e tanto altro.

Sono ferma accanto a mia mamma alla fermata, aspettiamo l’autobus e, mentre aspettiamo, conosco Sara, insieme anche lei con la sua mamma. Saliamo insieme, destinazione asilo.
Ecco questo è l’inizio di un’amicizia che dura ancora oggi, con le sue fermate e i suoi tragitti.
Pare incredibile ma ci sono due cose che associo a lei, il cibo e il pattinaggio, ossia le ns due occupazioni preferite da bambine.
Avendo ripreso il tragitto insieme e progettando di farne parecchio quest’estate, abbiamo cominciato subito dalla nostra prima occupazione, il cibo.
Questo farro l’ho preparato per una nostra cenetta, l’avevo già provato in un altra occasione, mi era piaciuto e gliel’ho proposto.
In questo periodo adoro il farro, ve ne siete accorti???Beh ho scoperto che mi piace come il riso e che ha un sacco di proprietà interessanti, intanto è diuretico il che aiuta a espellere meglio le tossine e poi sazia moltissimo.

SAM_2980

Essendo una ricetta banale molti degli ingredienti sono stati messi ad occhio e non proprio pesati, ricetta per due persone:
150 g di farro;
2 carote novelle;
1 costa di sedano;
150 g di gamberetti;
160 g di tonno in scatola;
100 g di piselli;
olio, sale.
Sciacquare il farro.
In una casseruola mettere il farro e coprirlo di acqua fredda, il farro deve rimanere sempre coperto, durante la cottura, aggiungere acqua calda se necessario durante la cottura, contate 30 minuti se è in una pentola normale, se no nella pentola a pressione meno (non saprei quanto tempo, non ho un buon rapporto con lei). Salare a metà cottura.
Una volta cotto lasciatelo riposare nell’acqua di cottura, se ce n’è troppa scolatelo.
Lavate e mondate le verdure e aggiungerle a farro tiepido-freddo, girare e lasciar riposare qualche ora oppure consumare il giorno dopo, aggiungere l’olio.
Servire freddo o a temperatura ambiente.
Per chi non ha mai mangiato il farro sappia che mantiene l’anima dura…non cuocetelo fino a farlo diventare pappa!

martedì 12 luglio 2011

Farro con asparagi e piselli, doppia versione.

Apperò, arrivo sulla piattaforma di blogger e...tutto cambiato?Wow tutto bellissimo, mi sembra una cosa professionale ora scrivere su questo mio piccolo blogghino, chissà quante cose nuove, sono un po' spaesata per ora non ho tanto tempo per controllare le novità, ma pian piano anch'io arriverò a vedere tutto.
Sto vivendo una vita piena di impegni e dopo tutto il giorno davanti al pc alla sera non ho tanta voglia di creare, oggi sono stanca e non ce la faccio a mettermi a far conti, per cui rubo un po' di spazio al lavoro, che farei male, per riempire un po' il mio spazio virtuale delle mie idee.
Recentemente ho avuto un commento da una neo bloggers il suo blog è proprio nuovo nuovo, mi piace un sacco e lo trovo un po' diverso dai soliti, per cui ho deciso che lo seguirò. Mi capita spesso di seguire i commenti di altre blogger qui da me, per cui o rispondo qui o lascio un segno del mio passaggio sul loro blog, ne ho conosciuti di belli e meno belli, alcuni totalmente fuori dagli schemi che in un batter d'occhio si riempiono di followes in modo, per me, assolutamente insensato, questo blog invece mi piace è scritto col cuore ed è molto curato. Ok, punto, lo so sono stata prolissa, ma ho deciso che è il momento di scrivere veramente e non far finta!

La ricetta che posto è stata del tutto casuale, avevo degli asparagi che mi avanzavano e avevo aperto una scatola di piselli da finire in frigo, insomma la classica situazione della massaia, cibo in frigo e zero idee per cucinarlo.
Amo il riso, ho pensato, ci faccio su un bel risottino, ahhh gli asparagi nel risotto, che goduria, però poi mi è caduto l'occhio sul farro, e ricordando le parole di uno chef ho deciso di provare a usare il farro esattamente come il riso.
Beh essendo una persona curiosa in questo periodo sto provando cereali nuovi, nuovi per la mia cultura, il farro è tutto fuorchè un cerale nuovo, anzi è antichissimo e in Piemonte non viene coltivato, ma avendo l'influenza Toscana del mio compagno l'ho apprezzato sia in zuppe fredde che in quelle calde.
Ultimamente poi la mia dolcissima metà mi ha regalato un libercolo su come cucinare il  farro, sarà un messaggio subbliminare? Per cui ora mi sembra il minimo riproporvelo!



1. Ingredienti per due persone e...:

5 manciate di farro;
1 etto di asparagi circa;
100 g di piselli;
1 scalogno;
olio, sale.

Mentre sciacquavo il farro ho riempito il bollitore con l'acqua.
Ho messo un filo d'olio a scaldare della pentola con lo scalogno tagliato più o meno sottile (brucia con facilità) dopodichè quando era tutto caldo ho messo il farro, mantecandolo esattamente come il risotto.
Ho aggiunto l'acqua,un dito sopra al farro, gli asparagi tagliati e un po' di sale, ho lasciato cuocere per un buon venti minuti, rigirandolo, se manca l'acqua bisogna aggiungerla calda esattamente come per il risotto.
Ho poi aggiunto i piselli negli ultimi minuti di cottura.
Il farro a differenza del riso ha la peculiarità di rimanere un po' duro al centro, ma, ignoranza mia,cresce un po' di più del riso e, sazia prima, quindi ne abbiamo avanzato un po', non essendo un piatto da mangiare freddo o da scaldare e mangiare così ho fatto una frittata...della serie, riciclo tutto!

2. Ingredienti per la frittata:
due uova;
pepe;
farro avanzato,
olio.

Come per una banalissima frittata ho scaldato la padella e ho aggiunto un po' d'olio, in una terrina ho sbattuto le uova col pepe, dopodichè ho versato sulla padella calda il farro e, subito dopo, le uova, ho lasciato cuocere a fuoco moderato con il coperchio, controllando la cottura di tanto in tanto, rigirata e...spazzolata, buonissima, il farro era diventato croccante...non so se era più buona la ricetta di partenza o quella finale.
Beh spero di avervi dato un'idea o di avervi incuriosito.

giovedì 7 luglio 2011

Bulgur al pollo, limone e menta.

Essendo una pendolare e usando il treno, mi ritrovo ben venti minuti di tragitto di totale libertà per la mente, il che si traduce in questi termini:

  1. ascoltare le conversazioni altrui(perchè voi non lo fate? ),

  2. ascoltare musica,

  3. leggere,

  4. sonnecchiare,ma non troppo se no mi trovano in testa alla valle!


Ultimamente non son propensa ad ascoltare le conversazioni altrui, si concentrano su ferie, bambini all’estate ragazzi e il caldo. Ok, fa caldo, tutti abbiamo bisogno di ferie ma francamente non ho voglia di ascoltare sempre le stesse cose anche sul treno.
L’altra settimana ho fatto nuovamente un viaggetto un po’ più lungo in treno, 5h, per cui prima di affrontarlo sono entrata nel mio luogo di perdizione, la libreria…perchè non fanno una biblioteca in stazione? Il mio saldo ne gioverebbe tantissimo!
Sono uscita con due libri, perchè due?non si sa mai, se con uno mi scoccio incomincio l’altro no?
Leggendo un po’ di tutto mi dirigo sempre nel reparto offerte e da lì mi sposto, oltretutto mi ero dimenticata l’agenda in cui segno i titoli che mi interessano per cui ho proprio scelto in base al momento.
Il primo libro mi chiamava proprio, una biografia su Pereira, un paio d’anni fa vidi un documentario su di lui e mi lasciò senza parole.
Il secondo:sulla copertina ci sono dei cioccolatini…ora già il fatto che ci fossero dei cioccolatini mi ha attirato, poi il titolo è Felicità… non sapevo cosa aspettarmi e quindi ho preso il libro l’ho girato e ho cominciato a leggere il riassunto, mi ha incuriosito parecchio, a pensarci ora credo di aver letto la recensione da qualche parte.
Per cui questa settimana sono stata rapita da questo libro, una visione del mondo felice che non avrei mai pensato, un punto di vista totalmente inaspettato, leggendo questo libro mi son resa conto che la nostra società, nel termine più ampio, è basata sull’infelicità e sulla ricerca della felicità, penserete, ahh beh e ti ci è voluto un libro per arrivarci, in realtà sì, non pensavo che la moda con tutto il narcisismo che si porta dietro fosse solo una riprova della ns insoddisfazione, oppure lo sport agonistico, un modo per sentirsi forte pur non essendo noi i giocatori.
Mi sono resa conto di quanto in realtà sia fuori dagli schemi per alcuni versi e quanto rientri in questo meccanismo perverso che ci porta ad essere degli eterni insoddisfatti.
Però mi sono anche resa conto che se fossimo tutti soddisfatti e felici saremmo, come dire, inutili, il mondo si fermerebbe, la ricerca si fermerebbe, a ognuno andrebbe bene così come stanno le cose, non ci sarebbero scambi di opinioni, andremmo tutti d’amore d’accordo, oddio un dramma, ve lo immaginate? Sarebbe apocalittico.
Beh dopo questa divagazione vi lascio la ricetta, finalmente anch’io ho provato il bulgur e se devo esser sincera mi piace di più del cous cous!

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Ingredienti per due persone:
150 g di bulgur;
3 fette di petto di pollo,
1/2 limone;
alcune foglie di menta secca,
olio e.v.o.;
sale.

In queste sera calde mangio volentieri qualcosa di tiepido o di freddo, questo cereale è ottimo perchè sazia in fretta ed è molto versatile.
Il vero bulgur ha bisogno di ammollo, io ne ho trovato un tipo che in 10 minuti è cotto.
Per cui la cena l’ho composta in questo modo: ho tagliato a straccetti piccoli il pollo, ho tolto la buccia al limone, spremendolo. A questo punto ho scaldato un po’ di olio nella padella (coi bordi alti)e ci ho messo le scorze di limone tagliate a listarelle, una volta ammorbidite ho aggiunto il pollo e, quando questo si era cotto fuori, il succo di limone e dell’acqua calda cui ho aggiunto prontamente il bulgur, dieci minuti ed era cotto.
Mentre aspettavo il commensale ritardatario (meno male, almeno si è freddato un pochino) ho aggiunto le foglie di menta secca e un filo d’olio.

sabato 23 aprile 2011

Linguine pomodori secchi, pinoli e mela.

Posso dire con certezza che non ho mai cucinato la pasta solo per me, mi spiego meglio, se ci sono mangio pasta e pane, ma se non ci sono ne faccio a meno, per cui la sera, se arrivo tardi spilucchio, che dire non sono una che si prepara il tavolo e si mette a mangiare da sola, mangio un frutto e vado a dormire, ieri avevo fame, poi avevo fatto un fioretto con me stessa, mi ero ripromessa di preparare un primo per il contest di Primo piatto quasi fatto  mi ha colpito il modo di scrivere del proprietario del blog e ho pensato di partecipare, non essendo un 'amante della pasta ci ho messo tantissimo, infatti la scadenza è il 26 aprile...ieri sera ho avuto l'illuminazione, un flash, linguine da un lato e pomodori secchi dall'altro...ottimo connubio per me.
Che dire il contest non è facilissimo perchè esclude l'uso di latticini e carni...io pensavo a qualcosa con il salmone ma ieri sera ero veramente troppo affamata e ho pensato a questo accostamento, buono buono buono.
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Ingredienti per una persona:
100g di linguine;
1/2 mela fuji;
2 cucchiaini di pinoli;
2 pomodori secchi;
2/3 cucchiai d'olio e.v.o.;
prezzemolo per guarnire.
Mettere a bollire l'acqua, salatela pochissimo.
A bollore aggiungere le linguine.
Nel mentre affettare finemente i pomodori, listarelle sottili sottili, quindi aggiungere un cucchiaio d'olio e a fuoco basso tostare i pinoli, una volta tostati aggiungere i pomodori, lasciar scaldare qualche minuto a fuoco basso.
Tagliare a tocchetti la mela,aggiungerla con il resto del condimento, spegnendo il fuoco sotto.
Scolare la pasta, facendola saltare con il condimento.
Impiattare, primo veloce e molto saporito.
Con questa ricetta partecipo al contest:

Per finire buona Pasqua a tutti!!!

mercoledì 23 febbraio 2011

Gnocchi di patate.

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Io li adoro, adoro ogni cosa creata con le patate, ma gli gnocchi...mamma mia potrei mangiarne a vagonate.
Ho imparato a farli seguendo la ricetta della mia prima Bibbia, questo libro mi ha insegnato i rudimenti della cucina e li ha insegnati a più generazioni di donne e uomini, ha il pregio di avere pochissime foto e disegni, il che limita le aspettative, anzi genera sorpresa per il risultato, i disegni sono secondo me la parte migliore, spiega come depezzare la selvaggina, legare gli arrosti, pulire il pesce, insomma tutte quelle cose che ti insegna qualcuno, mamma o nonna, ma che io non sapevo fare, ok non ho mai depezzato un coniglio, ma se volessi farlo nella Bibbia c'è la spiegazione.
La storia di questo libro è strana, già perchè la copia con il quale ho cominciato a "pasticciare" è quella di mia madre, un libro consunto e usurato dall'uso smodato che ne fece lei prima, mia sorella dopo e in ultimo io, insomma nel ns caso quel libro ha avuto molto da insegnare. E' talmente mal messo che manca la sovracopertina gialla, alcuni fogli iniziali, alcuni fogli nel centro e la rilegatura si sta disgregando.
Devo molto all'autrice di questo libro, Erina Gavotti, ma accidenti prima di sapere che era lei l'aurtice di 'sto libro ci ho messo almeno due anni...già perchè c'era rimasta solo la prefazione di Veronelli.
In ogni caso dopo ricerche strane il libro è apparso in casa, regalatomi da un amica di mia madre, volevo farle la statua! Oltre tutto questa copia è integra, ovviamente in più ha il fatto di esser stata regalata da una grande cuoca, il che è davvero di buon auspicio.
La ricetta è quella del libro, infatti gli gnocchi sono perfetti, morbidi che si sfaldano in bocca e con il gusto di patata e non di farina.
Visto che la ricetta prevede 1 kg di patate io la seguo sempre fedelmente, l'eccedenza normalmente la congelo, la cosa fondamentale è far raffreddare gli gnocchi in congelatore distanziati l'uno dall'altro, per questo c'è il mio Nicola, un genio nel mettere gli gnocchi in freezer, faccio notare la precisione del suo lavoro:
SAM_1888

spaventoso eh? Comunque grazie al suo lavoro certosino dopo un'oretta o due io prendo il piatto dal freezer e raccolgo gli gnocchi in sacchetti, così in caso di cena improvvisata li prendo dal freezer e li metto direttamente in acqua bollente. Attenzione gli gnocchi fatti in casa non sono come quelli che si comprano, per cui mai metterli tutti insieme nell'acqua, aggiungerli un po' per volta per evitare il blob nella pentola!

Ingredienti per 2 persone e 4 porzioni in congelatore:
1kg di patate;
250g di farina;
200g di burro;
parmigiano grattugiato;
noce moscata;
sale.

Lessare le patate in acqua salata e schiacciarle, tutta la lavorazione va fatta con ancora le patate calde.
Impastare con la farina aggiungendo il burro a tocchi, che si scioglierà a contatto delle mani e delle patate, aggiungere la noce moscata, il sale e un po' di parmigiano, create un composto omogeneo.
Lavorando su una superficie infarinata formate dei rotolini più o meno piccoli, tagliate a tocchetti e, adagiando il quasi gnocco, sulla base dei rebbi della forchetta, fate una pressione minima su di esso, dirigendo la spinta all'estremità opposta. Et voilà lo gnocco è pronto.
Per la consumazione è necessario aspettare che gli gnocchi raffreddino un po', un paio d'ore nel frigo.
Io li condisco in vari modi, con il burro e salvia, alla sorrentina, con solo pomodoro fresco, insomma è una base otttima per qualsiasi condimento.

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