mercoledì 25 novembre 2015

Cinammon rolls o Kanelbulle.

Chi non li conosce? Chiiii??? Io, ecchime, avevo provato a farli nel periodo no burro, no latte, no zucchero, no non ve lo dico..buoni eh ma era pane nè più nè meno e, diciamolo, non erano una meraviglia, non erano così buoni come quelli di adesso!
Sono sparita per quasi venti giorni,il rientro non è stato semplice, tensioni un po' qui e un po' là, un periodo per niente leggero, la mia adorata nonna materna è mancata e mio padre sta seguendo l'iter per curare un tumore maligno, tutto va come dovrà andare ma non è sempre facile accettare questa realtà, ma non ho scelta, lo farò, certo è che ho qualche pensiero, per cui mi rifugio in cucina o comunque in qualche attività creativa, è proprio una sorta di meditazione, la mente si svuota e le mani lavorano , lo trovo liberatorio.
Ieri sera era stata richiesta la pizza, giustamente, visto che son stata assente la mia pizza mancava a casa, per cui ho fatto partire Stella, ma volevo comunque creare anche un dolce lievitato, non so come dire, questi dolci morbidi che richiedon tempo per aumentare la loro bontà mi piacciono un sacco, ovviamente ne mangio poco perchè io e lo zucchero non dovremmo nemmeno guardarci ma ogni tanto ci sta.
Avevo una ricetta di Paola che or ora sul sul blog non trovo, l'avevo stampata da qualche anno ed era nel raccoglitore "ricette che prima o poi..." ecco il momento è arrivato forte e chiaro ieri.


Una vera food blogger non avrebbe mai pubblicato la foto del primo esperimento, con i rotolini di pasta non ben definiti ma si parla di me qui, di quella che di notte si svegliava per far le pieghe e che al mattino dopo notava di aver messo male il pancarrè nello stampo con ben a vista la piega...chi mi conosce non si stupisce.
E' un dolce povero del nord Europa, per cui gli ingredienti sono molto semplici, farina, latte, burro, zucchero e spezie. A onor del vero ci vorrebbe anche la glassa, ma io non ho mai comprato il philadelpia e non mi andava nemmeno di fare una copertura di zucchero caramellato, per cui li ho fatti semplici semplici.
La ricetta prevede una doppia lievitazione con l'aggiunta di ingredienti alla fine della prima lievitazione.

Primo step.

Ingredienti per 10 rolls :
400 g di farina di tipo 1;
8 g di lievito di birra secco;
100 g di latte;
50 g di acqua;
50 g di burro morbido;
1 uovo;
2 pizzichi di sale;
40 g di zucchero di canna;
1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia.

Stemperare il latte e l'acqua, aggiungere il lievito di birra. Aggiungere alla farina il primo composto e aggiungere via via tutti gli ingredienti, lasciar lavorare l'impastatrice per qualche minuti fino a che l'impasto non avrà la consistenza morbida e non appiccicosa.
Lasciar lievitare per un'ora.

Secondo step.

Ingredienti:
60 g di burro a pomata;
2 cucchiaini di zucchero di canna;
1 cucchiaino colmo di cannella.

Finita la prima lievitazione, stendere col mattarello la pasta in modo da formare un rettangolo.
In un tegame, ammorbidire il burro e lavorarlo per avere una consistenza morbida ma non liquida, aggiungere zucchero e cannella al suo interno e mescolare bene, versare il tutto nel rettangolo di pasta spalmando fino a un centimetro dal bordo. Arrotolare il rettangolo di pasta partendo dal lato lungo in modo da avere meno "giri possibili" tagliare il rotolo ogni due cm circa, dovrebbero uscire circa 9 pezzi.
Prendete una teglia piccola, diametro 22 per intenderci, imburrate la teglia  e sistemare i vari rotolini tenendo conto che raddoppieranno di dimensione, quindi lasciando spazio tra uno e l'altro.
Lasciar riposare fino al raddoppio, la ricetta indicava un'ora, ma io ho cotto la pizza per cui hanno aspettato due ore.
Spennellate con del latte e infornate a 200 °C per 15 minuti con forno statico, Non lasciateli di più perchè sennò tendono a seccarsi.


Essendo dolci con una base di burro a contatto con l'aria tendono a seccarsi, copriteli con la pellicola e, eventualmente, congelate.

venerdì 6 novembre 2015

Sformato di zucca.

Parliamone, da ieri abbiamo finalmente la banda larga anche noi...ragazzi anche in questo angolo sperduto è arrivata la banda!!! Incredibile ma vero, se vi dicessi che da luglio lavorano all'ampliamento della rete del metano? Cioè in questo paesino sperduto ci stiamo avvicinando con lunghe falcate al 2015, nuovo millennio per noi, sta a vedere che cambiamo casa subito dopo l'allaccio , ci sarebbe da ridere.
Siamo in autunno, mamma mia quanto è lungo qui l'autunno, incredibile, ci sono ancora gli aceri vestiti di foglie rosse, il toulipier sta cedendo le sue foglie al vento e ,quella che vedete in foto, è l'ultimo raccolto della nostra insalata, la cosa che mi affascina è vedere in quanti pochi km, 400 circa, sia facile trovare cultivar completamente diverse, questa insalatina a foglia di quercia rossa su non l'avevo mai vista.
Tolto questo ho finalmente trovato la mia ricetta per lo sformato di zucca, per cui la condivido subito visto che siamo nel giusto periodo, Ezio me li faceva spesso quando andavo a cena da lui, qui ho dovuto ingegnarmi da sola.
Lui usa sempre gli stampini di alluminio, io gli stampini in silicone, si lo so son malata, ma li trovo versatili e non creo troppo rifiuto, in più non devo imburrare o oliare nulla, il che mi evita un lavoro.




Ingredienti per 10 stampini :
1 cipolla rossa,
1 cucchiaio di olio evo,
600 g di zucca,
2 uova,
3 cucchiai di pangrattato,
30 g di parmigiano grattugiato,
10 cubetti di formaggio pecorino poco stagionato,
sale qb e timo secco.

Rosolare la cipolla con un cucchiao d'olio, salarla e aggiungere la zucca a tocchetti, lasciar cuocere a fuoco medio con il coperchio. Con un cucchiaio provare a vedere la consistenza della zucca, quando si farà cedevole , metterla nel boccale del mixer e frullatela. Se la consistenza è troppo acquosa ripassatala in padella per farla rapprendere, io ho ottenuto la consistenza della passata di pomodoro per intenderci.
Lasciarla intiepidire un po' e aggiungere le uova, il timo , il parmigiano, il pangrattato e ancora un po' di sale, amalgamare bene il tutto, rimane abbastanza umido.
Accendere il forno a 180°C in modalità ventilato.
Riempire per 1/3 il pirottino , aggiungere in ognuno un cubetto di 1cm di lato di pecorino morbido e riempire il pirottino, non fino all'orlo.
Infornare a forno caldo per 40 minuti. Danno il meglio di loro caldi.



sabato 10 ottobre 2015

Trecce di pane all'uvetta.

Partiamo dal presupposto che mi piace al mattino far colazione, per cui cerco sempre qualcosa di diverso per farla, Nico ha sopportazione verso i miei esperimenti e questo fa sì che le colazioni diventino ogni volta un po' diverse dal solito.
Ad esempio : queste trecce dovevano essere dei panini.
Vabbeh è un dettaglio che si siano intrecciate.
Queste trecce dovevano essere dei panini dolci al latte.
Vabbhe è un dettaglio che non avessi il latte...e le uova...e lo zucchero.
Per cui per farla molto breve queste sono trecce di pane, però, sono trecce dolci perchè ho aggiunto mandorle e malto. 
Presto proverò la versione salata o la versione con la marmellata, insomma continuerò a sperimentare.


Ingredienti per 15 pezzi circa:
450g di farina di tipo 1;
1 cucchiaino di sale;
8 g di lievito di birra secco;
45 g di malto d'orzo;
250 g d'acqua ;
50 g di uvetta;
80 g di mandorle tritate grossolanamente;
farina di semola per il piano di lavoro.

Nella planetaria unire la farina , il lievito il malto d'orzo e pian piano anche l'acqua a temperatura ambiente, aggiungere il sale e per ultimi uvetta e mandorle, lasciar lavorare l'impastatrice fino ad ottenere un impasto appiccicoso. Lasciar lievitare fino al raddoppio , indicativamente due ore.
 Al termine della prima lievitazione, sgonfiare l'impasto delicatamente su un piano cosparso di farina di semola, dividere il panetto in circa 15 pezzi di dimensioni simili e arrotolarli come grissini per poi rigirare su se stessi i due capi a formare una treccia. 
Lasciar riposare ancora un'ora  nel forno spento.
Al termine del quale accendere il forno a 180°C e cuocere le trecce per 20-30 min, fino a doratura, utilizzando il forno con funzione statico.
Come al solito una parte finisce dritta in congelatore, bisogna solo ricordarsi di tirarli fuori la sera per la mattina dopo.


N.b. direi che per l'uvetta si può aumentare la dose a 80 g...ma l'avevo finita.

martedì 6 ottobre 2015

Cous cous di verdure in tajine.

La settimana scorsa son stata poco bene, ho cominciato col mal di denti qualche settimana fa, poi son passata al mal d'orecchio, mal di gola, raffreddore colossale e credo due linee di febbre...quello che mi ha steso. Proprio nella settimana in cui Nico era in trasferta, il tempismo. 
Comunque i miei super germi non si sono smentiti, appena è arrivato gli ho attaccato subito il raffreddore e in un amen è arrivata la febbre, d'altronde nell'articolo 143 comma 16 della costituzione c'è scritto :
in caso di malattia è doveroso da parte del partner condividere il termometro, ma è assolutamente vietato l'uso del proprio pacco di fazzoletti. Vi viene letta durante il matrimonio, giuro, tra l'altro ricordo sempre a Nico che nell'articolo 143 comma 54 c'è scritto che in autunno inverno e primavera, il marito è responsabile del riscaldamento delle estremità della propria consorte.

Tutto questo per dire che sì ,sto cucinando quanto un'ossessa in cucina ,ma tra uno sternuto e l'altro non mi metto a far foto , poi è iniziata formalmente la stagione delle zuppe e della zucca, bon ciao, in casa nostra fra un mese ne avremo fin sopra le orecchie con preparazioni sia dolci sia salate.
Questo cous cous è nato da un'idea che non ho avuto io, una sera ero a cena con la mia amica Alessandra, che, notoriamente non ama cucinare ma, fortuna vuole che le riescano sempre dei piatti che hanno un gusto e una consistenza pazzeschi, tra l'altro usando pochissimi ingredienti, vabbhe, divagavo. In ogni caso quella sera mi presentò una dadolata di verdura come questa senza cous cous, forse con del riso integrale saltato, non ricordo. Non nego di esser rimasta basita dalla sua destrezza di coltello e la sua pazienza , cosa peraltro in disaccordo con la sua ritrosia a cucinare, ma tant'è, così le dissi "ma buone 'ste verdurine, ma vedi che cucini bene?" lei mi guarda, io la guardo, poi sbotta e mi fa "volevo solo dirti che è un minestrone in busta del supermercato" . Beh poi lei ci ha aggiunto spezie e credo anche del miso ma questo è il punto : la semplicità è impagabile.
Così questo piatto è nato allo stesso modo, prendendo degli ingredienti semplici, lavorandoli il meno possibile lasciandoli cuocere . Semplice no? 
Chi mi ha vista cucinare sa che adoro tagliare la verdura per cui io mi son messa lì con santa pazienza e ho tagliato tutto a mano, tranne i fagiolini, quelli sono un residuato trovato nel freezer (la seconda porta intergalattica di casa, la prima è la lavatrice) che ho messo a cuocere ancora congelati interi e ho tagliato successivamente. Quindi questo è ufficialmente un minestrone travestito da cous cous. Un modo diverso di presentare un piatto povero ma gustoso.


                                       





Preparazione per almeno 4-5 porzioni:
1 cipolla;
1 patata;
3 carote;
un grosso spicchio di zucca;
un mazzo di fagiolini;
1 cucchiaino colmo di dado Home made;
acqua qb;
noce moscata a piacere;
200 -250g di cous cous di farro.

Come per un comunissimo minestrone tagliare a dadini tutte le verdure, nel mentre far rosolare un pochino nella tajine (o nella pentola) l'olio con la cipolla in modo che si ammorbidisca. Aggiungere tutte le verdure , prima le patate, poi la zucca, le carote e per ultimi i fagiolini (ho scoperto di avere un mega sacchetto pieno, che avevo preparato quest'estate), coprire d'acqua e aggiungere un cucchiaino colmo di dado, chiudere la tajine (o la pentola) e lasciar cuocere, con la tajine ci è voluta un'ora abbondante con il fuoco al minimo, con la pentola a pressione, dovrebbero bastare 20 minuti. Aggiungere una generosa grattugiata di noce moscata.


A questo punto ci sono due alternative, usare dei piatti per ognuno dei commensali oppure usare direttamente il piatto della tajine, vi consiglio di farlo direttamente nella tajine da portare poi in tavola e poi sporzionare in tavola. Aggiungere quindi il cous cous direttamente nell'acqua di cottura del "minestrone"e lasciar riposare per 5 minuti buoni , chiudendo la tajine, al termine del quale, potete servire ben caldo.

mercoledì 23 settembre 2015

Muffin cioccolato e cocco, senza burro e zucchero.

Adoro settembre, è il mese in cui sono nata, caldo di giorno ma fresco di notte, il mio clima ideale direi, finalmente si può far andare il forno con tranquillità senza liquefarsi, il che, a parer mio, è una gran goduria. E poi il mio compleanno è il secondo giorno del mese, cosa c'è di più bello? Che poi non è che faccia mai cose straordinarie per il mio compleanno, però lo sento come un giorno speciale, un ritorno e una partenza, un bel momento insomma.
Per essere un minimo materialisti : i regali!!! Già perchè non è che sei cresciuta e devono smettere di farteli, per cui è arrivato Eolo, il mio nuovissimo essiccatore e poi , visto che vengo tacciata per essere una con interessi strani, i miei suoceri mi hanno dato un buono da spendere.
Si vabbeh lo ammetto ci ho pensato solo due minuti, sapevo già cosa comprarmi praticamente, avevo nella mia lista dei desideri di Amazon (e si eh certo che c'è l'ho!) un libro di medicina tradizionale cinese da almeno due anni , era lì che mi guardava sperso, era il momento di acquistarlo, poi ho preso un altro libro sulle meditazioni quotidiane, un libro che inseguivo da tempo ma sapevo essere solo in inglese, invece esiste anche in italiano, preso pure quello e poi...e poi volevo dei pirottini di silicone autoportanti, cucinando delle tortine per Nico da portare in ufficio ho cotto anche il mio stampo preferito dei muffin, quando l'ho tirato fuori mi si è spezzato il cuore, l'avevo comprato nel 2007, il mio primo stampo in silicone, per cui era necessario rimpiazzarlo e, avendo visto all'opera dei pirottini singoli da muffin li volevo anch'io. Quelli che avevo visto in azione erano americani e piccini, belli perchè abbastanza robusti da non dover esser messi nella teglia apposita (come per i pirottini di carta da forno). Bon quindi mi metto alla ricerca, 2000 tipi di pirottini diversi, quelli a cuore, quelli a stella, quelli tondi, quelli che costan poco, quelli che costan tanto, alla fine sono arrivata a selezionarne due marche diverse, entrambe costavano circa 12 euro per sei  pezzi, erano quelli più costosi in effetti, una Lekuè e uno Silikomart , due belle aziende, serie. Per capire se erano autoportanti e quindi non avessero bisogno di sostegni guardavo il peso della spedizione, era molto simile, per cui ho letto le recensioni, solo di lekuè gli altri pirottini nessuno li aveva recensiti. Recensioni entusiastiche...tutte in inglese e già questo doveva farmi capire qualcosa, vabbeh scelgo i lekuè perchè hanno tre colori diversi, della serie non sapevo più che pesci prendere.
Ecco all'arrivo ci sono rimasta un attimo di sasso, ma guardate voi stessi: 


'na sberla di pirottino quello arancione eh? Si si autoportante a bestia ma è praticamente 2 volte e 1/3 un pirottino normale, se un muffin in genere pesa 70-90 g il megamuffin 240-270 g e parliamone eh? Praticamente è una mini torta! I pirottini sono eccezionali, si staccano e anche quando escono dal forno non si deformano e il mega muffin esce che è un piacere, l'unico neo è che è enorme!


Ecco così dovrebbe esser chiara la dimensione.


Ma secondo voi, potevo mica pensare di non usarli??? Naaaa ,per cui ecco qui la ricetta dei mega muffins, vi scrivo due ricette, quella per i mega muffin e quelli per i muffin normali, perchè immagino che quest stampi in Italia non siano così usati...chissà poi mai perchè eh?

Ingredienti per 6 stampi grandi e 2 piccoli:
3 uova (eventualmente anche 3 albumi e un uovo intero) ;
90 g di olio di riso o semi;
200 g di cioccolato a scaglie;
160 g di farina di cocco;
245 g di farina di segale;
245 g di farina di tipo 1;
250 g di yogurt;
300 g di acqua circa;
1 bustina di lievito;
1 cucchiaino di bicarbonato.

Prendere due terrine e dividere gli ingredienti secchi da quelli umidi. Per quanto riguarda quelli umidi: le uova devono essere ben amalgamate con l'olio e lo yogurt senza però usare lo sbattitore o la frusta, basta la forchetta, l'acqua sarà l'ultimo ingrediente da aggiungere.
In un'altra terrina capiente unire gli ingredienti secchi e mescolarli bene, aggiungere ora gli ingredienti umidi e mescolare, il composto risulterà abbastanza disomogeneo, aggiungere acqua fino a che non avrà preso la consistenza di una torta da infornare, un composto malleabile e non troppo duro, l'indicazione dell'acqua è quindi abbastanza illusoria, dipende dall'umidità della farina e anche dalla grandezza delle uova.
Accendere il forno a 180°C .
Cominciare a dividere il composto nei pirottini e cuocere per 30 - 35  minuti i maxi muffin e 20 - 25 minuti i muffin normali.

Ingredienti per 12 muffin di dimensioni umane :
2 uova;
45 g di olio di riso;
100 g di cioccolato a scaglie;
80 g di farina di cocco;
95 g di farina di segale (avevo finito il pacchetto);
255 g di farina di tipo 1 ;
125 g di yogurt;
80 g di acqua circa;
1/2 bustina di lievito;
1/2 cucchiaino di bicarbonato.

Il procedimento è il medesimo descritto sopra, l'unico accorgimento è la cottura, 180°C per 20-25 minuti.

Per entrambe le preparazioni quando tirerete fuori dallo stampo i muffin questi saranno ancora morbidi,sformateli appena vi sarà possibile e lasciateli riposare su una gratella fino a raffreddamento avvenuto.
Visto che la mia ultima infornata prevedeva proprio 6 mega muffin e 14 muffin normali io li ho divisi in sacchetti (una volta freddi, ovvio) e congelati, li tolgo la sera dal congelatore per metterli sull'alzatina e al mattino sono pronti per essere mangiati, questo vale sia per quelli grandi sia per quelli piccoli. 
Per ora questa è la ricetta preferita da Nico. 

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...