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lunedì 6 maggio 2019

Plumcake con farina di castagne e cioccolato con lievito a sorpresa.

Bene, il mio ultimo post risale a giugno 2016. Volevo solo rassicurarvi che in questi tre anni ho mangiato eh, non è stato un periodo digiunante, anzi! Ho cucinato in modo diverso, sono diventata vegetariana a tutti gli effetti e spesso e volentieri non ho proprio cucinato per mancanza di voglia, ora vediamo se riesco ogni tanto ad aggiornare il blog, inaspettatamente il marito è molto felice di questo ritorno non ne ho capito il motivo ma va bene lo stesso .
Certo tornare con la ricetta del plum cake di castagne a maggio?  C'è da dire che stamani a casa nostra, c'erano 16 gradi, dentro non fuori...pareva ci fosse la primavera da qualche parte.
Non mi pongo nemmeno l'eterno dilemma  "incomincio o no a fare il cambio armadi?"  mentre vi scrivo sono qui con un bel pile addosso ,il felino sulle gambe (già è finalmente cresciuta la nostra famiglia) e la seconda tazza di bancha. Insomma è inverno punto e basta.
Quindi, detto questo, il plum cake con la farina di castagne ci sta eccome.
E' ormai una ricetta collaudata nel tempo sono mesi che la ripeto, ma come sempre non è mai uguale ma non perchè mi piaccia apportare modifiche per farlo più appetitoso, non ne ha bisogno, ma solo perchè puntualmente mi dimentico qualcosa (cioè non è che perchè son diventata vegetariana son diventata più scaltra, continuo a scordarmi di comprare le cose o le compro doppie...come quei due pacchi da kg di cous cous...meno male che la scadenza è lunga va), a sto giro non avevo il lievito che in un dolce come il plum cake non è proprio una quisquilia. Ma è qui che si capisce chi ha le risorse e chi no, ricordandomi una collega di corso di quest'estate (altra storia altro post) mi aveva detto che erano anni che non comprava più il lievito per dolci avendo risolto la situazione con bicarbonato (che in casa nostra non manca mai) e i limoni (non posso dire la stessa cosa di loro, in ogni caso a sto giro mi è andata di lusso), non mi è rimasto che provare.



Procediamo con gli ingredienti:
90 g di farina 0 ;
70 g di farina di castagne;
70 g di cioccolato fondente in scaglie;
1/2 bustina di lievito o in alternativa 10 g di bicarbonato e 70 di succo di limone;
145/150 di yogurt intero;
1 cucchiaio di cacao amaro (opzionale);
50 g di olio di oliva (e.v.o.);
80 g di zucchero (potete anche aumentare a seconda della dolcezza del cioccolato che usate);
2 uova.

Separare i tuorli dagli albumi, lavorare i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro.
Montare gli albumi a neve e lasciarli da parte.
Aggiungere al composto dei tuorli e albumi i due tipi di farina, aggiungere lo yogurt e l'olio (giuro non ne sentirete il sapore), il composto risulterà di una consistenza duretta, per ultimo io ho aggiunto il cioccolato (delle uova) sbriciolato, sarebbe stato il momento giusto anche per il lievito e il cacao, ma sono due ingredienti che non sono entrati nel plum cake.
Aggiungere gli albumi al composto e , delicatamente, incorporarli con un movimento circolare dal basso verso l'alto fino a che non sarà un composto liscio.
A questo punto, questa volta, io ho preso due ciotoline, in una ho versato 70 g di succo di limone e nell'altra 10 g di bicarbonato, ho unito il succo al bicarbonato e mi sono fiondata sopra la terrina del  plum cake perchè la reazione chimica è uguale a quella dello spumante agitato. Devo essere sincera ero leggermente scettica, a questo punto il plum cake era veramente parecchio liquido, l'ho versato nello stampo e l 'ho messo nel forno già caldo a 180 °C (funzione statica) per 45 minuti.
Io uso stampi in silicone per cui quando devo sfornare devo aspettare un pochino, lascio raffreddare sulla gratella e appena è tiepido lo tolgo dallo stampo, per cui con uno stampo tradizionale credo siano necessari altri 5 minuti di cottura.
Visto che mi spiace accendere il forno per un solo plum cake normalmente ne faccio due insieme, uno lo metto nella tortiera e uno in freezer.
E vi dirò, che con questo lievito viene molto più soffice, la consistenza rimane umida ma vaporosa, una cosa che a me non era mai successa con nessun plum cake.

mercoledì 2 marzo 2016

Tartufi al cioccolato.


Ci sono quei classici giorni in cui non hai niente in programma per la sera, serata tranquilla di lettura o studio o di svacco terapeutico a due. Sì e poi ci sono quei giorni in cui è tutto frenetico e non riesci a star ferma nemmeno con una palla al piede in 50 cm quadrati, e, oltre a questo hai anche un invito a cena, massì che a fare i giocolieri in questa vita ci riusciamo benissimo no?
Ecco questi tartufini , tutto tranne che light, sono nati per un invito a cena all'ultimo minuto, vabbeh ho avuto un giorno e mezzo di preavviso.
Avevo , come spesso accade, della panna di soia in frigo da smaltire e, visto che il cioccolato a casa nostra non manca mai, direi che il connubio era già fatto.
Quella sera ne ho portati 24, visto che Nico al primo morso, il giorno stesso in cui li ho fatti ha esclamato "umm no, non mi piacciono" ho pensato, alla brutta di sicuro a Ila e Tommy piaceranno di sicuro, sono entrambi golosi, già, Nico se ne è mangiati 9 ...e meno male che non gli piacevano!



Ingredienti per una trentina di tartufi :
100 g di panna (io ho usato quella di soia) ,
200 g di cioccolato fondente spezzettato,
una tazzina di grappa,
cacao amaro q.b. ;
cocco rapè q.b. .

Stemperare la panna e aggiungere il cioccolato a scaglie fino al completo scioglimento di quest'ultimo, usare lo spargifiamma e il fornello più piccolo al minimo per evitare di bruciar tutto. Aggiungere una tazzina  da caffè di grappa e mescolare bene, spegnere il fuoco sotto.
Aspettare che il composto si raffreddi e metterlo a raffreddare in frigo per una mezz'ora in modo da renderlo più solido.
Se come me avete le mani fredde ve la caverete abbastanza a fare i tartufi, se invece avete le mani calde vi consiglio di usare un po' di cacao amaro nel palmo e tenerne sempre un po' perchè il composto tende a sciogliersi, per i tartufi al cocco basta lavorare un po' di più la pallina che diventerà appiccicosa e adagiarla in una terrina dove in precedenza avrete messo il cocco rapè, rotolarla e via.
Sono più buoni dopo 24 ore dopo averli fatti. Resistete.

mercoledì 25 novembre 2015

Cinammon rolls o Kanelbulle.

Chi non li conosce? Chiiii??? Io, ecchime, avevo provato a farli nel periodo no burro, no latte, no zucchero, no non ve lo dico..buoni eh ma era pane nè più nè meno e, diciamolo, non erano una meraviglia, non erano così buoni come quelli di adesso!
Sono sparita per quasi venti giorni,il rientro non è stato semplice, tensioni un po' qui e un po' là, un periodo per niente leggero, la mia adorata nonna materna è mancata e mio padre sta seguendo l'iter per curare un tumore maligno, tutto va come dovrà andare ma non è sempre facile accettare questa realtà, ma non ho scelta, lo farò, certo è che ho qualche pensiero, per cui mi rifugio in cucina o comunque in qualche attività creativa, è proprio una sorta di meditazione, la mente si svuota e le mani lavorano , lo trovo liberatorio.
Ieri sera era stata richiesta la pizza, giustamente, visto che son stata assente la mia pizza mancava a casa, per cui ho fatto partire Stella, ma volevo comunque creare anche un dolce lievitato, non so come dire, questi dolci morbidi che richiedon tempo per aumentare la loro bontà mi piacciono un sacco, ovviamente ne mangio poco perchè io e lo zucchero non dovremmo nemmeno guardarci ma ogni tanto ci sta.
Avevo una ricetta di Paola che or ora sul sul blog non trovo, l'avevo stampata da qualche anno ed era nel raccoglitore "ricette che prima o poi..." ecco il momento è arrivato forte e chiaro ieri.


Una vera food blogger non avrebbe mai pubblicato la foto del primo esperimento, con i rotolini di pasta non ben definiti ma si parla di me qui, di quella che di notte si svegliava per far le pieghe e che al mattino dopo notava di aver messo male il pancarrè nello stampo con ben a vista la piega...chi mi conosce non si stupisce.
E' un dolce povero del nord Europa, per cui gli ingredienti sono molto semplici, farina, latte, burro, zucchero e spezie. A onor del vero ci vorrebbe anche la glassa, ma io non ho mai comprato il philadelpia e non mi andava nemmeno di fare una copertura di zucchero caramellato, per cui li ho fatti semplici semplici.
La ricetta prevede una doppia lievitazione con l'aggiunta di ingredienti alla fine della prima lievitazione.

Primo step.

Ingredienti per 10 rolls :
400 g di farina di tipo 1;
8 g di lievito di birra secco;
100 g di latte;
50 g di acqua;
50 g di burro morbido;
1 uovo;
2 pizzichi di sale;
40 g di zucchero di canna;
1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia.

Stemperare il latte e l'acqua, aggiungere il lievito di birra. Aggiungere alla farina il primo composto e aggiungere via via tutti gli ingredienti, lasciar lavorare l'impastatrice per qualche minuti fino a che l'impasto non avrà la consistenza morbida e non appiccicosa.
Lasciar lievitare per un'ora.

Secondo step.

Ingredienti:
60 g di burro a pomata;
2 cucchiaini di zucchero di canna;
1 cucchiaino colmo di cannella.

Finita la prima lievitazione, stendere col mattarello la pasta in modo da formare un rettangolo.
In un tegame, ammorbidire il burro e lavorarlo per avere una consistenza morbida ma non liquida, aggiungere zucchero e cannella al suo interno e mescolare bene, versare il tutto nel rettangolo di pasta spalmando fino a un centimetro dal bordo. Arrotolare il rettangolo di pasta partendo dal lato lungo in modo da avere meno "giri possibili" tagliare il rotolo ogni due cm circa, dovrebbero uscire circa 9 pezzi.
Prendete una teglia piccola, diametro 22 per intenderci, imburrate la teglia  e sistemare i vari rotolini tenendo conto che raddoppieranno di dimensione, quindi lasciando spazio tra uno e l'altro.
Lasciar riposare fino al raddoppio, la ricetta indicava un'ora, ma io ho cotto la pizza per cui hanno aspettato due ore.
Spennellate con del latte e infornate a 200 °C per 15 minuti con forno statico, Non lasciateli di più perchè sennò tendono a seccarsi.


Essendo dolci con una base di burro a contatto con l'aria tendono a seccarsi, copriteli con la pellicola e, eventualmente, congelate.

mercoledì 23 settembre 2015

Muffin cioccolato e cocco, senza burro e zucchero.

Adoro settembre, è il mese in cui sono nata, caldo di giorno ma fresco di notte, il mio clima ideale direi, finalmente si può far andare il forno con tranquillità senza liquefarsi, il che, a parer mio, è una gran goduria. E poi il mio compleanno è il secondo giorno del mese, cosa c'è di più bello? Che poi non è che faccia mai cose straordinarie per il mio compleanno, però lo sento come un giorno speciale, un ritorno e una partenza, un bel momento insomma.
Per essere un minimo materialisti : i regali!!! Già perchè non è che sei cresciuta e devono smettere di farteli, per cui è arrivato Eolo, il mio nuovissimo essiccatore e poi , visto che vengo tacciata per essere una con interessi strani, i miei suoceri mi hanno dato un buono da spendere.
Si vabbeh lo ammetto ci ho pensato solo due minuti, sapevo già cosa comprarmi praticamente, avevo nella mia lista dei desideri di Amazon (e si eh certo che c'è l'ho!) un libro di medicina tradizionale cinese da almeno due anni , era lì che mi guardava sperso, era il momento di acquistarlo, poi ho preso un altro libro sulle meditazioni quotidiane, un libro che inseguivo da tempo ma sapevo essere solo in inglese, invece esiste anche in italiano, preso pure quello e poi...e poi volevo dei pirottini di silicone autoportanti, cucinando delle tortine per Nico da portare in ufficio ho cotto anche il mio stampo preferito dei muffin, quando l'ho tirato fuori mi si è spezzato il cuore, l'avevo comprato nel 2007, il mio primo stampo in silicone, per cui era necessario rimpiazzarlo e, avendo visto all'opera dei pirottini singoli da muffin li volevo anch'io. Quelli che avevo visto in azione erano americani e piccini, belli perchè abbastanza robusti da non dover esser messi nella teglia apposita (come per i pirottini di carta da forno). Bon quindi mi metto alla ricerca, 2000 tipi di pirottini diversi, quelli a cuore, quelli a stella, quelli tondi, quelli che costan poco, quelli che costan tanto, alla fine sono arrivata a selezionarne due marche diverse, entrambe costavano circa 12 euro per sei  pezzi, erano quelli più costosi in effetti, una Lekuè e uno Silikomart , due belle aziende, serie. Per capire se erano autoportanti e quindi non avessero bisogno di sostegni guardavo il peso della spedizione, era molto simile, per cui ho letto le recensioni, solo di lekuè gli altri pirottini nessuno li aveva recensiti. Recensioni entusiastiche...tutte in inglese e già questo doveva farmi capire qualcosa, vabbeh scelgo i lekuè perchè hanno tre colori diversi, della serie non sapevo più che pesci prendere.
Ecco all'arrivo ci sono rimasta un attimo di sasso, ma guardate voi stessi: 


'na sberla di pirottino quello arancione eh? Si si autoportante a bestia ma è praticamente 2 volte e 1/3 un pirottino normale, se un muffin in genere pesa 70-90 g il megamuffin 240-270 g e parliamone eh? Praticamente è una mini torta! I pirottini sono eccezionali, si staccano e anche quando escono dal forno non si deformano e il mega muffin esce che è un piacere, l'unico neo è che è enorme!


Ecco così dovrebbe esser chiara la dimensione.


Ma secondo voi, potevo mica pensare di non usarli??? Naaaa ,per cui ecco qui la ricetta dei mega muffins, vi scrivo due ricette, quella per i mega muffin e quelli per i muffin normali, perchè immagino che quest stampi in Italia non siano così usati...chissà poi mai perchè eh?

Ingredienti per 6 stampi grandi e 2 piccoli:
3 uova (eventualmente anche 3 albumi e un uovo intero) ;
90 g di olio di riso o semi;
200 g di cioccolato a scaglie;
160 g di farina di cocco;
245 g di farina di segale;
245 g di farina di tipo 1;
250 g di yogurt;
300 g di acqua circa;
1 bustina di lievito;
1 cucchiaino di bicarbonato.

Prendere due terrine e dividere gli ingredienti secchi da quelli umidi. Per quanto riguarda quelli umidi: le uova devono essere ben amalgamate con l'olio e lo yogurt senza però usare lo sbattitore o la frusta, basta la forchetta, l'acqua sarà l'ultimo ingrediente da aggiungere.
In un'altra terrina capiente unire gli ingredienti secchi e mescolarli bene, aggiungere ora gli ingredienti umidi e mescolare, il composto risulterà abbastanza disomogeneo, aggiungere acqua fino a che non avrà preso la consistenza di una torta da infornare, un composto malleabile e non troppo duro, l'indicazione dell'acqua è quindi abbastanza illusoria, dipende dall'umidità della farina e anche dalla grandezza delle uova.
Accendere il forno a 180°C .
Cominciare a dividere il composto nei pirottini e cuocere per 30 - 35  minuti i maxi muffin e 20 - 25 minuti i muffin normali.

Ingredienti per 12 muffin di dimensioni umane :
2 uova;
45 g di olio di riso;
100 g di cioccolato a scaglie;
80 g di farina di cocco;
95 g di farina di segale (avevo finito il pacchetto);
255 g di farina di tipo 1 ;
125 g di yogurt;
80 g di acqua circa;
1/2 bustina di lievito;
1/2 cucchiaino di bicarbonato.

Il procedimento è il medesimo descritto sopra, l'unico accorgimento è la cottura, 180°C per 20-25 minuti.

Per entrambe le preparazioni quando tirerete fuori dallo stampo i muffin questi saranno ancora morbidi,sformateli appena vi sarà possibile e lasciateli riposare su una gratella fino a raffreddamento avvenuto.
Visto che la mia ultima infornata prevedeva proprio 6 mega muffin e 14 muffin normali io li ho divisi in sacchetti (una volta freddi, ovvio) e congelati, li tolgo la sera dal congelatore per metterli sull'alzatina e al mattino sono pronti per essere mangiati, questo vale sia per quelli grandi sia per quelli piccoli. 
Per ora questa è la ricetta preferita da Nico. 

sabato 19 settembre 2015

Muffin pere, yogurt e miscela thaitiana.

Ritorno un po' alle origini con i muffin, i miei primi esperimenti erano proprio con questi piccoli dolcetti, li ho sempre trovati affascinanti, con poco si crea un dolce sempre diverso e in pochissimo tempo...certo poi Nico si è stufato in fretta della forma e ho praticamente smesso di farli ma, complice un esperimento cioccolatoso son tornati in auge, tanto che ho dovuto ricomprare i pirottini, già perchè nel mentre ho fuso il mio stampo in silicone preferito. Stendiamo un velo luttuoso, sono molto triste.
Questo è il periodo  di pere, dovrei chiamarle mini pere perchè son grandi quanto un palmo di mano le pere cosce che ho trovato io, infatti nella ricetta diceva una pera, io ne ho messe sei...vabbeh le mie son quelle dei puffi!

Devo ammettere che la ricetta l'ho seguita molto a spanne, del tipo ci volevano i pistacchi e non li avevo, serviva lo zucchero e non l'ho messo, io faccio così vi scrivo la ricetta che dovevo seguire e poi quello che ho fatto io, così ne avete due da provare eventualmente.

Due parole sulla miscela thaitiana, giusto perchè non tutti la conoscono e io fino a qualche tempo fa non sapevo nemmeno esistesse. Come dice la parola stessa è una miscela in cui troviamo :cardamomo, zenzero, vaniglia e macis. Avendo finalmente trovato un lievito neutro questo mi consente di aggiungere le spezie che desidero senza il retrogusto della vaniglia chimica.



Ingredienti per 12 muffin:                                        
350 g di farina di tipo 1;
120 g di zucchero;
2 uova;
1 pera  , 6 pere cosce ;
0,6 dl di olio d'oliva (ossia 54 g di olio) , 90 g di olio di riso ;
125 g di yogurt magro , 125 g di yogurt intero;
1/2 bustina di lievito per dolci ;
80 g di pistacchi ;
zucchero a velo;
1 cucchiaino di miscela thaitiana.

Quello che vedete sottolineato è quello che ho usato per fare la ricetta.

Unire tutti gli ingredienti secchi in una terrina.
Tagliare a tocchetti le pere sbucciate, sbattere le uova, unire l'olio e lo yogurt a questo composto, amalgamare bene.
Accendere il forno a 170 °C .
Unire gli ingredienti secchi a quelli umidi e mescolare , riempire i pirottini con il composto che resterà abbastanza compatto.
Infornare a 170°C per 25 minuti con la funzione statico da sotto , così resteranno belli pallidi e cuoceranno bene.

Nb: non ho messo lo zucchero per scelta, un po' perchè mi piacciono i dolci senza zucchero in cui si sente il sapore della frutta ( e le mie pere erano molto mature per cui dolci) e un po' perchè le spezie aiutano a creare quella dolcezza che a me piace, volendo si può aggiungere un cucchiaio di zucchero nel composto oppure aggiungere sopra lo zucchero a spaglio.

venerdì 7 novembre 2014

Plum cake quasi macrobiotico.

Il mio primo autunno inverno in Toscana, sapevo di dovermi aspettare la pioggia ma giusto per non farmi trovare impreparata il meteo ha pensato bene di abituarmi all'idea già da febbraio...ora mi manca solo il canotto e le galosce e poi sono una pescatrice.
Dopo il we del comics, che è stato devastante visto che in casa son passate ben 5 persone, ho pensato di dovermi riprendere con un bel dolcino, in realtà non è proprio macrobiotico in senso stretto, c'è lo zucchero anche se di canna, il lievito e  il cioccolato, non proprio ammesso in dieta ma avevo bisogno di coccole.
Ho visto questo plum cake su internet e non ho potuto far altro che modificare qualcosa qui e lì e provarlo, il fatto che sia senza uova e burro mi lasciava un po' perplessa ma che dire, il risultato mi ha soddisfatta e ha soddisfatto anche l'omo di casa.



Ingredienti:
300 g di farina integrale,
120 g di zucchero di canna,
210 ml di acqua,
40 g di olio di riso,
50 g di cioccolato a pezzetti,
1 bustina di lievito,
50 g di germe di grano,
50 g di granella di mandorle.

Il procedimento è imbarazzantemente semplice, unire gli ingredienti secchi , di cui solo metà delle mandorle,amalgamandoli tra loro, aggiungere prima l'olio e poi l'acqua e creare un impasto umido, la consistenza è molto più compatta rispetto a una torta tradizionale, tanto che nello stampo da plum cake (il mio di silicone, sennò prevedete di ungere e infarinare lo stampo) l'ho dovuto spianare un po' per evitare gibbosità dopo. Aggiungere la spolverata di granella di mandorle sopra.
Infornare a forno già caldo a 180°C per 50 min.

Note:

  • per quanto mi riguarda è abbastanza dolce ma Nico mi ha detto che per lui è passabile, io aggiungerei fino a 180 g di zucchero nel totale della ricetta per accontentare tutti.
  • il germe di grano è un'aggiunta e come tale può anche non essere messa.
  • si può banalmente aggiungere anche più cioccolato portando a 75-100 g il quantitativo.
  • non vi aspettate un dolce convenzionale si sente molto il gusto della farina, sopratutto perchè è integrale e appesantisce , è una questione di abitudine.


giovedì 26 settembre 2013

Diriola, una torta medievale.

Chi non ne ha mai sentito parlare?

Su dai abbassiamo tutti le mani che fa ancora caldo e si sentono odori nocivi!

Penserete che son tutta scema (in effetti a volte lo penso anch'io) ma qualche due anni fa la sorella del mio migliore amico mi ha chiesto di farle la torta di matrimonio, ecco colpì in due punti deboli, il dolce e l'orgoglio, cioè  figo sceglie me è stato il pensiero.

Data del matrimonio 21 settembre 2013.

Poi si avvicina maggio e ovviamente le idee della torta cambiano, doveva essere un simil brownies con miele e frutta secca è diventata la diriola...cos'è la diriola? Mo ve lo spiego, la diriola è una torta composta da una brisè sbagliata (lo vedrete dalle dosi) e una crema sbagliata (lo vedrete dalle dosi!) , quindi facendo due calcoli veloci cottura di una torta 1h secca, totale torte da produrre? Dieci ...mica due.

Dopo aver scelto la farina della brisè c'erano due papabili ripieni, ecco li hanno scelti entrambi, quindi guscio unico e due tipi di creme all'interno, io ho cominciato a tremare all'idea ma ovviamente l'incarico era preso e non potevo certo tirarmi indietro, tutti attorno a me mi hanno detto che ero pazza, io pure in realtà.

La ricetta originale l'ho presa da qui, ma non ce l'ho fatta l'ho dovuta modificare era immangiabile, la seconda prova con le torte definitive son stata male nel trasporto dall'esalazione di zucchero.

Gli ingredienti per una torta erano:

  1. per la brisè:

100 gr di farina di grano saraceno,

100 g di burro,

1/4 di bicchiere di acqua fredda o q.b. .

2. per la farcia:

5 uova (in origine 6),

5 cucchiai di zucchero circa 100 g (in origine 180 o 300 a secondo del sito),

80 g di latte.

Per la farcia uno avevo :

1/2 cucchiaino di cannella;

2 cucchiai di acqua di rose.

Per la farcia due avevo:

le zeste di un limone ;

1 cucchiaino colmo di zenzero in polvere.

Causa stanchezza sfibrante le brisè le ho fatte la mattina del venerdì (il matrimonio era il sabato), nel mixer ho messo il burro freddo tagliato a pezzetti, farina e ho dato il primo giro, poi ho aggiunto l'acqua, un po' per volta. Formata la palla l'ho schiacciata e l'ho avvolta nel cellophane, destinazione frigo. Questo lavoro l'ho ripetuto per 10 volte. Essendo la brisè troppo ricca di burro i panetti son dovuti rimanere in frigo per tre ore.

Una volta induriti , ho preso un foglio di carta da forno e l'ho appena inumidito, ho adagiato sotto la brisè e poi un altro foglio di carta da forno sopra, con un mattarello ho steso la pasta che ho poi adagiato su una tortiera diametro 20, ho prontamente rimesso tutto in frigo perchè il burro si scioglieva. Ho ripetuto l'operazione 10 volte.

Poi mi sono ricordata che non avevo comprato il latte...quindi sono uscita e all'una e mezza ho acceso il forno.

Si procede con la cottura in bianco, con lo stesso foglio di carta da forno usato per stendere la brisè ho eseguito la cottura, prima ho punzonato con la forchetta tutte le torte e ho messo le prime due riempite con i fagioli in forno(ovviamente i fagioli si trovano sopra il foglio di carta forno), 180°C per 20 minuti. Ho cominciato a disporre tutto quello che mi serviva per fare le creme, quindi due padelle con fondo alto, le spezie, lo sbattitore, il latte e lo zucchero.

Ogni infornata in bianco terminava con due creme, le prime due in realtà non erano ancora pronte con i primi gusci e ho messo altri due gusci.

Per le creme ho montato i tuorli con lo zucchero e la cannella (la mia era appena aperta e quindi ne ho messa poca) e l'ho messa sul fuoco lento, ho aggiunto il latte mescolando, ecco le prime 4 le ho fatte così e ci hanno messo dai dieci minuti al quarto d'ora, poi mi son fatta furba e , dopo aver sbattuto le uova aggiunto le spezie scelte, ho messo sul fornello piccolo a fuoco alto e con un mestolo di legno ho mescolato velocemente, tempo di rassodamento, 4 minuti, occhio a non andare oltre se no diventa un blob duro.

A questo punto ho infornato i due gusci con le due creme,sempre a 180°c per 20 minuti, terminati i 20 minuti ho coperto con foglio alluminato e le ho lasciate in forno per altri 20 minuti.

Visto che il totale era di dieci torte ho deciso di farle diametro 20 così da poterne lavorare due per volta e ridurre i tempi di cottura all'osso.

Una volta sfornate le torte alla cannella ho versato sopra due cucchiai di acqua di rose, le prime 5 torte son finite qui.

Per le altre creme ho sbattuto le uova e ho unito subito le zeste del limone e lo zenzero, cotte con il latte a formare la crema. Il procedimento è il medesimo per le altre torte.

Ho aspettato che raffreddassero e le ho messe in frigo.

Per il trasporto è stato provvidenziale un piano di legno che aveva Nico, le abbiamo caricate tutte in macchina e quando siamo arrivati a destinazione le abbiamo rimesse in frigo fino alla fine del pranzo (una crema è pur sempre una crema anche se cotta).


Due numeri:

1kg di farina di grano saraceno,

1 kg di burro,

50 tuorli,

500 g di zucchero circa,

5 limoni,

5 cucchiaini colmi di zenzero,

2,5 cucchiaini di cannella in polvere,

10 cucchiai di acqua di rose,

20 fogli di carta da forno,

10 tortiere,

6 h di forno a 180°C,

e in ultimo ma solo per questioni di tempistiche, un mio grande sospiro e sorriso nel vedere le torte gradite.

Note:

è una torta particolare, il matrimonio aveva un menù del 1100 d.c., questa diriola doveva portarci in quell'epoca, l'uso del burro e la scelta della farina è stata fatta pensando a questo, io non l'ho assaggiata, chi l'ha fatto per me ha detto che era buona e mi sono stati fatti molti complimenti. Non l'ho mangiata non perchè io l'abbia avvelenata ma semplicemente perchè non mangio burro, latte e zucchero (sempre la mia dieta ricordate?). Certo è che stendere una brisè così è da panico, per cui se intendete rifarla dimezzate la quantità di burro.

Chiedo venia per le foto ma quel giorno a tutto ho pensato tranne che a far foto decenti!

Solo una foto degli sposi durante il rito della legatura dei polsi, una cerimonia davvero molto toccante.



Alla prossima.

sabato 21 settembre 2013

Bonet a modo mio.

Visti questi giorni non troppo caldi ho pensato di postare anche un dolce, qui, in Piemonte, ogni famiglia ha la sua versione originale, mi madre la fa in un modo io in un altro, buone entrambe, la mia un po' meno alcolica direi.

Visto che io lo stampo a ciambella per farlo non ce l'ho ho pensato di farlo nello stampo da plum cake e poi sformarlo e tagliarlo con la formina dei ravioli...giusto per complicare un po' le cose no?

Il risultato è stato questo, devo dire che è stato sorprendente, la prima volta che l'ho fatto per paura di bruciarlo non l'ho cotto abbastanza, il peggio è stato averlo portato da amici, poverini!



Ingredienti:

150 g di miele;

3 uova;

7 dl di latte di soia;

100 g di amaretti;

3 cucchiai di cacao amaro;

1 cucchiaino di succo di limone;

2 cucchiai di rum.

Nella ricetta originale si usa lo zucchero, ma non rientra nella mia alimentazione, lo zucchero demineralizza il corpo per questo motivo io non lo assumo e se lo faccio cerco di non esagerare, il miele è il male minore, ne  uso poco ma anche lui non fa benissimo...ma a volte un dolcino è concesso no?

Quindi per il mio bonet alternativo ho mischiato il miele all'uovo (tuorlo e albume insieme) fino a che il composto non è risultato spumoso, poi ho aggiunto il rum, il limone, gli amaretti sbriciolati e il cacao e ho continuato a mischiare fino a che non è risultato un composto uniforme (abbastanza liquido ovviamente, molto di più di quello tradizionale).

Accendere il forno a 150 °C e cuocere a bagno maria per un'ora.

Lasciar raffreddare e sformare, decorare a piacere.

Note:

ovviamente avendo usato il miele il dolce viene un po' stratificato, buono lo stesso, è durato moooolto poco.

lunedì 8 luglio 2013

Panna cotta con pesche e moscato.

Pensavate fossi in vacanza eh?

E no, ho pensato bene di vivacizzare il mio blog chiedendo di poter partecipare a un concorso, questo "Moscato Re Dolce"  e sono stata scelta tra i 25 blogger e wineblogger per creare un abbinamento, un alimento con questo buon moscato.

Adoro i dolci stratificati, mi piacciono gli yogurt con sotto la frutta, per cui questo bicchiere per me rappresenta la golosità. Il procedimento è un po' lungo dovuto ai tempi di raffreddamento tra uno strato e l'altro ma che dire, per me ne è valsa la pena.



Ingredienti per 4 bicchieri :

a) strato inferiore: frullato di pesche e amaretti,

1 pesca grande;

4 amaretti,

1 gr di agar agar.

b) strato intermedio: panna cotta,

200 ml di panna fresca,

200 ml di yogurt intero,

50 g di zucchero di canna;

2 fogli di colla di pesce.

c) strato superiore, riduzione di moscato,

400 g di moscato,

80 g di zucchero,

1 gr di agar agar.

Il frullato di pesche è abbastanza facile, lavare e tagliare a pezzi piccoli una pesca, passarla al mixer per ridurre i pezzetti (la consistenza è quella della purea) , mettere la purea in una casseruola e portare a bollore, aggiungere l'agar agar, mescolare bene e per ultimo aggiungere gli amaretti tritati o pestati.

Lasciar riposare qualche minuto e versare nei bicchieri o nelle coppette, una volta raggiunta la temperatura ambiente mettere le coppette nel freezer, per velocizzare il processo di gelificazione.

Per la riduzione di moscato mettete in un pentolino la quantità di moscato e lo zucchero, lasciate cuocere a fuoco lento fino a che la quantità non si è ridotta un po'(quasi la metà), a bollore aggiungere agar agar e lasciare sui fornelli (l'agar agar non permette la solidificazione fino a quando non c'è molto freddo).

Ora che il composto di pesca è solido, preparare la panna cotta, in un pentolino versare 200 ml di panna, ad ebollizione aggiungere 2 fogli di gelatina di pesce (precedentemente ammollati in acqua fredda per 10 minuti) ed anche lo yogurt, mescolare bene e lasciar riposare sul fuoco.

Una volta a temperatura ambiente versare nei bicchieri la panna, coprire con della pellicola e riporre in frigo o in freezer a seconda del tempo che avete (io freezer).

Quando anche la panna sopra sarà solidificata aggiungete la riduzione di moscato.

N.B.:

  • Le consistenze sono diverse nei tre strati, simil marmellata per la purea di pesche, solido quello della panna, quasi liquido quello della riduzione di moscato, l'effetto è voluto, come per ogni mio dolce non è troppo dolce, quindi se volete aumentare lo zucchero nella panna o metterlo nella purea forse vi piacerà di più.

  • vi chiederete il perchè dell'agar agar e della colla di pesce, il perchè ho scelto due tipi di addensanti diversi, banalmente perchè non ho ancora provato a usare l'agar agar per fare la panna cotta e non volevo sbagliare, l'agar agar in estate è un po' più difficile da usare perchè ci mette più tempo a solidificare ma ha una consistenza che mi piace e ho voluto testarlo, direi che il risultato ci è piaciuto.

  • avendo usato il freezer posso dire che è un dolce che si può preparare in anticipo e poi tirare fuori dal freezer al mattino per gustarlo alla sera.


mercoledì 8 maggio 2013

Torta di albumi al cioccolato.

Quando ti trovi tanti albumi che fai?

Io li congelavo e poi li usavo per fare i flan, oppure la frittata, oppure me li scordavo in frigo e poi dovevo buttarli...un genio eh? Ma succede a tutti di dimenticarsi qualcosa in frigo.

In ogni caso a questo giro ero decisa di usarli tutti e subito, idee? Umm nessuna, per cui ho girovagato un po' nel web e non trovo tante ricette di torte, e proviamo penso, così eccola, una torta leggera leggera che è piaciuta molto.



Ingredienti:

8 albumi;

150 g di farina "0";

100g di cioccolato ;

100 g di miele di acacia;

1/2 bustina di lievito;

1 pizzico di sale.

Il procedimento è abbastanza semplice, basta montare a neve gli albumi con un goccio di limone (stabilizza il composto), sciogliere con un goccio di latte (nel mio caso di soia) il cioccolato e poi unire la farina, il miele e lo lievito, per ultimi gli albumi, col solito metodo dell'incorporazione dall'alto verso il basso per non smontarli.

Cuocere per 40 minuti a 180 °C, prova stuzzichino e voilà la torta è pronta.

venerdì 12 aprile 2013

Pan brioches al cioccolato.

L'idea era quella di fare un lievitato senza burro (che non posso mangiare) e senza zucchero...voi profani pensavate fosse impossibile eh? Invece no è possibile, eccome se è possibile e il risultato è questo.






Domenica mattina ore 7, non ho più sonno, l'omo se la dorme di gusto, che faccio? Leggo? Leggo un po' ma poi o proprio bisogno di alzarmi, mi chiedo perchè io debba alzarmi alle 7,30 di domenica quando durante la settimana alle 6,20 mi tiro giù dal letto con il caterpiller, gli occhi gonfi e mezzi chiusi. Mah misteri della vecchiaia.

In ogni caso mi alzo e decido che devo fare le crepes (altro mistero) nel mentre decido che devo fare il pan brioches ovviamente non seguendo nessuna ricetta se no che gusto ci sarebbe? La mia fortuna è Stella, la mia impastatrice, almeno non faccio fatica e mentre il composto incorda io posso farmi il tea, berlo, leggere un po'...come ho fatto ad aspettare tanto a comprarla mi chiedo.

Tolta questa divagazione vi lascio la ricetta, semplice semplice:

500g di farina "0";

30 g di olio di riso (oppure un olio non troppo aromatico);

200 g di acqua tiepida ;

80 g di latte di soia (oppure vaccino) ;

50 g di miele di acacia;

12 g di lievito di birra;

una quantità non pesata di cioccolato spezzettato(come dire fate voi, per me più ce n'è meglio è).

Stop, niente uova, niente burro e niente zucchero.

Unire la farina, con il lievito e gli ingredienti liquidi , lasciar lavorare l'impastatrice, l'impasto resterà molto morbido, direi appiccicoso, lasciatelo riposare nella ciotola per un'ora o comunque fino a che  non ha raddoppiato il volume.

A questo punto dividete il composto in palline, io ne ho fatte 8, più o meno della stessa dimensione. Con delicatezza sgonfiate la pasta e aggiungere qualche cucchiaio di cioccolato, arrotolate e unite le due estremità al fondo in modo da formare una palla, adagiate sulla tortiera oliata e infarinata e continuate fino a che non avrete messo tutte le palline al loro posto.



Infornate a forno spento per un ora e mezza fino a che le palline non avranno quasi triplicato la dimensione.

Con cura e senza premere spennellate la superficie con un po' di latte e infornate a 200 °C per 30 minuti, dopo 15 minuti coprite con un po' di alluminio.



Sformare e lasciar raffreddare sulla gratella, quando sformerete vi renderete conto che il pan brioches è morbido, come se non fosse cotto, in realtà è la sua consistenza.

Giusto per togliervi la curiosità...si ho fatto lo stesso pan brioches due volte nello stesso giorno è per quello che ci sono tre forme, una di plum cake più terrina e una del ciambellone. Voglio farvi ridere, essendo abituata a usare contenitori in silicone per cuocere i lievitati non ho assolutamente pensato di oliare la terrina (che però ho scaldato con acqua calda prima di adagiarci la pasta se no gli avrebbe bloccato la seconda lievitazione) per cui quando l'ho sfornata ho cominciato a pensare dove potevo trovare un martello pneumatico per scollare il pan brioches dalla terrina...con tanta pazienza ce l'ho fatta. In ogni caso la situazione non si è ripetuta per il ciambellone visto che mi sono ricordata di oliare e infarinare la teglia.



Note:

  • come al solito io ho messo pochi zuccheri, per cui se volete raddoppiare le dosi avrete un dolce, così risulta proprio un pane, morbido ma un pane;

  • rispettate i tempi di lievitazione , mezz'ora in più o in meno fanno una bella differenza;

  • se dimezzate le dosi di tutto riuscirete a farlo stare dentro a uno stampo da plum cake;

  • se siete proprio tanto golosi mettete il cioccolato nell'impasto,

  • essendo privo di burro tende ad essere asciutto è ottimo da inzuppare, caldo è strepitoso.

  • dura tre/quattro giorni poi secca.

giovedì 28 febbraio 2013

Profitteroles alla crema di nocciola.

Avete presente wonder woman? Quella donna meravigliosamente atletica con  bellissimi capelli scuri, il costumino attillato che riusciva a far tutto? Potrei essere io, sono bruna, ho un fisico quasi atletico (quando decido di fare seriamente yoga) e mi impegno a fare mille cose fino a che non stramazzo al suolo...sta settimana è davvero particolare, son partita già un po' stanca e preoccupata da un paio di grane, poi risoltasi in una bolla di sapone, poi ci si mette una cattiva dormita e ti rovina il resto della settimana, stamattina mi son svegliata con due certezza:

  1. devo farmi la manicure;

  2. devo togliermi le sopracciglia perchè il modello cespuglio non mi dona per niente.


Sveglia alle 6,20, mi preparo la tisanina del mattino e parto con il decespugliatore e motosega per le sopracciglia, dopo 5 minuti di intenso lavoro (non è facile esser precisi essendo miopi e assonnati) sono guardabile, ho l'arco sopraccigliare di wonder woman, mi piaccio, quindi penso e se mi facessi la maschera al viso? Massì tanto sono solo le 6,35, mi impomato di maschera la faccia e passo alle unghie, pareva avessi lavorato la terra e non mi fossi mai più messa della crema, dura e ruvida la pelle e gruttulute le unghie,cresciute in modo diseguale tra l'altro...sappiate che ho messo anche lo smalto, ovviamente canticchiando in giro per la casa e muovendo le mani...ringrazio sempre di non aprire subito le imposte davanti perchè se qualcuno mi vedesse chiamerebbe subito, e dico subito, la neuro.

Ore sette, sono davanti alla mia tisana e ai miei pilloloni di integratori, vuoi non fare una giocatina a ruzzle? Chiudo tre partite in sospeso mentre trangugio lo yogurt con i fiocchi di avena (non muesli perchè non ho ancora avuto il tempo di farlo) e nel mentre penso che mi devo ancora lavare, vestire e truccare ...insomma sono uscita alle 7,30 e sono comunque arrivata in anticipo al lavoro, ero lì davanti al portone chiuso a giocare a...ruzzle e non lo aprono subito...uffaaaaaaaaaa. Dopo 10 minuti sono stata rapita da mia madre per fare da fotoreporter a casa di mia nonna...storia lunga, in tutto questo delle 30 foto che ho fatto ,ne saranno venute bene due...Eve carica ma la mia mano tremula e Sam (il cellulare) scarico, quando le cose non vanno fatte non vanno fatte punto.

Giusto per gradire ho convinto mia mamma a portarmi in un negozietto a Torino dove vendono di tutto sfuso : farine, legumi, spezie, cereali, mangimi e fiori (non mi chiedete il perchè queste due categorie rientrino nell'alimentare non l'ho capito nemmeno io), comunque il risultato è stato che siamo uscite col nostro sacchettino.

Ma avendo dato un colpo al cerchio, pure mia madre voleva passare in un negozietto, quello delle lane. Un negozio storico che è stato aperto nel '48 gestito dalla proprietaria che di lana ne capisce parecchio, un posto in cui il tempo sembra non esser passato, in cui l'odore di  canfora non manca ma i colori e le matasse creano un arcobaleno caldo. Tolta questa figura retorica il risultato sono stati 8 etti di lana da gomitolare, non so se esiste questo verbo, cmq dalla matassa crei i rotoli con taaaaaaanta tanta pazienza e visto che una delle due matasse sarà un mio futuro cardigan chi gomitolerà? Naaaaaaaaa è così evidente che mi son presa io l'impegno per tutte e due le matasse, manco una, tutte e due, roba che metterò due sedie accoppiate per gomitolare e poi non potrò invitare nessuno a  cena perchè se no si mangia schiena schiena, oppure posso usare Nico e mentre lui gira in senso orario io giro in senso antiorario , una kundalini gomitolosa!

Tutto questo per dirvi che, questo profitterol poteva esser lungo da preparare, ma avendo io poco tempo, non ho fatto la pasta choux e l'ho comprata...si lo so non son degna di questo blog, ma a volte devo piegarmi al fatto che ho 24 ore al giorno anch'io e che son sempre più brasata per svegliarmi presto al mattino.

Come per tutte le mie ultime ricette dolci, da novembre in poi sappiate che son poco dolci (scusate il gioco di parole), assaggiate e fate secondo il vostro gusto, il mio ora non tollera più tanto lo zucchero e io non ho mai amato i dolci troppo dolci perchè mi stufano in fretta.

Sostanzialmente la difficoltà del profitterol è la pasta, il resto è una sciocchezza, il pregio è che:

  1. se avanza si più congelare, la domanda è: avanza mai?;

  2. piace sempre a tutti, tutti adorano il profitteroles grandi e piccini;

  3. si trasporta facilmente.


Tre punti non son pochi!

profitteroles


La ricetta è per almeno 8 persone.

Per la crema alle nocciole:

1 busta di bignè (prometto che la farò anch'io prima o poi...);

500 ml di latte (io ho usato il latte di soia);

4 tuorli d'uovo;

25 g di farina;

4 cucchiai di zucchero di canna (la prima volta l'ho fatto con 150 g di zucchero ma era troppo secondo il mio gusto);

100 g di pasta di nocciola.

Far bollire il latte con la pasta di nocciola. Sbattere le uova con lo zucchero fino a quando non diventeranno spumosi, aggiungere poi la farina e aggiungere un po' di latte al composto, versare il tutto nella pentola e girare girare con una frusta, fino a che la consistenza non diventa quella dello yogurt.

A quel punto togliere dal fuoco, passare nel colino (a me si formano dei piccoli grumi) ricoprire a filo la crema con la pellicola in modo che non resti aria e non si formi la crosticina. Lasciar raffreddare a temperatura ambiente.

Ganache di crema di nocciole:

200ml di panna;

200g di crema di nocciole.

Unire i due componenti e lasciar sobbollire qualche secondo, lasciar raffreddare.

A questo punto forare con uno stecchino i bignè (se sono morbidi metteteli sotto il grill per qualche minuto) e riempite la sac a poche con la crema fredda e riempite uno a uno i bignè.

Non ho rotolato i bignè nella ganache perchè era ancora liquida, per cui una volta  riempiti i bignè li ho cosparsi di ganache versandocela sopra con un cucchiaio.

Lasciar raffreddare in frigo almeno due ore e mangiare.

martedì 12 febbraio 2013

Profitteroles alla nocciola...anche no!

Metti che di sabato io lavori.

Metti che Nico decida di invitare un amico e la sua compagna che non vediamo da una vita.

Metti che io voglia sperimentare su di loro un menù nuovo.

Metti che lui decida che io farò la pizza.

Che mi resta???Beh se non posso sperimentare sulla cena almeno sul dolce lo vogliamo fare?

Sogno da tempo immemore di fare la pasta choux e riempirla ci crema allo zabaione o più facilmente di crema di nocciola.

C'è un problema, in teoria e pure in pratica, io i latticini vaccini dovrei guardarli solo da lontano e salutarli con la manina stile regina d'Inghilterra...vabbhe per una volta posso sgarrare no? Quindi decido di fare un profiteroles con crema di mascarpone alla nocciola con spruzzetti qui e là di panna montata. Cioè il paradiso no? Ovviamente non guardo neppure la ricetta e parto con la lista da dare a Nico per far la spesa.

Arrivo a casa e tiro fuori la ricetta : farina, acqua, queste ce le ho, uova e burro...burro? Chi ha detto burro? Mi affaccio al grande frigo e chiedo "non è che lì dentro, sotto al farina di castagne, i formaggi caprini, le verdure, il miso il thain, la pasta di nocciole, c'è del burro? Risposta "ma tu lo sai da quanto non compri il burro??? da Natale, ma secondo te io lo fabbrico?" si è  po' acido ma in fondo lo capisco, prima di questo regime alimentare vedeva dolci e  robette mica da poco ora sembra un frigo multietnico con prevalenza di alimenti salati (vedi i vasetti di dado ad esempio).

Torniamo a noi niente burro, ore 15 voglia di uscire??? Aspetta che la sto ancora cercando va! Quindi mi rimaneva di chiedere al vicino il burro...naaaa detesto chiedere ai vicini.

Quindi? Quindi niente profitteroles...porca paletta io avevo voglia.

Vabbeh, piano b, facciamo un tiramisù alla nocciola no? sai che cosa meravigliosa e buona? Cerchiamo i pavesini va...niente pavesini in cucina, scendo in cantina niente pavesini di scorta...e ma che giornata di melma!

Piano c...rotolo mascarpone e nocciola, cioè in tutto questo almeno qualche ingrediente resta sempre lo stesso.

Quindi mentre cuocio la pasta biscotto preparo da un lato la crema al mascarpone e dall'altro la pizza...ottimizzazione dei tempi.

Il maggior pregio del rotolo è la facilità di svolgimento e il sicuro effetto visto la faccina carina che ne esce sempre, io sono una maga del rotolo.

Poco tempo, poco sforzo, ottimo risultato!



Ingredienti per la pasta biscotto:

3 uova;

80 g di farina;

60 g di zucchero di canna;

1 cucchiaio di rhum (serve per togliere l'odore di uovo è opzionale).

Dividere i tuorli dagli albumi, lavorare gli albumi a neve e i tuorli con lo zucchero fino a che non diventano spumosi, aggiungere la farina e continuare a lavorare con le fruste, aggiungere il rhum e in ultimo gli albumi mescolando dal basso verso l'alto con delicatezza.

Accendere il forno a 180 gradi e versare il composto in una teglia 30x20 foderata di carta forno. Infornare per 10 minuti fino a che non sarà dorato.

Al momento di sfornare bagnate un altro strappo di carta da forno, mettete un canovaccio sul piano da cucina e quel foglio sopra, girate la teglia con la pasta biscotto lì sopra in modo che la parte alta vada a toccare la carta forno umida e lentamente ma con decisione tirate via la carta forno con cui avete cotto la pasta, arrotolate e stringete bene con il canovaccio, lasciate riposare almeno due ore a temperatura ambiente e poi passate in frigo.

Per la farcia occorre:

250 g di mascarpone;

pasta di nocciole a piacimento;

1 cucchiaino di zucchero a velo (a piacimento)

Incorporare la pasta di nocciole con il mascarpone fino a che non prenderà il sapore desiderato, io ho aggiunto anche un cucchiaino di zucchero perchè il mascarpone non era dolce (detto da una che non mangia più lo zucchero è tutto detto).

Lasciar riposare il composto in frigo in modo che si indurisca bene.

Srotolare dolcemente il rotolo e riempirlo con il composto di mascarpone, e poi decorarlo a  piacere, io ci ho messo anche un amaretto sbriciolato sopra.

Comunque il profitterol lo farò e pubblicherò la ricetta.

Note:

  1. ho imparato che se si cuoce troppo la pasta biscotto bisogna poi inumidirla con del latte, oppure appena sfornata chiuderla bene nel canovaccio così da preservare un po' l'umidità...se no diventa un mattone.

domenica 6 gennaio 2013

Muesli home made.

Ci sono proprio delle cose facili da fare, facili buone e genuine è il caso di questo muesli.

Oramai è quasi un mese che seguo un regime alimentare diverso, per gli altri è un po' una rottura perchè non posso mangiare un sacco di cose che abitualmente tutti mangiano, tra cui lo zucchero, ma voi avete idea di che vuol dire una colazione senza zucchero aggiunto? Niente biscotti, niente fette biscottate, niente yogurt ai frutti (sempre zuccherati) niente torta, che avanza? La frutta e qualche dolcetto con il miele, partiamo dal presupposto che un biscotto senza zucchero non è un biscotto...mi ci sono dovuta abituare purtroppo, ho comunque scoperto che a distanza di tempo le cose che prima mi piacevano tanto ora sono troppo dolci...mi sento in un mondo paranormale.





Ho preparato un bel quantitativo di muesli, potete benissimo dimezzare le dosi e basterà per un bel po':

400 g di fiocchi di avena (io avevo i fiocchi misti di 5 cereali);

200 g di nocciole tritate;

50 g di mandorle tritate (tutte quelle che avevo in casa);

60 g di semi di lino;

3 cucchiai di olio di riso;

4 cucchiai di miele (150g);

50 g di cioccolato fondente (omesso).

Mischiare tutti gli elementi sopra la leccarda del forno,foderatela con la carta da forno,tranne il cioccolato. Accendere il forno a 160 °C  e infornare per 20 minuti.

Lasciare raffreddare completamente e munitevi di un contenitore ermetico, se volete potete unire le scaglie id cioccolato oppure lasciarlo così, è cmq abbastanza dolce e a differenza di quello che si compra è croccante ma resta consistente nello yogurt.

Conservare in dispensa chiuso, la mia colazione ora consiste in  un cucchiaio e mezzo di muesli in 125 g di yogurt magro, un frutto, un tea bancha...alle 10 normalmente ho una fame boia...ma faccio colazione alle sei!

lunedì 22 ottobre 2012

Torta di zucca e nocciole.

Sono giorni strani questi, la scorsa è stata una settimana diversa, fatta di cose nuove e ritorni. I ritorni sono stati quelli allo yoga, avevo smesso e ho dovuto forzatamente riprendere,  risultati? Subito molto tranquilla e serena, dopo ? Ok, camminiamo con calma che mi fanno male i polpacci, ok, anche le anche, uhh ma 'sti piatti dovevo metterli così in alto? Com'è che non mi si distende il braccio verso l'alto? Ma il clou è stato non riuscire a sfilarmi la maglietta da sola, cosa che se non c'era Nico potevo vagare con le braccia incrociate appena sopra il mento e la maglietta incastrata, ovviamente tenendo gli occhiali saldi sul naso.

Ma finito questo, che va da sè, mi ha limitata non poco nei movimenti e nelle cose che volevo e potevo fare nel week end, domenica mi giro nel letto e la mia prima parola è stata "me@@a" già, mi si è incriccato il collo, una bella contrattura, una di quella che dici, ok adesso mi giro, aspetta che giro anche la spalla va. Mia nonna, che per inciso si è rotta femore e spalla a giugno, sta meglio di me.

Ho un corpo da novantenne e me ne vanto ecco!

Qualche tempo fa  mia madre mi ha dato un'enorme zucca, sa che mi piacciono per cui le ha piantate solo per me, il problema ora sarà smaltirle, con un pezzo della prima ho creato questa torta il principio è quello della torta di carote.





Ingredienti per una tortiera da 28 di diametro:

3 uova;

300 g di zucca grattugiata;

130 g di zucchero;

150 g di farina;

1 cucchiaino raso di lievito;100 g di burro;

80 g di nocciole tritate.

Dividere le uova , montando a neve ferma gli albumi e i tuorli con lo zucchero sino a quando non diventeranno spumosi, unire il burro ammollato e lavorare il composto con un cucchiaio di legno, mescolare poi la farina, le nocciole e lo lievito, inglobare per ultimi gli albumi dolcemente, con movimenti dal basso verso l'alto.

Infornare a 180°c -170°C per 40-45 minuti.

L'interno della torta risulta umido, almeno la mia lo era essendo la zucca molto acquosa ma ha passato la prova padre, lui l'ha mangiata definendola buona e per uno che non mangia la zucca direi che è tutto detto.



sabato 20 ottobre 2012

Confettura di pere e cioccolato.

Ale mi chiede "Vuoi delle pere?Sono dell'albero del papà della mia collega." Io collego, pere coltivate in proprio uguale pere non trattate, le rispondo bella citrulla un "Sì" segue tiritera per decidere dove e come ci vediamo che, caso vuole sia la sera stessa. E' vero viviamo nella stessa regione, ma siamo comunque a un'ottantina di km e io sono proprio in centro al capoluogo di provincia e chi, per lavoro o per qualche altra motivazione, deve attraversare la città da centro a nord nell'orario di punta capirà bene il caos che genera, ma io sono una vera volpe, chiamo il mio migliore amico e fisso una cena improvvisata a casa sua (vabbeh ci conosciamo da così tanto che oramai non si stupisce più delle mie uscite) mangiamo di corsa un boccone insieme e poi andiamo a incontrare Ale, sì sarebbe stato più semplice vederci  per cena ma se no che gusto ci sarebbe stato a fare tutto sto trigo?

Quindi quando ci vediamo apre il bagagliaio della sua macchina, io l'ho guardato e ho pensato...ma che è sta macchina ha il doppio fondo??Oppure ha la tappezzeria con disegnate le pere? Frauleen credo che abbia avuto un attimo di ansia, il suo bagagliaio è più simile a una borsetta estiva non ci sta ciufolo...comunque a quanto pare c'erano 25 kg di pere, io credo, anzi se ci penso è così, è stata la prima volta che ho visto così tante pere, ovviamente ho distribuito un po' di pere perchè non era pensabile che potessi lavorarle tutta da sola.

Così ho creato un po' di confetture, pere e cannella, pere e cardamomo, pere e zenzero e pere e cioccolato.

Le pere erano molto dure ed erano Kaiser, belle granulose, avrei dovuto aspettare un bel po' prima di mangiarle , ma dovendo lavorarle andavano benissimo perchè erano poco acquose. Come mi aveva detto Ale, lo scarto è attorno al 40% ed è vero, armatevi di pelapatate, coltello e tanta pazienza.




Per questa confettura servono:

1kg di pere già pulite;

220g di zucchero;

1 busta di fruttapec 3:1;

1 limone spremuto;

200 g di buon cioccolato fondente.

So che non si dovrebbe fare ma ho tritato in modo grossolano le pere, in modo da avere pezzetti molto piccoli, poi a freddo ho aggiunto zucchero, fruttapec e succo di limone, ho aspettato che il composto bollisse per i minuti necessari (fare le prova cucchiaino) e ho aggiunto a fuoco spento il cioccolato fondente, ho girato velocemente e imbarattolato. Il composto così risulta molto liquido, ma diventerà sodo. Oggi ho aperto un barattolino per assaggiare, fantastico, non è dolce e si sentono benissimo le pere e il cioccolato, direi che presto creerò qualcosa con questa leccornia.

A presto.

giovedì 31 maggio 2012

Mousse al cioccolato.

Giornate sì, giornate no.

Premetto son tre notti che dormo malissimo, stress, tisane iperdrenanti e anche caldo, insomma potrei uccidere un drago dandogli un'occhiata sfuggevole.

Nonostante questo ieri per puro caso vedo mia mamma e le dico, in modo garbato s'intende, "Mamy sarebbe ora che tu andassi da Franco (ndr il ns parrucchiere pazzo) " e lei di rimando, "si si, ci vado all'una e mezza " e io " allora ci incontriamo, io vado per le due e mezza".

Franco è in pieno centro di Torino, un delirio trovar parcheggio a qualsiasi ora, ma io, incurante di tutto parto in ritardo e percorro anche una strada nuova, meglio esagerare no? Svolto l'angolo che pensavo fosse giusto (io ho un ottimo senso dell'orientamento e una pessima memoria per i nomi delle vie) , guardo: parcheggio a  destra in pieno sole da due manovre o parcheggio a  sinistra all'ombra a lisca ? Si si, si chiama...lo so!In ogni caso, parcheggio, ovviamente a pagamento, proprio tutto non si può avere, alzo gli occhi a sinistra, niente parchimetro a destra, toh ce l'ho a  due metri, pago e via da Franco. Essendo partita con 20 minuti di ritardo, giuro non è da me, arrivo con 5 minuti di ritardo, direi accettabili.

Entro saluto tutti e mi scuso per il ritardo, e ho anche la faccia tosta di dire "ci ho messo di più ad attraversare il corso a piedi che a parcheggiar la macchina" e lui " cavoli oggi sei proprio fortunata, pensa che tua mamma ha pagato anche il tuo taglio" ...si si, lo so come si chiama questo!

Comunque dopo mezz'ora sono fuori, giornata libera, posso andare a casa a stirare, ecco questa non la definirei una fortuna ma sa da fare ogni tanto sopratutto quando comincia a scarseggiare la roba da mettere, qualche anno fa mia madre ha pensato bene di contare le mie magliette estive, erano 52...fate i vs calcoli.

A casa è stato tutto un corri corri, avevo il dolce da preparare per la cena, un tiramisù ovviamente visto che Ezio me lo chiede sempre e non lo faccio mai e poi stirare, pulire, lavare, in pratica mi son fermata alle 20,25 perchè è arrivata Ale, la prima ospite, serata piacevolissima finita tardino, diciamo a mezzanotte e mezza, stamattina volevo fracassare la sveglia contro il muro, però l'idea che una porzione di tiramisù mi aspettava per colazione ha reso più facile incominciare la giornata.

Stamattina in ufficio cosa trovo? Immaginavo il marasma generato dalla corrente assenteista che avevo creato il pomeriggio prima e invece che ci trovo? Un regalo, una confezione dell'olio corpo che produce una cliente, posso dirlo che ho i pianeti allineati tutti nello stesso verso????Posso richiedere almeno 30 giornate così all'anno?Ti fanno capire quanto le piccole cose aiutino a migliorare una giornata normalissima!

Ah dimenticavo, oggi in due minuti netti mi hanno risolto un problema sulla mia piccola Frauleen, ottima giornata.




Ingredienti per 4 coppe di mousse al cioccolato:

200 ml di panna fresca;

1 uovo;

80 g di cioccolato fondente;

1 cucchiaino di zucchero;

2 cucchiai di latte.

Sminuzzare il cioccolato in scaglie, io uso il coltello seghettato (quello che mi ha affettato il dito per intenderci) e fonderlo a bagnomaria con la metà della panna, aggiungere poi lo zucchero e anche il latte. Quando il composto sarà ben amalgamato, allontanatelo dal fuoco per farlo raffreddare.

In un recipiente freddo da freezer o da frigo montare il resto della panna.

Unire al composto di cioccolato il tuorlo d'uovo, l'albume va montato a neve.

Unire quindi delicatamente al composto di cioccolato l'albume e la panna, incorporandoli lentamente dal basso verso l'alto, sino a  che non ci saranno più grumi.

Versare nelle coppette e coprire con la pellicola, lasciar riposare almeno 3/4 ore, decorare a piacere.









Note:

  • per avere una panna più soda si può aggiungere una punta di amido di mais.

martedì 1 maggio 2012

Ciambellone latte, cacao e cioccolato.

Ieri, 30 aprile io e Nico decidiamo, dopo esserci messi la bandana in testa, di andare a comprare due cose, il suo telefono e dei fogli simil policarbonato per me, tutto chiaro?Solo due cose, due solamente. Ovviamente essendo due cose che non si trovano nel medesimo negozio decidiamo di andare nel supermercato più grande che c’è nella provincia (siamo due sboroni lo so) , ma visto che siamo intelligenti come due faine ci andiamo nell’orario di pranzo, piove, sappiamo già che ci sarà ressa.

Ressa?????Ma che cavolo sono proprio tutti qui!!! Parcheggiamo la macchina in un posticino da triciclo e ci fiondiamo in quella ressa di gente che pareva avere gli occhi fuori e i denti aguzzi, tutti ovviamente con la bandana in testa? No, tanti con le sigarette, totalmente a proprio agio in un luogo tanto densamente popolato…chiamatemi asociale ma durante i giorni festivi amo la calma di casa, della montagna o comunque al massimo in compagnia di 4 persone.

Per tornare a noi entriamo nel primo negozio e ne usciamo dopo una ventina di minuti, nei primi 5 avevo già trovato tutto ma vuoi non guardare tutte le sementi e tutti i vasetti in ‘sto negozio di bricolage???Ecco ritorniamo alla macchina solo per posare sti 3 fogli, giusto per non averli tra le scatole…noi, stoicamente dovremo entrare nell’ipermercato, scavalcare l’orda di persone affamate assiepate davanti a un bancone in cui uno della gastronomia sta tagliando porchette come se piovesse (in effetti fuori c’è il diluvio), stacco anche gli occhi di Nico dalla porchetta, perchè noi siamo lì per un telefono e non per comprare cibo, il concetto è chiaro vero?

In ogni caso, come ogni persona autolesionista, guardo se lo stesso articolo che ho comprato nell’altro negozio c’è anche qui, giusto per incavolarmi come una iena scoprendo che qui costava la metà, maaaaa meno male non c’è, il mio ego è salvo!

Siamo nel reparto bricolage… a un passo da quello del campeggio e a cavallo con quello delle stoviglie (nella mia mente si apre una nuvoletta…BLOG)  Nico si ferma nel reparto campeggio e io mi guardo tutte le stoviglie possibili e immaginabili (come al solito il problema è, dove caspita le stivo altre stoviglie??) .

Ok, dal reparto campeggio urla un tavolino che sono almeno 5 anni che Nico cerca ovunque, l’ha visto anche la settimana scorsa in Francia e l’ho fermato dicendogli che quest’anno le nostre vacanze non saranno campeggio (ma le faremo????bah) a sto giro devo cedere, devo anche dargli una mano perchè lui vorrebbe la scatola più intatta…la scelta è ardua a tutte manca qualcosa, comunque alla fine sceglie il suo tavolino, compatto e leggero…un metro di lunghezza per 50 cm di larghezza e 10cm di altezza….una roba proprio comoda per passare nelle corsie piene di gente…vabbeh vado a cercargli un cestino, così almeno non uccide nessuno.

Cestini questi sconosciuti, nel senso che ho corso per dieci casse, con una ragazza dietro dallo sguardo aguzzo che cercava la stessa cosa, non ce n’era uno, già questo doveva farmi capire qualcosa, comunque verso le ultime casse ne vedo tre, viva l’abbondanza, mi giro per tornare da Nico e me lo trovo praticamente alle spalle, insomma tre famelici avventori dei cestini si inseguono e due ne vogliono solo uno.

Fortunatamente il tavolo ci sta, per lungo per giunta…se no potevamo falciare tutti i bambini presenti al nostro passaggio, visto che c’eravamo di siamo comprati un po’ di cose nel reparto shampoo e cosmesi (ero finita fin lì per cercare il cestino) e poi….”ma non è che passiamo nel reparto farine, l’ho quasi finita a casa”…ne ho comprati 4 kg 2 settimane fa, a volte mi stupisco di me stessa. Mentre guardavo le farine mi cade l’occhio all’ultimo posto delle scaffale, pacco di farina da 5kg, mi si illuminano gli occhi e  mi giro verso Nico, nella speranza che capisca la mia necessità atavica di possedere un tal sacco, lui nemmeno guarda l’incarto fa il calcolo di quanto costa nella confezione da kg e nella confezione da 5…il sacchetto, insomma il sacco è già nel carrello…insomma se stiamo insieme ci sarà pure qualche motivo, questo è uno di quelli.

Beh dobbiamo andare al secondo piano (ok, ho già i capelli ritti ) vuoi non passare dal reparto pescheria e quello verdure, abbiamo riempito il ns carrellino con ogni ben di dio, ben sapendo che a casa avremmo dovuto giocare a tetris per far entrare il tutto nel nostro frigo, in questi giorni sembra una cella frigorifera di un ristorante da 100 coperti! In ogni caso è entrato di tutto, ora dobbiamo solo occuparci del telefono, peraltro già visto, andiamo al banchetto ce lo fanno vedere, tutto ok, spediamo l’inserviente a prenderlo in magazzino, torna con un pacchetto 10x5x5, che è ci sono le istruzioni lì dentro? L’ultima volta che avevo il telefono rotto e ne ho comprato un altro la mia scatola era almeno il triplo, boh non ci sarà qualcosa dentro, la tizia che ci serviva deve aver visto il punto interrogativo sia sulla mia faccia sia su quella di Nico (giuro era evidente) ci ha aperto la scatola davanti, non mancava nulla, c’era solo 1/3 dell’imballaggio in meno (amen finalmente hanno capito che le scatole alla fine le buttiamo!), quindi la donzella si gira verso Nico e gli fa “ se aggiunge 9 € le regaliamo la stampante, la vuole?” guardo Nico, lui guarda me, sulla mia faccia c’era scritto NO, giuro era facile capirlo, stranamente lui  ha capito SI…ecco allora immaginatevi noi due, Nico con un tavolo sottobraccio e la busta (unica) della spesa con dentro i 5kg di farina e molto altro e io con la borsetta nella mano sinistra e la stampante nella destra…una coppia di assassini! Essendo stanca di tutta sta bolgia mi sono posta in posizione avanzata e ho cominciato a schiviare, vecchi, bambini, barbie e ken ovunque, dimentico il mini cane all’angolo del bar, ho rischiato di travolgerlo, dietro Nico brandeggiava il tavolo manco fosse stato una sciabola, tra l’altro incastrandosi in un angolo e picchiando il pollice, non avete sentito un urlo verso le 17,00 ieri???

Finalmente alla macchina, si rientra a casa…anche perchè noi siamo usciti senza aver pranzato e ora entrambi mangeremo anche le gambe del tavolo appena comprato.

Ed ora dopo tutto questo la ricetta è una rivisitazione di questa, l’ho provata con l’olio ma non mi è piaciuta, così ho pensato bene di modificarla sostituendo l’olio con il latte, non vi so dire come fosse ma Nico e i miei hanno apprezzato parecchio, ringrazio Marianna e la sua mamma per questa ricetta.



Ingredienti:

400g di farina;

215 g di zucchero;

4 uova intere;

240 ml di latte;

1 cucchiaino di polvere d’arancia;

16 g di lievito per dolci;

1 cucchiaio di cacao amaro;

qualche cubetto di tavoletta di cioccolato fondente;

sale un pizzico.

Lavorare i tuorli con lo zucchero fino a renderli chiari e gonfi. Montare a neve gli albumi e riporli in frigo.

Unire tutti gli ingredienti liquidi ai tuorli e poi setacciare la farina e il lievito. Unire gli albumi, con un movimento circolare dall’alto verso il basso senza smontare il composto.

Accendere il forno a  180°. Prendere lo stampo e versarci un po’ di olio all’interno, spalmandolo con un pennello o con un pezzo di carta assorbente, infarinarlo, riempirlo per i 3/4 del composto.

All’ultimo quarto che vi resta nella planetaria aggiungere il cucchiaio di cacao, mescolare bene e versarlo sopra a quello bianco, poi tagliate e a pezzetti piccoli il cioccolato e mettetelo sopra.

Infornate per 40 minuti o comunque fino a  che il dolce non supera la prova stecchino.




venerdì 13 aprile 2012

Torta nocciole e cioccolato.

Ci risiamo, andiamo a casa di amici, vuoi non portare la torta? Ecco qui comincia la discussione con Nico, non avrai mica intenzione di fare questa o questo? Nel caso ne fai due e uno lo teniamo a casa...allora ma si è mai visto che io faccio due torte uguali e una la lascio a casa?Ma spiegateglielo voi per cortesia!

Così ogni volta faccio una torta esperimento,almeno ne faccio solo una. Il che a volte è pericoloso perchè finchè non l'assaggi non sai se c'è l'errore, ma a me piace rischiare. C'e da dire che dove c'è cioccolato e nocciole è difficile sbagliarsi!





Ingredienti per una tortiera da 22 cm (io ho usato lo stampo in silicone):

3 uova;

4 cucchiai di zucchero;

100 g di farina;

100 g di nocciole tritate;

80 g di burro;

50 g di cioccolato;

1/4 di bicchiere d'acqua;

1/2 bustina di lievito.

Montare a neve gli albumi e lasciarli in frigo, nel mentre montare i tuorli con lo zucchero fino a farli diventare gialli paglierino.

Aggiungere al composto di uova la farina e le nocciole tritate, il burro sciolto e per ultimo il lievito. Incorporare gli albumi montati a neve con un movimento dall'alto verso il basso per non smontare il composto.

Infornare per 40 minuti a 180°C.

A torta fredda o tiepida potrete fargli la copertura con il cioccolato.

Sciogliere con un dito di acqua fredda il cioccolato in un pentolino e colarlo direttamente sulla torta, aspettate che si solidifichi per tagliarla.



Note:

  • è una torta che si sbriciola e resta secca, se ci fosse stata una bella ganache la cioccolato o uno strato di marmellata sarebbe finita più in fretta.

  • è una torta semplicissima da fare.

Aggiungo questa ricetta al contest di Benedetta nella categoria "ricetta più golosa".

mercoledì 28 marzo 2012

Torta pan di cuoricini, ops stelle!

Si si doveva essere un pan di stelle ma per puro caso mi hanno regalato dei cuoricini...

Ho assaggiato il pan di stelle per "colpa" di Sara, in pratica le ns cene farebbero ingrassare pure un elefante, comunque grazie a lei sono rientrata nel tunnel del cioccolato,nonostante il mio corpo ultimamente non sia felice di questo...in ogni caso al primo morso ho pensato che dovevo riprodurre quel dolce. Il caso ha poi voluto che per il gioco "dai ci scambiamo una ricetta?" fossi abbinata a Stella...oddio il suo blog è davvero tutto da sfogliare, pieno di ricette interessanti, ero indecisa tra una ricetta salata e una dolce...ma cosa può vincere contro il cioccolato?Così la scelta è stata facile e il risultato buonissimo, mi duole dirlo ma non ha molto a che fare con il pan di stelle comprato ma è veramente, veramente buono e ne vale la pena. Che dire continuerò a farlo sinchè non avrò trovato la ricetta perfetta...quindi auguri a tutti i miei commensali.



Ingredienti per una tortiera (in silicone) di 22cm di diametro:

60 gr burro;
80 gr cioccolato fondente ;


160 gr farina 00;


30 gr farina di nocciole;


100 gr zucchero di canna;


20 gr cacao amaro;


1 bustina di lievito;


1 pizzico di bicarbonato;


1 pizzico di sale;


200 gr yogurt;


1 uovo;


1 bustina di cuoricini di zucchero.



Io ho montato a neve l'albume  e l'ho lasciato in frigo. Fondere con il burro il cioccolato ridotto a scaglie.

Montare il tuorlo con lo zucchero e il cioccolato tiepido, aggiungere le due farine e il lievito, per ultimo amalgamare l'albume, dal basso verso l'alto, come al solito.

Riscaldare il forno a  180°C, funzione statica, infornare per 25 minuti.

I cuoricini li ho messi dopo avendo capovolto la torta.
 


Ringrazio Cinzia perchè attraverso il suo non contest mi sta facendo conoscere ottime blogger, l'originale di questa ricetta la trovate qui:

Note:

  • la ricetta originale prevedeva la margarina io ho usato il burro, nei miei prossimi esperimenti lo toglierò proprio;

  • nella ricetta originale non era indicato di trattare albume e tuorlo separatamente, banalmente il risultato è un dolce più morbido;

  • la cottura, io normalmente cuocio per 40 minuti una torta, dopo 25 ho aperto il forno scettica e ho messo lo stecchino, è uscito asciutto;

  • la torta è diversa dal pan di stelle, l'impasto si sbriciola ed è più alta, ma provatela, ne vale la pena!

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