giovedì 4 novembre 2010

Crepes grano saraceno, gorgo, noci e spinaci.




Sì è proprio ora che posti questa bontà, beh posso dirlo, è stato il piatto forte della cena, ho un'amica di vecchia data, credo di averla conosciuta più o meno a nove anni a SCOUT, ohh già ne facevo parte, ne ho fatto orgogliosamente parte per un discreto periodo in cui ho imparato a rispettare gli altri (forse un po' troppo) a rispettare la natura e divertirmi con poco, queste sono senz'altro le tre caratteristiche che hanno segnato la mia infanzia. Ho poi lasciato il gruppo e con lui parecchi amici, ho tenuto pochissimi rapporti, tra cui quello con lei Erika un personaggio, davvero, vulcanica, imperiosa, disponibile e di parola.
Ovviamente per questa cena non potevo dire "stop lì, sorridete che vi faccio la foto al...piatto per il mio blog!" così la foto l'ho fatta nello stampo, vi posso dire che son piaciute, il suo compagno, come me d'altronde, non gradiva il gorgonzola, ma cotto...ha tutto un altro sapore e una l'ha mangiata anche lui, gran soddisfazione.
La verità è che normalmente io le crepes le faccio e poi, nauseata dall'odore, non le mangio, sono folle ma ormai è chiaro a tutti no?
Beh anche qui ho scoperto l'ennesimo barbatrucco, il rum toglie l'odore di uovo, quindi adesso crepes vi mangio eheheheh.
Come ben è noto, ho ancora della farina di grano saraceno in casa, per cui cerca che ti cerca ho trovato delle fantastiche ricette, peccato mi mancassero gli ingredienti giusti per farle, io ho sostituito il bitto con il gorgonzola e gli spinaci selvatici con gli spinaci congelati, ma sono sottigliezze no???

Ingredienti per 4 persone:
Crepes, circa 12:
75 g di farina bianca;
75 g di farina di grano saraceno;
2 uova;
200 g di  latte,
un bicchierino di rum;
sale.

Besciamella:
200 g di gorgonzola;
150 g di latte;
50g di panna;
1 cucchiaio di farina 00;
sale.

Farcia:
200 g di spinaci (congelati);
1 tazzina di gherigli di noce, circa 15 noci;
prezzemolo per decorare.

Procedimento per le crepes:
unire le due farine,aggiungerle il latte e le uova, mescolando con una frusta per evitare i grumi, come al solito la parte liquida del composto può essere aumentata a secondo dell'umidità delle farine stesse, la giusta consistenza è quella dello yogurt, aggiungere anche il rum  e un pizzico di sale. Lasciar riposare almeno mezz'ora con un panno sopra.
Se si cuociono in una padella antiaderente non vi è necessità di mettere burro...il che non è poco vero?
Mentre cuocete le crepes, scongelate gli spinaci , il tempo è denaro e se non è denaro manca sempre!

Procedimento per la besciamella:
mettere in una cesseruola il latte e tagliare a tocchetti il gorgonzola già morbido, aggiungerlo quando il latte sarà caldo. Aggiungere la panna e mescolare con una frusta, aggiungere la farina, mescolando fino a portare il composto a ebollizione, spegnere e lasciar raffreddare.

Comporre le singole crepes, mettere all'interno un po' di spinaci, noci e besciamella, chiudere e porre in uno stampo da forno, continuare sino alla fine delle crepes, versare la besciamella in surplus sopra, infornare a forno caldo (180°C) per dieci minuti.
Sfornare e guarnire con la graniglia di noci rimasta e il prezzemolo.
Con questa ricetta partecipo alla mia raccolta sul grano saraceno.


martedì 2 novembre 2010

Torta di semolino.

 
Sono tontaaaa!!!
Si si, e stamani ne ho avuto la riprova, pazzesco quanto sono tonta.
Mi son svegliata al suono della sveglia, assonnatissima (normale), con l'intenzione di far la doccia, dopo due giorni di stop lavorativi svegliarsi per andare a lavorare alle 6.40 è brutto, freddo e buio (posso provare a non andare la prossima volta??) comunque mi fiondo nella doccia e mi sveglio, cosa c'è di meglio di una doccia bollente per svegliarsi? Mi vesto e...toh ho dimenticato il cellulare acceso, direi che non è una gran novità ma...lui dice che sono le 6.10...o perbacco com'è possibile? Adesso riesco a far la doccia prima di essermi svegliata?
Naaaaaaaaaaaa, come ogni anno rimango fregata dal cambio dell'ora...sveglia un'ora in anticipo perchè la mia sveglia non si è aggiornata da sola, se fosse una persona la strangolerei, maledetta eppure è super tecnologica prende il segnale dai satelliti...uffa!
Vabbeh al prossimo cambio d'ora mi scorderò di metter il nuovo orario e arriverò in ritardo,succede sempre così!

Ed ora:semolinoooooooo, che passione.

Ovviamente questa passione inizia da bimba,con gli gnocchi alla romana, la Cuoca me li faceva spesso, anche perchè era uno dei pochi piatti che mangiavo con voracità, ho scoperto da poco, pochissimo che i veri gnocchi alla romana sono tondi, la Cuoca me li ha sempre fatti quadrati, semplicemente tagliati con un coltello e disposti nella terrina di cottura, forse perchè sono diventata una persona pratica ma ...quanto spreco nel farli tondi!

L'altro giorno sono stata presa dalla foga e ho guardato tutte le date di scadenza nella dispensa, ma perchè devo far arrivare la roba così vicina alla scadenza,perchè me la scordo nel cantuccio lì dietro i carciofini sott'olio, le olive e la pasta?
E così semolino per cena, ovviamente non avevo più il tempo materiale per fare gli gnocchi e ho scovato questa, ma è buona da matti, una cosa semplicissima, diventerà il tortino svuota frigo/formaggi la prossima volta.



Ingredienti per 4 persone, tortiera da 26 cm:
500 ml di latte;
250 g di semolino;
25 g di burro;
40 g di parmigiano;
1 tuorlo.

Riscaldare il latte con una presa di sale e aggiungere a pioggia il semolino, facendo attenzione a non far attaccare il composto,lavorarlo per qualche minuto, finoa che ilcomposto non diventerà solido, a quel punto togliere dal fuoco, aggiungere il burro, il formaggio grattugiato e per ultimo il tuorlo.
Usando uno stampo in silicone non uso ungere nè passare farina nello stampo...però fatelo se il vs stampo è tradizionale.

Infornare a 180°C per 15 minuti, servire tiepido.

venerdì 29 ottobre 2010

Tenerina ferrarese di Manuela.

Mettiamo subito i puntini sulle I, questa ricetta non è mia, è di Manuela, una persona che riesce a stupirmi con molta facilità per la sua intelligenza, i primissimi ricordi che ho di lei sono legati a un fatto talmente curioso che è impossibile scordarlo, anche per una come me; avendo il compagno toscano e speleologo (ora a tempo perso) ho conosciuto, soprattutto all’inizio della nostra relazione, l’ambiente in cui lui si divertiva e, credetemi, gli speleologi ne sanno qualcosa. Così durante una riunione mi ha presentato la schiera di questi “pazzi”, ovviamente erano troppe le persone e mi son dimenticata nomi e visi nel giro di un minuto, compresa Manuela e Manuel (il suo compagno). Maaa io non passavo così inosservata, in primis l’accento e poi …ero estranea a quell’ambiente! Così la seconda volta in cui vidi Manuela la associai a un racconto che mi fece il mio fidanzato, era rimasta bloccata in una grotta per via di una piena…francamente non andrei sotto terra neanche da decuius, per cui ero e sono spaventatissima alla sola idea, quando lei mi raccontò l’accaduto lo fece con una tranquillità che mi spiazzò, certo sicuramente chi pratica sa quali sono le possibili problematiche che può incontrare ma…paura, non lo farei mai! Ho in serbo ancora una sua ricetta e, caso vuole, che abbia trovato a casa dei miei della farina di castagne, per cui presto al produrrò e poi…ho un conto in sospeso con Manuel, i taralli, giurin giuretto li faccio e ve li mando, sperando che siano buoni anche solo la metà di quelli originali, portate solo pazienza, devo ammanettare l’omo per farmi dare una mano. Un bacione a entrambi, sperando di goderci la neve gareggiando con le nostre nuove palette e...auguroni in ritardo  per il vostro terzo anniversario.


E dopo questa filippica la ricetta…e che ricetta, mi sono presa una licenza poetica, ho aggiunto 70 g di zucchero. In giro sul web ho letto che la vera Tenerina deve spaccarsi sopra e deve rimanere bassa, io l’ho cotta nel mio stampo di silicone da 28 cm di diametro ed è venuta alta 4 cm buoni, l’ideale sarebbe una tortiera a cerniera.

Ingredienti:

250 g di cioccolato fondente;

220 g di burro;

1 bustina di lievito;

4 uova;

1 cucchiaio di fecola di patate;

70 g di zucchero (aggiunto da me);

zucchero a velo per guarnire.

Sciogliere il burro e il cioccolato e lasciarli raffreddare. Dividere i tuorli dagli albumi, montare a neve quest’ultimi (con una goccia di succo di limone) e lasciarli in frigo. Con l’aiuto delle fruste elettriche montate i tuorli con lo zucchero, fino a che il composto non diventerà quasi bianco, a questo punto aggiungere il cucchiaio di fecola, lo lievito e il cioccolato/burro fusi. Accendere il forno a 180°C statico. Per ultimi gli albumi, incorporando il composto con movimenti dal basso verso l’alto sino a che non risulterà omogeneo, versare nella tortiera e infornare 180°C per 20 minuti. Aspettare a sformare la torta dalla tortiera, rifinire con lo zucchero a velo.

mercoledì 27 ottobre 2010

Muffins olive e rosmarino.

Miracolo, i muffins salati perfetti son venuti anche a me, oddio non voglio vantarmi ma rispetto a quelli dell'anno scorso questi sono meravigliosi.

Ok, comincio dall'inizio, un anno e mezzo fa non sapevo neppure cos'erano i muffins, ma al supermercato vidi uno stampo in silicone troppo carino, costava poco e ho pensato, ma si lo compro, al massimo li faccio due o tre volte...una o due volte??? In pratica ogni settimana sperimentavo una ricetta diversa, sono diventata un'habituè, ormai il mio compagno non li poteva più vedere e io li distruibuivo un po' di qua e un po' di là, poi dopo "minacce" poco velate, ho cominciato a farli anche salati, ma i risultati sono stati assai più sconfortanti, venivano mollicci e poco cotti, eppure io seguivo alla lettera il mio super sistema per farli venire bellissimi.
Ecco con questa ricetta ho scoperto il barbatrucco, pare incredibile ma c'è sempre il barbatrucco, la cottura, finalmente mi sono venuti cotti e belli lievitati.
Per questi 12 muffins mi son serviti:
260 g di farina;
150 g di olive denocciolate;
10 g di lievito;
1 cucchiaino di sale;
15 g di zucchero;
1 uovo;
230 g di latte;
1 cucchiaino di rosmarino;
50 g di parmigiano,
olio, due o tre cucchiai.

La regola è sempre la stessa, unire gli ingredienti secchi in una terrina e quelli umidi in un'altra, amalgamarli bene e poi unirli, mescolando il meno possibile, per evitare che diventino spugnosi.
A forno caldo, 200°C infornare e lasciarli cuocere per 15 minuti almeno, poi abbassare a 180°C e continuare la cottura per altri 15 minuti, sfornare e...buona pappa!

domenica 24 ottobre 2010

Vol -au- vent o zuppa di pollo al curry?


Questa sì è una ricetta “recupero l’inimmaginabile”…
Comincio col dire che in principio era una zuppa, poi una vellutata e infine è diventata vol –au- vent…
So solo io come sia stata possibile una simile trasformazione, è che stavo preparando una marea di cose tutte insieme e questa zuppa l’ho dimenticata sul fuoco e, invece di aggiungere brodo ho pensato bene di far fuori quel pacco di vol-au vent in dispensa, erano mesi che mi guardavano e chiedevano quando li avrei destinati al forno, questa mi è sembrata l’occasione propizia. Tenendo conto che ho sempre adorato i vol –au- vent…questi sono buoni e insoliti.
Ingredienti per 2 persone…per la zuppa, per i vol –au- vent siamo più o meno 36!
400 g di petto di pollo;
1 cucchiaio di farina bianca;
2 cucchiaini di curry;
30 g di burro;
1.5 l di brodo vegetale;
4/5 chiodi di garofano;
il succo di 1/2 limone;
1 dl di panna da cucina;
1 cucchiaino raso di cannella;
sale e pepe.
Tagliare a cubetti il pollo.
Mescolare la farina con il curry il sale e il pepe, prendere una bustina di plastica, come quelle che si usano per congelare e aggiungere il composto di farina e  un po’ di cubetti di pollo, smuovere et voilà il pollo è infarinato senza sporcarsi.
In una casseruola sciogliere il burro e rosolare il pollo, versare il brodo e aggiungere i chiodi di garofano, lasciare sobbollire per 30 minuti coperto, mescolando di tanto in tanto.
Unire la panna e il succo di limone, cuocere per altri 15 minuti.
Se me ne fossi ricordata avrei tolto i chiodi di garofano, ma non l’ho fatto…in ogni caso sarebbe meglio farlo.
A questo punto si dovrebbe dare una spolverata di cannella e servire calda, volendo si può fare una bella vellutata oppure…pensare ai vol –au- vent, scaldarli nel forno ben caldo, sfornarli, aggiungere il composto precedentemente frullato et voilà!
Noi li abbiamo mangiati di gusto, belli caldi e invitanti.

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