venerdì 29 ottobre 2010

Tenerina ferrarese di Manuela.

Mettiamo subito i puntini sulle I, questa ricetta non è mia, è di Manuela, una persona che riesce a stupirmi con molta facilità per la sua intelligenza, i primissimi ricordi che ho di lei sono legati a un fatto talmente curioso che è impossibile scordarlo, anche per una come me; avendo il compagno toscano e speleologo (ora a tempo perso) ho conosciuto, soprattutto all’inizio della nostra relazione, l’ambiente in cui lui si divertiva e, credetemi, gli speleologi ne sanno qualcosa. Così durante una riunione mi ha presentato la schiera di questi “pazzi”, ovviamente erano troppe le persone e mi son dimenticata nomi e visi nel giro di un minuto, compresa Manuela e Manuel (il suo compagno). Maaa io non passavo così inosservata, in primis l’accento e poi …ero estranea a quell’ambiente! Così la seconda volta in cui vidi Manuela la associai a un racconto che mi fece il mio fidanzato, era rimasta bloccata in una grotta per via di una piena…francamente non andrei sotto terra neanche da decuius, per cui ero e sono spaventatissima alla sola idea, quando lei mi raccontò l’accaduto lo fece con una tranquillità che mi spiazzò, certo sicuramente chi pratica sa quali sono le possibili problematiche che può incontrare ma…paura, non lo farei mai! Ho in serbo ancora una sua ricetta e, caso vuole, che abbia trovato a casa dei miei della farina di castagne, per cui presto al produrrò e poi…ho un conto in sospeso con Manuel, i taralli, giurin giuretto li faccio e ve li mando, sperando che siano buoni anche solo la metà di quelli originali, portate solo pazienza, devo ammanettare l’omo per farmi dare una mano. Un bacione a entrambi, sperando di goderci la neve gareggiando con le nostre nuove palette e...auguroni in ritardo  per il vostro terzo anniversario.


E dopo questa filippica la ricetta…e che ricetta, mi sono presa una licenza poetica, ho aggiunto 70 g di zucchero. In giro sul web ho letto che la vera Tenerina deve spaccarsi sopra e deve rimanere bassa, io l’ho cotta nel mio stampo di silicone da 28 cm di diametro ed è venuta alta 4 cm buoni, l’ideale sarebbe una tortiera a cerniera.

Ingredienti:

250 g di cioccolato fondente;

220 g di burro;

1 bustina di lievito;

4 uova;

1 cucchiaio di fecola di patate;

70 g di zucchero (aggiunto da me);

zucchero a velo per guarnire.

Sciogliere il burro e il cioccolato e lasciarli raffreddare. Dividere i tuorli dagli albumi, montare a neve quest’ultimi (con una goccia di succo di limone) e lasciarli in frigo. Con l’aiuto delle fruste elettriche montate i tuorli con lo zucchero, fino a che il composto non diventerà quasi bianco, a questo punto aggiungere il cucchiaio di fecola, lo lievito e il cioccolato/burro fusi. Accendere il forno a 180°C statico. Per ultimi gli albumi, incorporando il composto con movimenti dal basso verso l’alto sino a che non risulterà omogeneo, versare nella tortiera e infornare 180°C per 20 minuti. Aspettare a sformare la torta dalla tortiera, rifinire con lo zucchero a velo.

mercoledì 27 ottobre 2010

Muffins olive e rosmarino.

Miracolo, i muffins salati perfetti son venuti anche a me, oddio non voglio vantarmi ma rispetto a quelli dell'anno scorso questi sono meravigliosi.

Ok, comincio dall'inizio, un anno e mezzo fa non sapevo neppure cos'erano i muffins, ma al supermercato vidi uno stampo in silicone troppo carino, costava poco e ho pensato, ma si lo compro, al massimo li faccio due o tre volte...una o due volte??? In pratica ogni settimana sperimentavo una ricetta diversa, sono diventata un'habituè, ormai il mio compagno non li poteva più vedere e io li distruibuivo un po' di qua e un po' di là, poi dopo "minacce" poco velate, ho cominciato a farli anche salati, ma i risultati sono stati assai più sconfortanti, venivano mollicci e poco cotti, eppure io seguivo alla lettera il mio super sistema per farli venire bellissimi.
Ecco con questa ricetta ho scoperto il barbatrucco, pare incredibile ma c'è sempre il barbatrucco, la cottura, finalmente mi sono venuti cotti e belli lievitati.
Per questi 12 muffins mi son serviti:
260 g di farina;
150 g di olive denocciolate;
10 g di lievito;
1 cucchiaino di sale;
15 g di zucchero;
1 uovo;
230 g di latte;
1 cucchiaino di rosmarino;
50 g di parmigiano,
olio, due o tre cucchiai.

La regola è sempre la stessa, unire gli ingredienti secchi in una terrina e quelli umidi in un'altra, amalgamarli bene e poi unirli, mescolando il meno possibile, per evitare che diventino spugnosi.
A forno caldo, 200°C infornare e lasciarli cuocere per 15 minuti almeno, poi abbassare a 180°C e continuare la cottura per altri 15 minuti, sfornare e...buona pappa!

domenica 24 ottobre 2010

Vol -au- vent o zuppa di pollo al curry?


Questa sì è una ricetta “recupero l’inimmaginabile”…
Comincio col dire che in principio era una zuppa, poi una vellutata e infine è diventata vol –au- vent…
So solo io come sia stata possibile una simile trasformazione, è che stavo preparando una marea di cose tutte insieme e questa zuppa l’ho dimenticata sul fuoco e, invece di aggiungere brodo ho pensato bene di far fuori quel pacco di vol-au vent in dispensa, erano mesi che mi guardavano e chiedevano quando li avrei destinati al forno, questa mi è sembrata l’occasione propizia. Tenendo conto che ho sempre adorato i vol –au- vent…questi sono buoni e insoliti.
Ingredienti per 2 persone…per la zuppa, per i vol –au- vent siamo più o meno 36!
400 g di petto di pollo;
1 cucchiaio di farina bianca;
2 cucchiaini di curry;
30 g di burro;
1.5 l di brodo vegetale;
4/5 chiodi di garofano;
il succo di 1/2 limone;
1 dl di panna da cucina;
1 cucchiaino raso di cannella;
sale e pepe.
Tagliare a cubetti il pollo.
Mescolare la farina con il curry il sale e il pepe, prendere una bustina di plastica, come quelle che si usano per congelare e aggiungere il composto di farina e  un po’ di cubetti di pollo, smuovere et voilà il pollo è infarinato senza sporcarsi.
In una casseruola sciogliere il burro e rosolare il pollo, versare il brodo e aggiungere i chiodi di garofano, lasciare sobbollire per 30 minuti coperto, mescolando di tanto in tanto.
Unire la panna e il succo di limone, cuocere per altri 15 minuti.
Se me ne fossi ricordata avrei tolto i chiodi di garofano, ma non l’ho fatto…in ogni caso sarebbe meglio farlo.
A questo punto si dovrebbe dare una spolverata di cannella e servire calda, volendo si può fare una bella vellutata oppure…pensare ai vol –au- vent, scaldarli nel forno ben caldo, sfornarli, aggiungere il composto precedentemente frullato et voilà!
Noi li abbiamo mangiati di gusto, belli caldi e invitanti.

venerdì 22 ottobre 2010

Castagnaccio.


Ahhh il Castagnaccio, che amore!

Già avendo il compagno Toscano non posso che amare anche il castagnaccio, ma non è sempre stato così...eheheh, già perchè il primo castagnaccio che ho mangiato era obrobrioso, con le scorzette d'arancia, l'uva sultanina e chi più ne ha ne metta, veramente una roba talmente dolce da risultare indigesta anche al goloso più incallito, per cui per me era storia chiusa, il Castagnaccio non mi piace punto e basta!

Maaa non avevo ancora assaggiato quello della mamma del mio compagno, oddio una cosa totalmente diversa e BUONA! Già perchè in Piemonte non abbiamo la tradizione Garfagnina di fare la farina di castagne, è più facile trovarla nel Cuneese, ma qui un po' meno, per cui questo dolce nella mia famiglia non è mai entrato, anzi la Cuoca lo associava al Mont blanche e di conseguenza era persino odiato.

Beh io mi son dovuta ricredere, amo il castagnaccio, soprattutto la crosticina che si forma negli angoli, la trovo divina. In più la farina di castagne viene fatta da parenti di una collega del mio compagno in modo artigianale, per cui...

Finalmente ho trovato la ricetta, non perchè la mamma del mio compagno non me la volesse dare, ma molto più semplicemente non mi ricordo mai di chiederla, ed ora comincia la mia voglia di castagne, non so per me ottobre è il periodo di castagne in tutti i modi, cotte, crude, non importa, l'anno scorso ne ho mangiate pochissime ma quest'anno, voglio recuperare assolutamente!

Così mi sono messa su internet e ho digitato castagnaccio è uscito questo , oddio meraviglia, sopratutto perchè posso rispolverare il mio fantastico stampo in silicone per muffins, quindi tutta allegra apro il frigo e prendo la farina, apro i due sacchetti e, orca l'oca, nel sacchetto piccolo la farina è buona ma nel saccheto da due kg è da buttare, odio quando succede, buttare due kg di farina è uno spreco e una vergogna, ma non posso fare diversamente, ne salvo ben 170g...alla faccia...ce ne sarebbero voluti 300g.
Beh tanto è inutile piangere sulla farina buttata, valoriziamo quella che abbiamo, per cui incomincio a seguire la ricetta, scoprendo che nel mescolare la farina con il latte i pinoli non stanno a galla...si lo so può sembrare stupido, ma io immaginavo che rimanessero a galla, ora ho capito perchè i pinoli si mettono dopo. In ogni caso così ho dovuto usarne un po' anche per guarnire e se devo dire la verità non mi è spiaciuta la doppia porzione.Gli ingredienti per sei castagnacci mignon sono:

170 g di farina di castagne,
1 bicchiere di latte (indicativo, dipende dall'umidità della farina);
un cucchiaino di zucchero,
pinoli,
olio,
rosmarino;
1 presa di sale.

Aggiungere alla farina, il sale e lo zucchero, mescolare bene,aiutandosi con una frusta aggiungere il latte e mescolare fino ad ottenere una consistenza simile a quello dello yogurt.
Io ho poi aggiunto i pinoli e un po' di rosmarino, come ho scritto prima siate consapevoli che i pinoli non ritorneranno in superficie, aggiunggere un cucchiaio di olio.
Accendere il forno a 200° e riempire gli stampini con il composto, guarnire la superficie con un filo d'olio, dei pinoli e il rosmarino. Infornare e lasciar cuocere una 20 ina di minuti, le forme tenderanno a rompersi in superficie e a dorarsi a quel punto potete sfornare. Per la vs incolumità aspettate prima di sformarli...ovviamente con 170 g vengono sei porzioni piccine con un altezza di 1.5 cm, secondo il mio gusto erano perfetti (scusate ma ne sono proprio orgogliosa).

Note:

io ho usato il latte ma si può usare anche l'acqua, tiepida sarebbe meglio.

mercoledì 20 ottobre 2010

Tortino di patate.


Autunno = Patate, direi che il binomio non fa un grinza no?Poi queste son patate a km zero prese direttamente dallo spacciatore...no no produttore volevo dire ehehehe, si siamo leggermente dipendenti dalle patate!

Posso certamente asserire che non via sia preparazione con le patate che non mi piaccia, anzi nella preparazione di questo tortino sono capitata anche sulla ricetta delle patate duchessa ed, essendo felice dell'idea di poter usare la mia sac a poche, presto proporrò anche quella ricetta, anche perchè da quel che ho capito devono essere una leccornia!

Questo tortino mi ha salvato un po' la serata, già perchè in teoria doveva esserci un altro secondo ma...puff nell'atto di comporre il menù mi son dimenticata quello che volevo fare, oddio lo so sono strana, ma a me capita spesso, mi concentro sul primo o sugli antipasti e mi perdo sulla portata dopo, sono una cuochetta neofita, ormai chi arriva a casa ns lo sa, ogni cosa che mangerà è frutto di  un esperimento...a volte va bene altre no, ma alla fine è troppo forte la voglia di provare, sperimentare gusti e cose che non so fare.Ingredienti:
600g di patate lesse;
300g di prosciutto cotto;
50g di burro;
9 cucchiai di formaggio grattugiato;
una tazza di latte;
2 uova,
sale, pepe.

La preparazioneè moooolto semplice e veloce, il che la rende la mia ricetta ideale.
Lessare le patate e schiacciarle grossolanamente, accendere il forno a 200°C.
Rompere le uova e mischiarle con il formaggio, l'olio il latte il sale e il pepe. Prendere una tortiera piccola e fare uno strato di composto alle patate e uno strato con il prosciutto, immagino che se lo avessi avuto in un unica fetta e lo avessi tagliato in cubetti sarebbe venuto buonissimo lo stesso.
Quindi tornando a noi, uno strato di patete uno di prosciutto e ricopriamo con le patate, unire il burro sopra e una grattugiata di formaggio, infornare e aspettare una decina di minuti, ossia il tempo di doratura.
Aspettare almeno dieci minuti prima di mangiarlo.

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